Mi innamorai di te dalla tripletta al Pisa
3rd, giu, 2012E così, Ezequiel, sei andato via. Con un sms al Pampa e la conferma dell’unico giornalista esperto di calciomercato di cui mi fidi, Gianluca Di Marzio. Lo sapevamo tutti noi che eravamo nella parte Nord dell’Olimpico: quelle urla, quelle lacrime, quelle braccia in alto con gioia e rabbia, ce lo avevano detto.Anche se ammetto che io, come un innamorato cieco, cocciuto e irrazionale, speravo fosse una dichiarazione d’amore. E lo era, ma non eterno, come speravo io. Ventotto milioni di euro, l’incasso di un’amichevole col PSG, la possibilità, diciamocela tutta, per risolvere un equivoco tecnico e tattico: lui stesso. Se devo ragionare freddamente, posso dire che la cessione di Lavezzi potrebbe diventare come quella di Ibrahimovic per l’Inter: se ne va l’uomo che prendeva sulle spalle le sorti della squadra, l’amore e le aspettative dei tifosi, l’uomo che poteva cambiare, rompere le partite. L’uomo che deresponsabilizzava tutti gli altri. E rimane Pandev: più utile e duttile, più quadrato e lineare, più organico alla squadra. Ma se ne va il genio e il sorriso spensierato, il piccolo grande uomo che si arrabbiava alle sostituzioni e rideva dopo un fallo subito, il ragazzo che conobbi dietro le quinte di una trasmissione della Carrà e rimase ad ascoltarmi dieci minuti e mi sembrò così “normale” e sensibile. Che mi parlava di Thomas. L’uomo con cui mi sono fotografato e che ora campeggia all’inizio del mio profilo facebook e che mi ha fatto innamorare follemente, anni dopo di Lui, Diego.
Per carità, nessun legame tra i due, rimane un abisso ovviamente nella tecnica, nel carisma, nella fantasia. E poi io sono un sentimentale, per me conta solo la maglia e quindi mi affeziono a chiunque la vesta (tranne Gianello e Quagliarella, ci tengo a sottolinearlo): sono stato male quando se n’è andato Ignoffo, rimpiango ancora Boghossian, guardo Bogliacino giocare col Bari e soffro. Per non dirvi di Bonomi e Varricchio, quanto mi mancano.
Ma tu Pocho, mi hai fatto andar fuori di testa. Fin da quella tripletta contro il Pisa in Coppa Italia. Siamo sinceri, non erano bellissime quelle reti, molto ci mise anche il portiere nerazzurro. Ma tu, che sembravi cicciotello e svogliato, volasti. Dopo 14 anni, arrivava un altro a fare tre gol tutti insieme, dopo quasi tre lustri ho pensato che a quel folletto potevamo dare le chiavi del nostro cuore, la speranza di rovesciare le nostre sorti. E quell’esultanza, come Diego non pensavi a strane coreografie, balletti o mimi: no, ti si accendeva il viso, si muovevano le braccia, gli occhi si riempivano di felicità. Lo so, non sei morto, anche se parlo all’imperfetto. Ma te ne vai e anche se simpatizzerò per quegli antipatici parigini, un pezzo di te, e di me, muore oggi. Quello che mi faceva arrabbiare con te per quelle partite in cui fuggivi via e per quei tiri facili sballati e sbagliati, quello che mi ha fatto correre e tirare con te contro il Cagliari al 94′, nella mezza rovesciata con l’Udinese, cadendo contro il Parma (o quest’anno, in fuorigioco), contro il Chelsea, contro l’Inter. Quello che mi ha fatto stare simpatico un gatto- e dio sa come mi stiano antipatici, che gli animalisti e i felinofili mi perdonino- solo perché il mio amico Dario Bevilacqua l’ha battezzato Pocho.
Me li ricordo tutti i tuoi quasi 50 gol e so, dentro di me, che questa cessione sarà una benedizione. Perché mai più ti avremmo venduto a tanto. Perché hai 27 anni e quell’esplosività non rimarrà nelle tue cosce, nei tuoi piedi, nella tua testa, ancora a lungo. Perché fuori da Napoli, fuori da quell’amore che forse ti soffocava ma che di sicuro ti spingeva oltre, non riuscirai ad essere il Pocho, ma solo Ezequiel. Perché in una squadra un Hamsik e un Lavezzi sono complicati da tenere: troppo atipici entrambi, e infatti ci potevate regalare il contropiede di Napoli-Siena, ma anche tante partite in cui vi perdevate.
