Gattuso gli preferisce Ospina, lui non ha sicurezze. Per il Napoli rischia di essere un rimpianto ma rimanere in queste condizioni per Meret avrebbe poco senso

Non ha continuità lui, non gliela dà il Napoli. Per questo, la soluzione più funzionale per tutti potrebbe essere la cessione di Alex Meret. In un’estate di rinnovamento, il club potrebbe pensare anche di puntare con maggiore decisione su Ospina ormai individuato da Gennaro Gattuso come il portiere titolare. L’allenatore guiderà la squadra anche la prossima stagione e ha bisogno delle caratteristiche tecniche del colombiano per realizzare una costruzione dal basso che coinvolga tutti, anche l’estremo difensore.
Le perplessità restano, su come la squadra e il giovane portiere non siano riusciti a fare il meglio l’una per l’altro e viceversa. Almeno negli ultimi mesi, da quando è cambiato l’allenatore. Le recenti apparizioni raccontano di un Meret che non garantisce determinati standard, che passa dalla grande parata all’intervento approssimativo, come ieri. Il salvataggio a fine primo tempo sul tiro di Brozovic è stato vanificato dall’imprecisione sul gol di Lautaro Martinez, dove è parso in ritardo su una conclusione non irresistibile dai trenta metri.
Molto è cambiato quando non ha sentito la fiducia dell’allenatore. Sotto la gestione di Carlo Ancelotti, è stato tra i migliori guadagnandosi sia la Nazionale sia la considerazione per un posto da titolare che ora ovviamente non ha più. Con Di Lorenzo, è stato il migliore del secondo anno di Ancelotti. L’avvicendamento in panchina l’ha ridimensionato. Per le carenze nel gioco con i piedi, fondamentale in cui Ospina gli è superiore. Il punto di rottura è individuabile nella gara d’andata con l’Inter, dove ha responsabilità evidenti su una rete di Lukaku e riporta qualche problema fisico al termine della gara che spiana la strada al compagno.
Eppure, in Coppa Italia aveva saputo rilanciarsi. Nessuno avrebbe potuto prevedere che al giallo di Ospina della semifinale d’andata per perdita di tempo – sempre contro l’Inter – ne avrebbe fatto seguito un altro per lo stesso motivo al ritorno, la prima uscita degli azzurri dopo il lockdown. Così, la finale con la Juventus l’ha giocata lui. Novanta minuti di ordinaria amministrazione, prima di diventare decisivo ai calci di rigore, dove ha neutralizzato la conclusione di Dybala dagli undici metri. Ma nemmeno questo è bastato, perché il suo status risente prima di tutto di una minore abilità con la palla a terra e poi di un rendimento discontinuo. Lo dimostra il sostegno più volte ribadito al colombiano anche dopo errori grossolani, come contro la Lazio, per l’esasperazione del possesso palla. In quel caso addirittura fu Gattuso ad assumersi tutte le responsabilità.
Ieri Meret potrebbe aver giocato l’ultima partita della sua stagione, chissà se sarà anche l’ultima con la maglia del Napoli. Difficile che venga impiegato per due gare di fila, ancor di più che sia il titolare scelto per affrontare il Barcellona o le eventuali sfide successive.
A questo punto, la sua cessione dovrebbe essere presa seriamente in considerazione. Sarebbe la logica conseguenza della permanenza dell’allenatore. Nessuna grande squadra del calcio italiano può contare su due portieri di così alto livello, a parte la Juventus il cui secondo però ha comunque 42 anni. Sarebbe uno spreco trattenerlo, rallentandone la crescita. Parliamo di un gran portiere che a Napoli ha sfoderato prestazioni importanti; in più di un’occasione è stato decisivo. Sarebbe un patrimonio della società, ma i fatti dicono il contrario. La cessione converrebbe innanzitutto a Meret, ha bisogno di un club e di un allenatore che credano in lui. E non sarà così difficile trovarli.
La sua partenza garantirebbe una sicura plusvalenza, perché senz’altro oggi non vale meno dell’investimento fatto due anni fa e l’età ne mantiene alto il prezzo di mercato. In un’estate in cui diverse partenze eccellenti sono già annunciate, una potrebbe essere proprio la sua. Un’operazione che, allo stato attuale delle cose, ha tutto il senso del mondo. Ma ne ha molto meno viste le potenzialità del giocatore, che rischia di diventare per il Napoli un rimpianto e poco altro.