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Osimhen e Boga cambierebbero il Napoli tatticamente (e non solo)

Sono due attaccanti veloci che darebbero la possibilità di giocare anche di rimessa. Investimenti con cui il club dimostrerebbe di potersi sedere al tavolo delle grandi

Osimhen e Boga sono potenzialmente i colpi di mercato del Napoli. Per l’attaccante del Lille, l’accordo è vicino ed è soltanto questione di giorni prima che il suo trasferimento in azzurro possa essere formalizzato. Per quanto riguarda l’esterno del Sassuolo, invece, si è ancora lontani da un’intesa: la prima proposta avanzata da Cristiano Giuntoli (25 milioni più Younes) è stata ritenuta troppo bassa nella parte economica. Ad ogni modo, il Napoli ha tutta l’intenzione di acquistarlo e il giocatore ha già comunicato al club di appartenenza di essere pronto ad una nuova avventura.

Se effettivamente entrambe le operazioni dovessero andare in porto, si tratterebbe di due acquisti destinati a cambiare il volto del Napoli, innanzitutto da un punto di vista tecnico e tattico. Sono due giocatori diversi, con posizioni differenti in campo, che però sono accomunati da una caratteristica: un’elevata rapidità nella corsa, che Boga associa alle abilità nel dribbling, mentre Osimhen punta sull’esplosività che in lunghi tratti di campo lo rende inarrestabile.

Gattuso non ha in squadra giocatori di questo tipo. Al momento il prototipo di calciatore offensivo nel Napoli ha un preciso identikit: tecnica elevata nel tiro e nella conduzione della palla, dove la potenza atletica viene sacrificata in nome della qualità, come nei casi di Insigne, Mertens, Politano, Zielinski, Fabian Ruiz. La ripartenza tipica, infatti, non vive degli strappi del singolo ma si svolge con una precisa trasmissione del pallone, che permette di creare pericoli anche quando il rientro degli avversari avviene in modo puntuale. Emblematico, in tal senso, è il gol di Mertens col Barcellona.

Osimhen e Boga, dunque, offrirebbero all’allenatore più opzioni per andare in contropiede ma possono avere un ruolo centrale anche in un’idea di calcio che non preveda soltanto un gioco di rimessa. Il Napoli attuale lo conosciamo, adora il possesso palla ma quando si tratta di attaccare si trova più a proprio agio in ripartenza. L’obiettivo, probabilmente, è modificare quest’attitudine, spesso efficace ma talvolta anche monotona.

Come si addice alle grandi squadre, il tecnico vuole lavorare su più soluzioni e i due eventuali nuovi acquisti gliene darebbero. Osimhen è anche un attaccante d’area di rigore, dotato di elevazione e coordinazione che gli permettono di concludere anche in condizioni di equilibrio precario. Boga d’altro canto è l’esterno che a Gattuso serve per creare situazioni di superiorità numerica, un compito che a Politano è riuscito poco e a Lozano senza continuità.

La doppia operazione cambierebbe lo status del Napoli anche sotto un altro punto di vista, quello prettamente economico. Se le cifre venissero confermate, e per l’arrivo dei due giocatori venissero quindi spesi circa 90 milioni di euro complessivi, significherebbe che ogni discorso relativo al fatturato verrebbe fortemente ridimensionato. È vero che la società non ha la forza economica di Juventus o Inter, ma al tempo stesso è riuscita ad avere la stessa capacità di spesa attraverso un’ottima strategia di player trading e di pianificazione dei riscatti.

Per questo è possibile che, dopo i 90 milioni spesi a gennaio, Aurelio De Laurentiis ne investa altrettanti senza aspettare di incassare dalle cessioni, che sicuramente dovrebbero concretizzarsi. Ma arrivare per primi, spendere certe cifre, calarsi appieno nelle logiche di compravendita dei calciatori proiettano il Napoli tra le prime squadre d’Italia, il primo passo per cominciare ad imporsi anche a livello internazionale e non soltanto in campo.

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