Mazzarri: «Sono l’allenatore più esperto d’Italia, ho battuto il record di Boskov, la gente può fidarsi di me»
14th, apr, 2012Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con il Lecce: “L’incontro con De Laurentiis è stato bello e opportuno. Mi è piaciuto come il presidente ha parlato ai ragazzi. Quando le cose vanno bene, salgono tutti sul carro dei vincitori, ora ci sono le difficoltà e abbiamo sentito la presenza della società. Il presidente ha fatto capire che era vicino al gruppo e avevamo bisogno di essere rasserenati e rassicurati dalla società.
Ci ha ricordato – per dare la dimensione di quello che abbiamo fatto – che siamo passati dal 520esimo posto nel ranking internazionale al 20esimo. Questo dà grande forza. Questo gruppo è encomiabile. Abbiamo fatto qualcosa di miracoloso e può succedere un momento di circostanze concomitanti che possono far avere una flessione importante. Ora bisogna parlare il meno possibile e limitare i danni. Dobbiamo andare alla ricerca dell’episodio favorevole che fa cambiare il trend negativo di risultati.
Nel calcio c’è poco di riscontrabile, ma ci sono dati inconfutabili. Se noi andiamo a vedere gli allenatori che fanno parte della serie A, compreso le big, rispetto a loro, credo di essere il più esperto sia a livello di campionato che di Europa. Ho fatto tre anni di Europe League, 32 presenze compresa la Champions League con squadre che non erano abituati a fare queste competizioni prima che arrivassi io.
Alla Samp ho battuto il record di Boskov di 10 risultati consecutivi in Europa. Credo di essere il tecnico più esperto d’Italia. In serie A, sono a 291 presenze. Il terzo posto? Noi crediamo da sempre quello che ho detto da quando sono a Napoli. Faremo il massimo in ogni partita, poi vedremo la classifica. Abbiamo sempre ragionato così e per una serie di circostanze contingenti non siamo riusciti a fare punti.
Siamo sempre andati oltre le nostre possibilità, a volte non ce la fai e si paga più degli altri. Dobbiamo aggrapparsi a quello che ci ha portato dove siamo, ovvero l’organizzazione di gioco, la compattezza e la solidità. La partita di Lecce deve servire – anche se non siamo al top – a fare una prestazione importante raschiando nel barile la concentrazione e l’organizzazione. Dobbiamo tornare ad essere una squadra solida, al di là del risultato.
Ho sempre garantito ai tifosi che le mie formazioni hanno un’anima. Credo che la nostra gente abbia visto che possa fidarsi di me. Se qualcuno non s’impegna, sarei io a metterlo fuori rosa. Dico agli appassionati che i giocatori vanno aiutati ed incoraggiati. Detto questo, in un momento di appannamento, chi ama questi colori, deve aiutarci. Dico questo perché meritiamo di essere sostenuti fino all’ultimo minuto.
Se non riesce a dare per un periodo il 120%, non è certo per mancanza di volontà. Aronica rifiata? Vedremo, è una possibilità. Ci sono giocatori stanchi, non voglio rischiare come è già successo per Maggio. Ognuno deve fare al massimo il proprio compito. Si è alzata troppo l’asticella senza una cognizione logica, abbiamo fatto troppo bene già dal primo anno. Abbiamo cominciato con 11 titolarissimi, ora ne abbiamo 14, vuol dire che qualche giovane è diventato affidabile.
Per me, la crescita è positiva. Mi si dice di aver impiegato pocoFernandez, in un ruolo delicato: ha fatto lo stesso numero di minuti di Quagliarella alla Juventus. L’annata resta altamente positiva nel picco più basso dell’anno. Hamsik? E’ un ragazzo che ha sposato la causa e probabilmente ha fatto un discorso da tifoso in un momento difficile. Il giorno dopo – a freddo – ha capito che tutti insieme cercheremo di fare il massimo, a caldo eravamo tutti abbattuti, poi abbiamo il dovere professionale di rialzarci e garantire per la squadra.