E fai bene ad andartene da vincitore: il ricordo, tuo e nostro, ci sarà più dolce. Sei caduto, falciato da Storari, davanti a me, prendendo il tempo a tutti. Da lì abbiam messo le mani sulla Coppa Italia. La mia ultima immagine di te giocatore azzurro è quella. Vicina al saluto sotto la curva a Roma e all’urlo con cui abbracciasti Cavani al secondo gol contro gli attuali campioni d’Europa.
Mai caduta fu più bella. A Parigi segnerai di più, nessuno ti fermerà con la rudezza del campionato italiano, Miss Screpante sarà felice. E potrai partire per l’Argentina quando vorrai, da Thomas. Ti hanno sempre preso in giro per quelle partite saltate sotto Natale: se solo sapessero quanto quell’amore finito ti ha costretto ad essere un padre addolorato e scippato di un diritto e dovere d’amore, non si permetterebbero. Se sapessero delle estati passate al freddo per poche ore con il tuo piccolo campione, starebbero zitti. Muti.
Pocho, saremo felici e contenti entrambi, separati. E lo so, tu continuerai a tifare per noi e noi per te. E sogneremo entrambi un ritorno, che forse ci sarà pure (persino Aurelio non lo esclude).
Ma mi mancherai. Cazzo, se mi mancherai. Perché il calcio per me sei tu, il guitto che cerca il pallone laddove nessuno pensa di poterlo prendere, recuperare e mettere, quel ragazzo che mai si venderebbe una partita, quello che se gioca, gioisce. Anche se perde. Il ragazzo che non s’è mai fatto espellere- o almeno così ricordo- ma prese a pallonate Allegri. Per poi esultare al 3-3 di Mariano, come un pazzo. Quello discontinuo e a volte (in)dolente, perché vivi di lampi.
Tu, Marek ed Edinson siete stati i tre tenori perché c’è purezza nel vostro talento, nel vostro impegno. Proprio le esultanze vi tradiscono: Marek a Villareal e all’Olimpico, Edinson in tribuna a Bologna, tu più o meno sempre: vi sentiamo vicini, perché non ci sono sovrastrutture, marketing, furbizie in quei momenti di gioia. Loro ci credono ancora nel nostro sogno azzurro, tu non più. Loro rimangono, tu no. E un po’ ti odio, anche se dei tre, Pocho mio, sei il più sacrificabile, campione ancora acerbo pur essendo il più “anziano” del trio. Ti odio perché t’ho amato come quei figli discoli e dispettosi, ma che ti sorprendono sempre e comunque. Perché mi riconosco nella tua fragilità, nella tua imperfezione, nell’incapacità d’essere come gli altri ti vorrebbero, nel sentire il peso delle aspettative di chi non ti conosce davvero.
Pocho, maledetto te, sei il più grande affare di calciomercato che il Napoli abbia mai fatto. Eppure oggi sono triste come se un amico fosse partito senza che io sappia quando e se tornerà. E io un po’ ci credo che a parità di condizioni avresti scelto comunque Parigi. Perché il San Paolo rimanesse il tuo stadio solo con la nostra maglia. Perché quel nerazzurro non t’avrebbe donato. Non lì, a casa tua.
Ciao Pocho, ciao Ezequiel. Non vedo l’ora di batterti, in Europa. E sono sicuro che quel giorno un piccolo sorriso, nella tua rabbia genuina di sconfitto, si farà largo.
Boris Sollazzo




Gran bell’articolo….COMPLIMENTISSIMI!!!!!!! Ci mancherai Pocho…tanto…Buona fortuna Campione!!!!
i Un bellissimo articolo, in cui c’è molto da condividere, saluta degnamente il Funambolo, Pocho Lavezzi. Que tenga suerte!
Ho i brividi e le lacrime agli occhi. Avrei voluto essere in grado di esprimere gli stessi sentimenti con le sue parole…ma il pudore e la paura della retorica mi hanno bloccata più di una volta. Scrivevo e cancellavo…riscrivevo e ricancellavo…Grazie signor Sollazzo..conserverò questo articolo con cura.
