Dopo il gol alla Juventus, l’attaccante dello Spezia si è puntato un indice sulle vene. Ma in realtà non ha nulla a che vedere con la droga

A qualcuno sarà venuto un colpo dopo il gol di Janis Antiste. Non necessariamente perché era la rete del 2-1 alla Juventus, che poi ha rimontato, ma perché si è portato un dito sulle vene del braccio. “Ma come, esulta facendo il gesto che si buca?” si sarà chiesto qualche spettatore.
In realtà, non c’è nessun collegamento con la droga. Antiste ha esultato come fece cinque anni fa D’Angelo Russell, all’epoca guardia dei Los Angeles Lakers, che dopo una prestazione da 39 punti coronata dal tiro decisivo si indicò le vene urlando “ice in my veins”, che significa “ho il ghiaccio nelle vene”, intendendo il sangue freddo.