Non so cosa faremo a Lecce, chi andrà in campo, chi andrà in panchina, farà di tutto per fare il meglio. Il discorso riguarda pure Marek, questo è sicuro. E’ chiaro che dopo la sconfitta con l’Atalanta, abbiamo ridotto la possibilità di centrare un obiettivo che non abbiamo mai sbandierato, ma comunque importante nella logica di fare sempre il massimo. Ora sarebbe l’obiettivo più alto da poter raggiungere, il primo e secondo posto paradossalmente sono andati.
Un centrocampista in più? Cercheremo di rispettare i valori che ci hanno sempre contraddistinto che ultimamente io ho provato a cambiare. Abbiamo visto che in questo momento non reggiamo un certo tipo d’atteggiamento tattico. Questa squadra si è retta al 99% sull’organizzazione, bisogna ripartire da qui. Le scelte individuali non sono in grado di dirvele: ho fatto solo un allenamento ieri, poi avrò le idee più chiare di chi scenderà in campo.
Serve solidità in fase passiva, concetto che riguarda l’intera squadra. Speravo di risollevarmi già contro l’Atalanta, non avevo mai perso tre partite di fila qui a Napoli, è successo solo alla Reggina. Purtroppo accade, speriamo sia soltanto un fatto episodico. A Lecce dobbiamo ritrovare il risultato. Facciamo le cose con grande equilibrio. Non sarà un finale di campionato senza mordente, affronteremo tutte finali prima di quella vera contro la Juventus.
Il contratto? Non ne abbiamo parlato, ci siamo concentrati soprattutto sul Lecce. Inutile guardare troppo avanti, il nostro imperativo è quello di concentrarsi solo sulla prossima partita senza pensare a scenari futuri. Io e lui lavoriamo di concerto per far capire a questi ragazzi che bisogna fare sei partite di grande intensità. Questo è il nostro dovere. Cavani? E’ uno di quei giocatori che ha finito stanchissimo, potrebbe essere presa in considerazione una staffetta.Era molto stanco ed è a rischio infortunio. Quindi potrebbe entrare dopo, è una possibilità. I fischi? La rabbia e l’orgoglio mi caricano ancora di più e mi ricorderò chi è sceso dal carro dei vincitori. Cerco di dare gli input giusti ai miei giocatori che devono essere tranquilli ma allo stesso tempo carichi. Ci deve essere sempre sostegno durante la partita, poi dopo ci possono essere pure i fischi.
Il mio secondo anno alla Samp? Sono situazioni diverse, lì c’erano obiettivi chiari e non si alzava l’asticella. Ci fu un momento dell’anno in cui Marotta inseriva la squadra in un range dal decimo al quinto posto. Partimmo male e non ci furono investimenti, quando ci accorgemmo che stavamo compromettendo il campionato, poi pensammo solamente alla finale di Coppa Italia. Fu un’annata particolare. Si può fare un paragone solo per gli impegni”.




Ormai siamo al panegirico, ci manca solo che chieda le chiavi della città e la statua a piazza Plebiscito.La cosa peggiore che possa fare in questi momenti è l’auto-referenzialità,ma di quale asticella parla?Vuole parlare di statistiche?Allora ci dica quante squadre hanno speso più del Napoli negli ultimi cinque anni;la storiella che ha fatto qualcosa di miracoloso ,non se la beve più nessuno.Non ne posso più di questo tizio…
Avanti Walter riportaci in champions league.Fallo per chi è rimasto sul carro e sono tanti.
il mercato di dela e’carente, ma le colpe del mister sono evidenti.
1) parla di inesperienza e squadra giovane quando invece la squadra gioca assieme da tre anni nello stesso modo, con eta’media superiore ai trentanni, e i tre tenori che hanno fatto tanti campionati di serie A e i mondiali, gargano e cavani arrivando fino in fondo.