Si d’accordo bell’articolo tutti noi rimpiangeremo il Pocho ma dobbiamo tenere anche presente che non
e’ colpa nostra se lui ha deciso di andarsene.
Ha scelto i soldi dello sceicco,ha voluto far contenta la compoagna che mal digeriva la vita Napoletana,
poverina,ha voluto lasciarsi alle spalle anche momenti poco felici della sua vita privata tipo le risse x strada qualche cmopagnia poco raccomandabile ecc.ecc.
Percio’ ti terremo nei nostri cuori sempre ma era arrivato il momento giusto x far dividere le nostre strade.
BUONA FORTUNA E TANTA FELICITA’ POCHO.
…queste parole fanno venire i brividi…quanto amore in queste frasi…come per una donna che chiude una lunga storia d’amore..complimenti…addio pocho meglio Parigi che Milano…ti manchera’ il calore di un popolo ma resterai nei nostri cuori perche’ non era possibile vederti in nerazzurro….condivido il passaggio su giànnello e quagliarella: due ingrati…
Un altro VEDOVO di LAVEZZI. Mamma mia quanti! Tutti a piangere. A me non dispiace, mi lascia INDIFFERENTE. Non posso sentirmi VEDOVO di uno che
1) saltava regolarmente l’ultima partita dell’anno: ho capito: il figlio! Ma gli altri ARGENTINI BRASILIANI CILENI URUGUAYANI non hanno figli all’estero?
capa sempre calata
2) dei 48 gol un buon 40% in partite PERSE
3) Gol mancati e palla ai….FOTOGRAFI dietro la porta con molta puntualita’
4) egoismi nel passare la palla
5) non saper calciare angoli e punizioni (ma non solo lui ovviamente, praticamente nessuno)
6) mancata qualificazione UEFA col VILLAREAL ben 2 PALLE GOL CLAMOROSE
7) sorrisetti che a me davano FASTIDIO quando avrei voluto vedere OCCHI DI TIGRE
9) quest’anno solo 5 partite tutte CONSECUTIVE da vero CAMPIONE poi il nulla
10) nettamente migliorato solo nell’aspetto: DA AMAZZONE a DAVID BECKAM
11) troppo TATUATO ma questo e’ un gusto personale
12) schiantarsi contro l’avversario, cade a terra e l’avversario parte IN CONTROPIEDE
Insomma ho capito. l’ho Fatto UNA FETENZIA!!! Mi spiace e mi scuso con chi la pensa diversamente ma ognuno puo’ dire come la pensa! E comunque auguri POCHO e salutami la TOUR EIFFEL e benedetti i 31M!
Dove lo troviamo un altro FESSO di sceicco
Mamma mia, e bastaaa! Non se ne puo’ piu’. Ho le scatole piene dei vostri piagnistei per l’ argentino. E’ diventata una lagna pietosa. Per favore parlamm e cos serie. IL NAPOLI, IL NAPOLI IL NAPOLI IL NAPOLI!!!!
Questa e’ l’ unica cosa che conta. Tutto il resto e’ acqua passata FORZA NAPOLI FORZA NAPOLI
TROPPO BELLE QUESTE PAROLE PER NON ESSERE CONDIVISE
Bell’articolo,condiviso dai tanti tifosi che apprezzano coloro che si calano anima e corpo nella parte,non si limitano al compitino e non si risparmiano.Ha indossato la maglia ed è stato il più “napoletano” di tutti durante i 5 anni,prendendo calci senza mai aver paura,mettendoci sentimento,noi l’abbiamo capito,a chi non se ne è accorto va tutta la nostra commiserazione ma ci risparmi il suo sarcasmo,è fuori luogo poco elegante e sopratutto inopportuno.I tifosi del napoli vivono di emozioni e Lavezzi emozionava…. non lascia vedovi ma ammiratori.
articolo meraviglioso; aggiungerei che la partenza del Pocho ci risparmierà finalmente di leggere le solite critiche “antilavezziane”! Caro Giacomo 1968, dici tutte cose vere, ma vedremo cosa sarà la manovra del Napoli senza gli scatti del Pocho che si “portava via” sempre due o tre avversari…..
anche io ci stavo….. quella tripletta di pisa
boris sollazzo…un poeta per napolista….
il pocho lavezzi per me in cinque anni…
arrivederci Pocho…le nostre strade si dividono i nostri cuori mai….
