"Sin prisa pero sin pausa"
(Rafa Benitez)

Il mio regalo per te, Carratelli. Buon compleanno

3rd, apr, 2012

Dico io, oggi è il tuo compleanno e tu avrai un sacco di cose da fare, lo so. Rispondere al telefono, per esempio. Sai quanti vorranno farti gli auguri, oggi? Eccheccazz, Mimmo, io detesto il telefono! Non ti chiamo, piuttosto ti scrivo, che è così che ci siamo conosciuti, no? E allora, pensa che bello. Io mo ti scrivo e prendiamo un appuntamento. Tipo che ti vengo a prendere e ci facciamo una passeggiata a piedi per tutta la città e poi, quando siamo stanchi, mettiamo le ali ai piedi della fantasia e ci lasciamo trasportare. Potremmo cominciare dal Vomero, per esempio. Potrei portarti un cappuccino in un bicchiere di plastica e una treccia del bar Salvo e potremmo sederci sulle panchine sotto al Collana. Pensa che bello, sorseggiare e mordicchiare mentre mi racconti di tutti i giocatori passati di là. No, non ti ci porto sul campo, che l’erba neppure esiste quasi più, lo guardiamo da fuori. Poi ti porto a casa mia e ti faccio vedere dove ho scritto le cose che ti sono piaciute tanto ed il balcone di cui mi sono innamorata quando l’ho scelta. Poi via, che il tempo è poco. Ce ne andiamo nei vicoletti sperduti, a guardare le vecchine ai balconi, nel cuore di Napoli. I vicoli di Passione, il film che ti è piaciuto tanto. Ci mettiamo a camminare come turisti, tu mi racconti degli angoli di cui io fantastico ed io ti racconto ciò che vedo, come fossi un foglio bianco. Andiamo a Santa Lucia e ci sediamo sul muretto del lungomare a guardare l’azzurro del cielo e i gabbiani sullo sfondo del castello. Voliamo a San Martino ed esploriamo tutta la città scegliendo il posto successivo. A Marechiaro, scendiamo fino agli scogli e ti faccio vedere da dove mi tuffavo da bambina. Posillipo, mi insegni ad amarla come non ho mai fatto finora. Coroglio, a guardare le rovine dell’Italsider dall’alto. Voliamo su case, vicoli e palazzi e ci dimentichiamo del traffico, della monnezza, dei libri scritti sulla nostra città. Tu ti porti dietro i libri di Ghirelli e mi leggi qualche passo ogni tanto, insegnandomi qualcosa che non so. Parliamo di Diego, Vinicio, del Petisso, del tango argentino e delle suggestioni brasiliane, di quei riccioli che forse torneranno. Passiamo per Pozzuoli, per l’isolotto di San Martino, una puntatina a Miseno, ci sediamo sulla sabbia con i piedi scalzi a sentirne il calore in superficie ed il fresco sotto. Pranziamo da qualche parte all’aperto, tu e il tuo sigaro, io e il mio quaderno. Lasciami prendere appunti, che i ricordi vanno intrappolati per farne quadri appena si può. Ce ne andiamo a San Lorenzo, dove ho imparato a dattilografare, nel vicolo delle suore di Madre Teresa di Calcutta, che sono state il mio primo articolo per un giornale. In villa comunale, di cui studiai tutte le fontane per un improbabile mensile di cui non ricordo neppure il nome. Ti racconto dei Piccolomini, di quando passavo giornate intere in archivio a scoprire quante volte facevano pipì e a come una donna sola riuscì a salvare il patrimonio da un marito sconsiderato donandolo alle suore. Ti racconto delle mie trasferte a Siena, che conosco così bene, delle sere in albergo a mangiare cantucci bagnati nel vin santo solo per amor della ricerca e della scrittura. Ce ne andiamo a piazza Mercato, a ricordare il 1799. Mi descrivi Eleonora e io ti dico quanto mi ha sempre affascinata quella donna lì. Ti racconto della prima volta che vidi l’incendio del campanile del Carmine ed i dieci anni in cui ho vissuto lì, tutto quello che mi hanno insegnato. Poi voliamo a Sorrento, a respirare l’odore dei limoni. Approdiamo a Capri, L’Isola su cui mi hai accettata come navigante del mare che ami tanto. Passiamo per Ischia, che mi rassicura solo a sentirne l’aria sul viso, ti racconto di quando presi una storta per scalare l’Epomeo. Che importa se siamo stanchi, Mimmo? Ci aiutiamo con la fantasia. Ci fermiamo e ci rimettiamo in moto. Porto con me una bottiglia di qualcosa di buono, che non sia acqua, che non ci abbevera quella cosa là. Andiamo a Fuorigrotta e ti racconto cosa è diventata. Quello che vedo ogni volta che vado allo stadio, quello che sento, tanto, lo sai già. Ci entriamo al San Paolo, Mimmo, che dici? Di giorno, come feci l’anno scorso il 10 maggio. Tu ed io a camminare su quel prato. Ci fermiamo al centro del campo e ci sediamo per terra, poi andiamo a metterci in panchina e ridiamo degli errori e tu mi disegni per terra gli schemi e i volti del passato. Saliamo in tribuna stampa, ospiti stranieri, e ci guardiamo intorno nel vuoto che c’è. Guardiamo tutto lo stadio da lassù, poi passiamo nelle curve, ce ne appropriamo tutti e due. E mentre studio i sediolini, ti descrivo le facce che immagino lì in piedi, gli striscioni che urlano vendetta, quelli che ancora non sono mai stati scritti. Cantiamo il nostro coro, tu ed io, Mimmo, che ne abbiamo fatto un libro. Lo intoniamo a bassa voce e poi ci mettiamo ad urlarlo come bambini. Perché in fondo io con te passerei una giornata da neonata. Mi piacerebbe nascere davanti ai tuoi occhi e farti vedere come cresco bene soltanto ascoltandoti parlare. Poi di sera, su un terrazzo sul mare, tu, io e il Martire, seduti a un tavolino a lume di candela, con una tovaglia modesta ed una brocca di vino bianco che si staglia contro la luna, a parlare dei bambini, del sole, del mare al tramonto, di quello che è stato e di quel che sarà. Un po’ di pesce, mangiare con le mani, pulirsi la bocca ridendo stravaccati nell’intimità. Guardare i gatti aggirarsi ai nostri piedi aspettando quel che sarà. E, come i gatti, allungarci sereni e placidi, accoccolarci acciambellati e restare là. Buon compleanno, Mimmo, di cuore. Una piccola roccia accanto al mare.