2) ha inventato i titolarissimi quando una rosa gia’ limitata avrebbe imposto un turnover normale, non tipo chievo, facendo entrare in forma i vari fernandez e vargas utilizzati malissimo
3) ricordo ancora la delirante intervista nella quale rifiutava trezeguet in quanto non top player, dicendo che in quel ruolo aveva lucarelli… a parte il paragone assurdo, accettare lucarelli e” segno di presunzione. intanto non ha alternative a cavani prima punta
4) maggio: lo ha distrutto utilizzandolo non al meglio.
5) cavani: non si regge in piedi e lui continua ad impegarlo
6) la difesa: inspiegabile usare sempre camp/ar/cann nelle partite importanti visti i limiti evidenti di forma e personalita’
se non sono colpe queste, quali sono le colpe di un allenatore?
è proprio fuori di testa! quando lo cacciano!?
Dico al popolo dei post: rivedetevi le partite del girone di ritorno e poi giudicate.Io a Walter affiderei la campagna acquisti prossima ventura ma con gli adeguati investimenti.E dico ancora non è possibile giocare contro squadre che si difendono in dieci davanti la porta.Il Napoli avrebbe bisogno di un novello Sivori che scartava pure se stesso solo così si possono scardinare certe difese, ricordatelo.
Mazzarri ha la colpa di nascondere la verità, perchè, per amor di patria, non può dirla; la verità è che il napoli aveva una rosa assolutamente inadeguata resa ancor più ristretta dagli infortuni di donadel e britos; occorreva acquistare giocatori di maggior spessore in estate e, comunque, puntellare la squadra a gennaio. Non è solo un discorso di soldi in più o in meno da spendere, ma piuttosto di spendere meglio, perchè gli euro spesi per inler, dzemali e britos potevano essere investiti in maniera migliore, senza parlare dei vari chavez, santana, fideleff e compagnia bella.
Il nostro mister deve però essere più modesto e riconoscere che ha sfruttato male anche quel poco che aveva a disposizione, intestardendosi su modulo e c.d. titolarissimi.
@1,pigliatela con chi gli ha fatto subito la statua nel presepe…il campionato del Napoli di quest anno è identico ai 2 precedenti con inler e un Pandev in più…solo che sono venuti a mancare i miracoli extra time di singole giocate,De laurentis pagherà anche poco,ma non gli si può dire che spenda altrettanto poco.Il problema è solo nella gestione in toto della rosa,compresa la tattica in campo,séparé uguale,sempre scontata,di conseguenza anche il mercato è stato fatto a sua immagine e somiglianza…sono stufo di scrivere da 3 anni che se ne deve andare.(lo dicevo pure dopo la vittoria a Torino miracolosa e la qualificazione in champions con l aiuto..)
Essendo il piu’ esperto come mai non sapeva che con una rosa ristrettissima da LUI voluta non si andava da nessuna parte in 3 competizioni? e poi che cavolo c’entra il paragone Quagliarella/Fernandez?? Non si sopporta’ piu’, autoreferenziale, sempre a cercare scuse, mai ad ammettere di aver sbagliato. Mi auguro che sia la sua ultima stagione, peggio di cosi’ non si puo’.
Scusami Mazzarri, tra tutti i giocatori che sono stati comprati, mi sai dire quale di questi hai inserito nella squadra e rende ottimamente? A me personalmente a parte Cavani non ne vedo! Qualche utente potrebbe illuminarmi su questo punto, grazie?
@2: ma sei proprio convinto di quello che dici, ma quale Mazzarri conosci e quale campionato hai visto..
lascia perdere!!! Con tutto il rispetto per qualsiasi opinione venga espressa..
forza napoli…sempre Ciao Morosini.
Sì è vero, fa venire i nervi per il continuo spottone pubblicitario che deve farsi, diciamo che da un punto di vista mediatico non è un granché.