fammi sapere poi quanto tu sia per sempre grande…
facci piangere di gioia come qulle serata romana…
un urlo d’entusiasmo in una novembrina serata sarda…
un gollissimo contro l’inter dello special one mourinho che rimase incredulo…
un goals fantacalcistico contro il milan che neanche maradona poteva realizzare : )
un goals sbagliato da due metri ; )
la doppia cifra mai raggiunta… : (
una doppietta dalla musica europea contro quella squadra dal colore blues oggi campione d’europa…
quel goals contro l’udinese che spalanco’ i nostri cuori definitivamente verso altri orizzonti…
sei una pergamena…una luce tutta azzurra…un ricordo che non vuol sapere di capire questo arrivederci…
ci vediamo caro amico…ti voglio bene…
vinci con quella squadra francese…mi raccomando…ma sopratutto raggiungi la doppia cifra qui mai raggiunta…
ogni tanto pensaci un giorno torna che la doppia cifra di goals dobbiamo insieme realizzare…
Pocho, mannaggia a te!!!!
Certamente non avrei accettato di vederti con la maglia dell’Inter, ma mi conosco………mi pesa anche collegarmi al website del P.S.G per vedere cosa combinerai con i transalpini. Checchè se ne dica sei stato un pezzo importante per la ricostruzione della SSC Napoli nelle competizioni europee che contano.
Forse non ti twittwerò più per il dispiacere che mi hai procurato, ma sarò sempre curioso di sapere che stai combinando lontano da napoli………..la città che ti ha fatto diventare grande e che non potrai mai dimenticare.
Ciao Pocho
Zili64 (un altro Vedovo di Lavezzi)
Bellissimo articolo, complimenti
@Giacomo68. Non si deve ringraziare lo sceicco ma quel pippone perdente immane di Ancelotti che non capisce una fava di calcio e che ha scelto Lavezzi per rinforzare la sua squadra.
Bisogna accettare che si passi da un eccesso all’altro.
Da una parte una visione romantico-familiare comune a milioni di persone che lavorano fuori dal proprio paese accomunata da un rimpianto più dettato dalla canaglia nostalgia “maradoniana” a cui non sapremo rinunciare per i prossimi 200 anni dall’altra parte un quadro molto severo che in parte l’amico Giacomo ha smussato ammettendolo alla fine.
Se Boris crede in Gianluca di Marzio io mi fido anche delle parole di Gianni, il padre.
Su tuttonapolinet in data 3 giugno è andato un suo breve commento che si può riassumere dicendo che il Napoli non sta cercando le persone giuste.
E non mi sembra che sia la prima volta.
Forza presidente cerchiamo di non sbagliare un’altra volta.
MI AUGURO CHE IL NAPOLI PRENDA UN GIOCATORE CHE IN VELOCITA’ PASSI LA PALLA AI NOSTRI ATTACCANTI METTENDOLI IN CONDIZIONE DI SEGNARE ALTRIMENTI SAI LE BORDATE DI FISCHI….SOLO COSI’ POTREMO DIMENTICARE IL POCHO MA LA SUA OMBRA ALEGGERA’ PER SEMPRE SUL SAN PAOLO .PECCATO CHE AVVERSITA’ MALIGNE LO HANNO INDOTTO A CAMBIARE ARIA.NAPOLI NON E’ PARIGI CHE E’ FAVOLOSA LI’ POTRA’ GIROVAGARE SENZA ALCUNA RESSA DI TIFOSI CHE LO ASSILLANO. I PARIGINI CON TANTE CELEBRITA’ IN GIRO SAI CHE SE NE FANNO DI UN CALCIATORE MANCO FOSSE CAVANI…
Anche se ogni tanto mi facevi incazzare, Pocho grazie per avermi regalato emozioni incredibili, buona fortuna! Sempre Forza Napoli.
Bellissimo pezzo Boris, anche nell’analisi tecnica. Complimenti
Che bel pezzo.