Ilaria Puglia

 

Commenti

32 commenti »

  1. Buon compleanno maestro Carratelli.

  2. Ho ancora il sapore del mare in bocca. Auguri Mimmo.

  3. Nessuno sottovaluti la fortuna di poter festeggiare il compleanno in una città tanto meravigliosa. Auguri.

  4. Auguri al mitico Carratelli!

  5. Mi piacerebbe che qualcuno me lo raccontasse e chiudessi gli occhi.
    Fantastico.

  6. Auguri al Maestro, che ci indica la strada anche se non sempre sappiamo seguirla.

  7. Maestro auguri, da oggi so di poter condividere il mio compleanno con una persona che ha tanto voluto bene al mio nonno, e ha la fortuna di avere una discepola che gli ha donato delle parole preziose.

  8. Auguri Maestro, che bel regalo che le ha fatto Ilaria :-)

    P.s. partite ne abbiamo perse e ne perderemo ancora, ma nessuno potrà sconfiggere chi porta nel cuore la poesia ed il valore dell’amicizia ….

  9. Auguri così, Maestro sono un dono che ti invidio.

  10. vedo tutti post ristretti….
    dopo una dedica così bella e così scritta bene….a me personalmente mi inibisce a scrivere…non so voi….in quanto troppa bella per sfigurarci …..e comunque il massimo che si può scrivere in questi casi è un grande augurio al maestro …
    e mi associo al post@8

    e non c’è niente da capire

  11. Auguri al Maestro e complimenti ad Ilaria, penna di straordinaria delicatezza.

  12. Auguri Maestro!

  13. E’ la più bella dedica che compleanno che si potesse scrivere….il maestro sarà commosso e anch’io che non c’entro niente, perchè in poche righe mi hai fatto ricordare tutto il bello che c’è in questa città meravigliosa che è NAPOLI. Grazie Ilaria!!!!!

