Più un paio di notte. Gli hotel sono i migliori. Ogni bip del cellulare è una scarica di adrenalina. «I clienti non immaginano la differenza che fa aspettarci in strada»

Non sono nati proprio come i padroni della notte alla Joaquin Phoenix e Mark Wahlberg come in quel film del 2007, ma lo sono diventati. Quando le strade di Napoli ad una certa ora diventano deserte, o perlomeno dovrebbero esserlo, sfrecciano soltanto i rider, a “colorarle” per così dire con il giallo o il verde di uno zainetto termico, che si aggiunge al blu dei lampeggianti di pattuglie e ambulanze. Mi viene in mente la canzone dei Doors.
“Questo suono è una droga” ci dice subito Vincenzo, la persona che per qualche giorno abbiamo accompagnato nei suoi giri notturni. Stringe il telefono in una mano e una powerbank nell’altra, mentre appoggiato al suo Liberty 125 accetta una consegna. È diventato un rider da un paio di mesi che gli hanno permesso di capire come organizzarsi. “All’inizio parto sempre da un McDonald’s, anche se è un po’ pericoloso”. I rischi infatti sono diversi: qualcuno potrebbe provare a sottrarre la consegna nella confusione, le persone sostanzialmente sono accalcate davanti all’ingresso per non perdersi la voce dell’addetta costretta a sgolarsi per far sentire il codice assegnato. Per non parlare di quando qualche parola fuori posto dà origine a liti decisamente accese, che sfociano anche in rissa. Ci viene spiegato che di sabato si possono anche vedere una quarantina di rider tutti nei pressi dello stesso locale nello stesso momento.
Anche perché per chi è in sella c’è un bonus sulle consegne nel weekend (in genere sono tre all’ora per due o tre ore) e quindi non si possono rifiutare, non possono scegliere le più convenienti, le più comode. “Purtroppo non ho nemmeno il tempo di dare queste spiegazioni alle persone che ci chiedono di salire per lasciar loro il cibo fuori la porta, né tantomeno voglio sembrare scortese. Eppure fa la differenza quando qualcuno ha il pensiero di farsi trovare già in strada”. Ci mettiamo in sella e partiamo, lo zaino lo porto io che sto seduto dietro. Ma chiedo quanto effettivamente siamo al sicuro in caso di un controllo delle forze dell’ordine. “Diversi rider si fanno fare compagnia dalle fidanzate, io invece chiamavo un amico anche per una questione di sicurezza. Più volte siamo stati bersagli per i criminali o per qualche ragazzino che per divertirsi ha provato a colpirci con delle pietre. Specialmente a una certa ora, c’è poco da star tranquilli. Quindi, se anche ci dovessero fermare, dubito che davanti ad una spiegazione del genere non facciano prevalere il buon senso”.
Arriviamo a destinazione, senza fare a meno di notare quanto la zona rossa abbia scoraggiato poco le persone dall’essere in giro. Eseguita la consegna, Vincenzo chiede al cliente di lasciargli un feedback positivo. “È fondamentale il loro giudizio” dice mentre mi mostra fiero il suo 100% di recensioni positive e la scheda di valutazione. I nostri giri proseguono, dalle 19:30 fino alle 22:30 non ci fermiamo praticamente mai. Anche perché, come nel nostro caso, non bisogna soltanto badare alle consegne delle piattaforme. Spesso infatti quando esercizi come gli alberghi si trovano particolarmente bene con un rider, poi lo chiamano anche per una consegna privata, che nella maggioranza dei casi è pagata molto meglio e ha meno imprevisti. Così arriva una telefonata di un hotel che ci chiede quattro tiramisù. “Devo scollegarmi temporaneamente dall’applicazione”. Mentre la nostra consegna è in preparazione, si ricollega e ce ne arriva un’altra proprio dallo stesso locale e sulla strada dell’albergo: “Questa combinazione è meravigliosa”.
Ogni suono di quel telefono genera una scarica di adrenalina. Girare liberamente per strada ad una certa ora, facendo attenzione alle insidie della città e cercando di arrotondare, diventa redditizio nel fine settimana e anche divertente se fatto in compagnia. Vincenzo mi spiega che ci sono punti strategici, dove si entra nel raggio di diverse attività, mi parla della “doppietta” cioè quando devi portare a termine due consegne insieme. Ovviamente le complicazioni non mancano. L’impavido tentativo di fare qualche metro in controsenso che va male, il traffico, le soluzioni fantasiose del navigatore che spesso fanno allungare il tragitto possono essere motivo di ritardo nella consegna, che magari non fa arrivare il cibo nelle condizioni migliori.
Finito il momento critico, dopo sette consegne il guadagno è di circa 25 euro, che andranno tassati. All’importo vanno poi aggiunte le mance ed eventuali extra da privati. Ma ne arrivano un altro paio, più fuori mano. Dobbiamo infatti raggiungere qualche comune limitrofo. Verso l’una stiamo rientrando. Notiamo un distributore automatico che non sarebbe dovuto essere aperto e decidiamo di prenderci un caffè. “Non ti preoccupare” mi dice Vincenzo mentre inserisce le monete. “Dopo una giornata di lavoro e la serata sul motorino, per la stanchezza e il freddo che abbiamo preso, dormiremo serenamente entrambi”.