Condivido tutto ciò che dici e ciò che prov(av)i.. Chapeau a te e il più grande degli “in bocca al lupo” al Pocho.
bellissimissimissiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiimo articolo tanti complimenti davvero!Vi è anche il mio pensiero tra le tue parole ,grazie!C’ho messo più di mezz’ora per leggero interamente dato che le lacrime hanno preso il sopravvento velandomi gli occhi….lo so,con quello che accade nel mondo può sembrare da stupidi piangere per un calciatore che se ne va ma,per me, se ne va chi mi ha fatto scoprire la passione per questo sport che prima, ogni domenica mi scocciava e annoiava costretta anche, a dover seguire poi un giorno svogliatamente, lo confesso, guardo come si muove un ragazzo dai capelli lunghi (sembrava nu’ zingariell) sul campo del friuli e mi scopro divertita ……
[...]Rimpiango non aver vissuto l’epoca di Maradona per questioni anagrafiche ma sono troppo contenta di aver potuto vivere,sognare,emozionarmi,appassionarmi con il napoli di Lavezzi perchè per quanto se ne dica il NAPOLI IN QUESTI 5 ANNI E’ STATO LAVEZZI,EL POCHO!amo il calcio grazie a Lavezzi vivo solo del napoli oggi grazie a Lavezzi ci sono tante cose per cui dirgli grazie ed io personalmente ne ho una in più…..
mi mancherà troppo, nessuno sarà come lui! potremmo comprare qualcuno più forte di lui che la butti dentro più facilmente ma chissà se sarà in grado di regalare magie anche quando si perde, cavani potrà fare 40 gol in una sola partita ma non darà mai la stessa emozione di lavezzi, hamsik potrà giocare anche con gli stinchi del napoli nella sua nazionale e giurare amore eterno al napoli ma non saprà mai essere in campo (e anche fuori) napoletano come lavezzi….
auguro il meglio al mio napoli e auguro tanto bene e fortuna a te caro pocho ti auguro di riuscire a far vedere anche in francia chi sei anche se penso sarà difficile, perchè tra te e noi c’era un continuo dare avere:il nostro affetto, il nostro amore dagli spalti sono sicura era questo che ti faceva volare….tvb POCHO.
quello scambio con de zerbi(un altro incompreso) eil terzo gol con il pisa,un piccolo seminario sul calcio…………
boris sei un grande!!!
L’ho visto arrivare nel ritiro Austriaco insieme ad hamsik, scanzonato e fuori forma, aveva venti anni ma ne dimostrava di meno, col sorriso perrennemente stampato sulle labbra, le urla di Reia (a cui senz’altro deve molto), al suo indirizzo , scuotevano le Alpi, e lui rispondeva:”Mr. non gliela faccio!”.
Non se ne conosce il motivo, probabilmente perchè anche io come tanti altri sono troppo sentimentale, ma sarà veramente dura dimenticarlo.
Mi consola che sia finito a Parigi, una città che per motivi adolescenziali amo molto, e poi (lontano dagli occhi, lontano dal cuore), o (occhio non vede cuore non duole) fate voi. Sarebbe stato a dir poco traumatico se non tragico vederlo la domenica con la maglia dell’Inter.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/sport/2012/4-giugno-2012/ciao-pocho-simbolo-seconda-repubblica-calcistica-napoletana-201460447661.shtml
Chapeau. Un bacio azzurro, Boris.
io invece non mi rattristo ma anzi vorrei che tu andassi all’inter perchè non vedo l’ora di farti capire quanta differezza ci possa essere tra gente come noi che vabbè è asfissiante fino all’inverosimile ma anche vera,viva,emozionante e soprattutto pazza di te,delle tue giocate,delle tue pazzie.
purtroppo come spesso accade, tra un pò ci dimenticheremo di te,non sei Diego,il NOSTRO campione, ma solo un talento forte,veloce,puro ma figlio del tuo tempo…tempo di calcio scommesse,tempo di giocatori da 4 squadre in 5 anni,giocatori che vanno in Russia.Sei assolutamente ciò che è oggi il calcio quindi il mio rammarico sarà vicino allo zero,in fondo in fondo fuori dal campo non ci hai mai detto qualcosa di diverso,non ti ho mai sentito dire …”domani non voglio vedere nemmeno una bandiera del milan…” o ” si ricordano dei napoletani solo quando gioca la nazionale al San Paolo” o “oggi ho capito che giochiamo contro tutti” con una faccia da furbo…no pocho non temere per noi,siamo forti e ancora innamorati perdutamente di ciò che porti tatuato sul tuo corpo…vai e sii felice ma credimi…lo saresti stato molto più con noi,proverai molto più rammarico tu al parco dei principi che noi al San Paolo!!!
comunque grazie,sei stato spesso Grande!