  14. E’ un bellissimo regalo, Ilaria.
    Sono scappato via da Napoli per averne più forte la nostalgia.
    Ho lasciato il mio terrazzino che guarda al golfo e a Capri per portarmelo via nel cuore.
    La “mia” Napoli degli anni Sessanta è la “cosa” più struggente che ho dentro di me.
    Che città fantastica, che popolo incredibile e fantastico.
    Lo so, sono discorsi da vecchio. Ma è il mio compleanno da vecchio.
    E’ un’altra Napoli, oggi, ma proprio Antonio Ghirelli, che ha voluto lasciarci mentre avevo pronto tutto un giornale per festeggiare il 10 maggio i suoi 90 anni, mi ha insegnato che l’amore per Napoli non muore mai, non deve morire mai.
    La tua scrittura straordinaria me la propone fino a incantarmi.
    Sei la Greta Garbo della scrittura, piccola e infinita roccia.
    Vivo un amore lontano da Napoli, ma tornerò, come ho sempre fatto, perché, come diceva Maradona cantandola “Napoli seconda mamma mia”.
    Sono un giornalista romantico, ma all’occorrenza anche cinico.
    Allora leggo e rileggo la tua “lettera” a ciglio asciutto.
    Un regalo bellissimo.
    Ringrazio tutti quelli che si sono amabilmente “accodati”.
    Grazie a tutti della vostra attenzione e, come faceva Ghirelli, segnalatemi sempre quello che non va nei miei scritti. Di imparare non si finisce mai.
    Auguro a Ilaria l’avvenire che merita nella scrittura.
    Un grazie al Napolista per l’affettuosa ospitalità nei miie riguardi.
    Forza Napoli, sempre. Ma forza soprattutto a Napoli-città.
    Eravamo i migliori al mondo, non siamo diventati i peggiori. Leggo le “raccomandazioni” americane in occasione della Coppa America. Napoli non è Chicago, cari yankees, e vi stupirà.
    Spero proprio di incontrare Ilaria e il Martire davanti a un cappuccino e al mar e di Napoli.
    Tutti voi Napolisti siete nel mio cuore e nell’incontro con Ilaria.
    Grazie.

  15. Mi associo a tutti i Napolisti nell’augurare buon compleanno al grande Carratelli.

  16. Auguri, Maestro. E grazie Ilaria!!!

  17. Auguri Mimmo , solo chi ha Napoli nel cuore può scrivere del Napoli e della città come sai fare tu.
    Un abbraccio

  18. Una bellissima lettera di auguri, solo Tu potevi scriverla, la nostra Pasionaria.
    Affettuosi Auguri anche da noi Ragazzi della Nisida, grande Mimmo !!!

  19. Auguri maestro Carratelli.

  20. …giornalista vero di un calcio da noi amato che non c’è più.Auguri sig.Carratelli.

  21. E come si fa a non scrivere banalità dopo questo pezzo di poesia? Evito, ma non posso mancare agli auguri sentiti e vivi al maestro Carratelli.
    Antonio Coppola

  22. Augurissimi al Maestro Carratelli, persona d’animo nobilissimo e scrittore raffinato prestato al calcio. Di cuore, pe’ cient’anni.
    E complimenti per quest’articolo a Ilaria Puglia, una perla per scrittura, stile e sensibilità.

  23. semplicemente auguri !

  24. ooooo che bella notizia! Augurissimi Dottor Carratelli. 100 anni di salute e benessere a lei e la sua famiglia

  25. Dopo tutto questo giro per non affaticarla ulteriormente le dico semplicemente….AUGURI!!!!!

  26. Signori,memorizzate questo articolo in grandi linee,poi chiudete gli occhi e rileggetelo nella vostra mente mentre ascoltate la sigla del film intitolato la storia infinita,(cercatelo su you tube,io non sono capace di postare il link qui )vi farete un viaggio meraviglioso per tutta Napoli insieme al maestro e a Ilaria,sublime,provare per credere.

  27. Auguri Maestro.

  28. Auguri ad un maestro di giornalismo e di vita
    Complimenti ad una delicata e fantasiosa scrittrice (al sapore di vongole)
    Sempre Forza Napoli (prima la città e poi la squadra)

  29. Auguri

  30. Buon compleanno maestro, e complimenti Puglia per la poesia di questo scritto

  31. ila quanto sei brava
    che bel regalo per il maestro
    augurissimi

  32. Che la grande scrittura potesse accendere le lacrimali in modo incontrollabile lo sapevo già. Ma che potesse anche suscitare sciami di piccole scosse elettriche non lo avevo ancora ben capito.
    E che una lettera di buon compleanno potesse diventare una pagina di letteratura per un compleanno lo imparo adesso.
    Buon compleanno al grande Carratelli, e alla dolcezza delle sue vocali larghe, pronunciate in modo unico ed inconfondibile.
    E ad Ilaria: conservale tutte le lettere di buon compleanno, ti prego. Forse un giorno ci farai il dono di poterle leggere tutte insieme.
    Luigi

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