Per me il calcio resta l’Hotel Gallia e il pacchero con le figurine. Lo confesso: mi sento escluso dal dibattito
10th, lug, 2012Quando uno dice mi sento vecchio! Questa è la sensazione che provo cercando di leggiucchiare qui e lì le notizie sulla campagna acquisti. Fatico a capire. Ad orientarmi.
E forse la verità è tutta lì. Gli appassionati come me hanno fatto il loro tempo. Che poi era il tempo dei filoni a scuola. Dei campetti di terra battuta. Del superflex che volava via come un aquilone. Del gioco del pacchero per vincere pacchetti di figurine.
In effetti me ne rendo conto. Sono un tifoso d’altri tempi. Di quelli cresciuti con la campagna acquisti fatta al Gallia. Celebre albergo milanese. Di quelli svezzati con poche e chiare notizie. Quando a mezzanotte di un dato giorno di luglio scattava il rien ne va plus. I giochi erano tutti fatti. Chi aveva comprato aveva comprato. Chi si era trasferito si era trasferito. E nulla si poteva più muovere fino all’anno successivo. I nomi dei calciatori oggetto di compravendita erano ben noti. Italiani o stranieri che fossero. Le squadre avevano le loro bandiere. Rivera, Mazzola, Juliano … E le bandiere erano inamovibili. Mai neanche soltanto sfiorate da una ipotesi di trasferimento.
Oggi tutto è cambiato. Tutto è sempre in movimento. Istante per istante. Chiunque può in ogni momento andare dovunque. Non è una situazione migliore né peggiore del passato. E’ semplicemente diversa. Se ci sei nato dentro la capisci. Altrimenti fai fatica.
L’album Panini ormai non riesce più a seguire gli eventi. Per quanto tardi possa uscire c’è sempre un giocatore cha appare con la casacca sbagliata.
Ha il gusto del passato. Come la vecchia cara Olivetti Lettera 33 . Forse bisognerebbe farne una versione online dell’album dei calciatori. Aggiornabile istante per istante. Vendendo in rete figurine elettroniche. Chi sa! Forse ci hanno già pensato. Magari esiste già e sono rimasto soltanto io a non esserne informato.
La cosa che mi colpisce molto oggi è il tourbillon di nomi in giro. Una girandola pirotecnica. La maggior parte non ho idea di chi sia. Cognomi sconosciuti e spesso astrusi. Difficilissimi da pronunciare. Almeno per me. Leggo i commenti. Di giornalisti e tifosi. E scopro che a non conoscerli, questi giocatori, sono soltanto io. Tutti ne parlano. Li elogiano o li criticano. Li collocano in questo o quel ruolo. In questo o quel modulo. Ha sempre giocato sulla fascia destra, non è adatto al 4-4-2 ….
Insomma mi sento escluso dal dibattito. Come accadeva quaranta o cinquant’anni fa a chi non aveva letto l’ultimo saggio di Bobbio o di Asor Rosa.
Guido Trombetti




Infatti professore per me il Napoli può giocare anche con la Piramide di Cambrige 1-1-8……!!!
Carissimo Professore,
dell’Hotel Gallia non so nulla, ma ho età sufficiente a ricordare del pacchero, dei filoni, dei campetti e, un pò, delle bandiere. Ma davvero noi tifosi non possiamo far altro che stare a guardare questa deriva patologica del nostro sport preferito? Eppure non dovremmo esserne noi i “padroni”.. noi che paghiamo, da sempre e per sempre, di cuore e di tasca?
Caro GUIDO era un MILIARDO di volte meglio. DURAVA POCO e quella era la squadra! Oggi giochi la prima di campionato con dei giocatori alla seconda puoi trovarti tutta altra squadra. COSE E PAZZ
Così come è cambiata l’economia, che adesso si chiama finanza, così anche il calcio adesso si chiama business. E’ tutto + veloce, le cifre sono enormi, non ti raccapezzi + tra clausole, incentivi, cartellini che appartengono a delle società di investimenti e non + solo alla squadra, diritti d’ immagine etc.
Il calciatore è ormai un professionista come un altro (solo che guadagna 300 volte tanto) e come tale guarda prevalentemente al profitto. Oggi in Italia, domani in Inghilterra, poi in Russia o in Cina chissà, lo deciderà il/i procuratore/i in base alle offerte.
Caro professore è il mondo ad essere cambiato non solo il calcio. Purtroppo però questi cambiamenti dell’economia di mercato ci stanno letteralmente travolgendo e a noi giovani il futuro non è mai sembrato così incerto… e adesso nemmeno il Napoli ci consola +
E poi prima i PURPI costavano DA PURPI, solo i CAMPIONI quelli VERI costavano tanto. Ora cazzarola pure sti 4 purp camma piglia’ costano na cifra haha
E quell’ultima mezzora di calciomercato mandata in diretta alla radio… e la radiolina stessa portata di nascosto nel letto e ascoltata a volume bassissimo perché era troppo tardi… che bei ricordi.
Professore, per il solo fatto di essere stato suo allievo nelle aule di via Mezzocannoe (Cannone/(2 come scrivevamo) non posso essere suo coetaneo ma mi riconosco in tutto ma proprio tutto quello che dice. Il mio primo Napoli è Zoff, Monticolo, Pogliana, Zurlini, Panzanato, Bianchi, , Hamrin, Juliano, Sormani, Altafini, Ghio. Ed era questa dall’uno all’undici tutte le domeniche ed ogni anno cambiavano uno o due giovatori (ahimè i niei due idoli alla fine della stagione 71/72) e nulla più. Ma oggi tifiamo Napoli lo stesso anche nel calcio-business perchè quel colore azzurro è una calamita irresistibile che sono riuscito per fortuna a trasmettere a mio figlio pur vivendo a Roma. E’ questa la magia del calcio e soprattutto del Napol (mas què un club come come recita il motto dei tifos del Barcelona()
…a prescindere, l’ho sempre detto che Lei è il maradona dei Napolisti.
Parole sante, che rimandano al bel calcio che fu…
Anche io giocavo al pacchero, ed ero bravo, ma tutto evolve in meglio o in peggio lo decideranno quelli che verranno dopo di noi, proviamo ad andare avanti professore, che ne dice, chissa’ che non troveremo del buono anche nei tablet che hanno sostituito la vecchia olivetti e che comunque ci hanno migliorato la vita, o come dalla pennicillina siamo arrivati agli antibiotici di ultima generazione o dalla radiografia alla PET. Tutto va avanti tutto evolve solo nel calcio dobbiamo rimanere ai tempi che furono? Allora forse ha veramente ragione il presidente? Con stima.
A.Troisi