Ma diciamo anche che tra gli osanna dei tempi migliori e il pollice verso di quando inciampiamo una via di mezzo c’è. Per quanto lui stesso possa ritenersi esperto in A, forse il punto focale è proprio la sua carente esperienza nella gestione di un organico con obiettivi di alto livello e per di più in una piazza come la nostra. E non lo dico per dargli ulteriormente addosso, semmai per giustificarlo, seppur parzialmente. Certe sue convinzioni (rosa ristretta, fiducia cieca nei fedelissimi, assetto tattico rigido, sua capacità di trasformare il vino della casa in Merlot) potevano andare bene in altre squadre e per altri traguardi. Anzi, sono andate bene anche al Napoli, almeno fin quando l’asticella non si è “naturalmente” alzata.
Ecco, a me è sembrato di notare che in qualche circostanza, anche senza che lo abbia apertamente ammesso, qualche momento di riflessione sulle sue convinzioni se lo sia imposto.
Le domande a questo punto sono: al di là delle dichiarazioni di facciata, il buon Mazzarri ha l’umiltà necessaria per mettere in discussione alcune delle sue lapidarie certezze? Il processo di maturazione della squadra, che ha immagazzinato preziose esperienze prima in EL poi in CL, sta riguardando anche il tecnico? In sintesi: MAZZARRI STA MATURANDO LA CONSAPEVOLEZZA DEGLI ERRORI COMMESSI IN FUNZIONE DELLA LORO PROGRESSIVA ELIMINAZIONE?
Se suddetta consapevolezza è reale, emergerà anche nei rapporti con la Società, quando dovrà dire: “Signori, questa piazza ora, se non alziamo il tiro, finirà per massacrare anche me e io non ci sto. Per continuare ho bisogno di capire se gli investimenti previsti saranno adeguati al potenziamento della rosa sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e in stretta aderenza con le effettive esigenze che io ho.”
Prima di dire che il toscano sia da avvicendare questa è una verifica che vorrei fare. Perchè quell’anima che trasformò i donadon-depressi non è stata aria fresca. Perché ho l’impressione che, nonostante tutto, abbia ancora il gruppo ben saldo in mano. E perché, tranne qualche primissima scelta, le alternative rappresenterebbero comunque un salto nel buio.
Caro,@10 certo che sono convinto,non lascio affatto perdere e dopo che ti sei fatto due conti su quante partite abbiamo vinte pareggiate perse da quando il mister è a Napoli ti lascio tranquillamente alle tue convinzioni.Ne riparliamo alla fine.
Se a Mazzarri si mettono a disposizione giocatori non utili al modulo di gioco che il mister adotta che colpa può avere? nessuna. E’ da lodarlo per i risultati fin qui raggiunti.Chi di noi sarebbe capace di allenare una squadra con due giocatori infortunati da subito e non sostituiti,altri che stentano ad adeguarsi al modulo ed altri che è incomprensibile il loro acquisto.Si doveva puntare ad un leader in difesa da prenderlo sul mercato tedesco o inglese pagandolo ma che rende,un leader di centrocampo-tipo Pirlo- ed altro attaccante da affiancare a Cavani e c.ed una alternativa a Maggio.Forse li prenderemo con un anno di ritardo ed abbiamo sprecato un campionato,Vero Bigon j ?
Come si fa a chiedre un centrocampista tipo Pirlo? Il Napoli gioca con due centrocampisti ed è il vero problema, più della difesa, perchè essendo sempre in inferiorità numerica in quella zona di campo, i nostri due “eroi” di giornata devono fare sempre gli straordinari e se le punte, che dovrebbero fare le punte, non tornano a dare una mano perchè sono stanche, sono dolori.
Con un giocatore alla Pirlo e il modulo di Mazzarri il centrocampo diventerebbe a uno.
Discorso diverso, naturalmente, se si optasse per un centrocampo a tre. Ma con Mazzarri la vedo dura.