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Montezemolo: «Mi dispiacque non vedere Elkann e nessuno della Ferrari al funerale di Niki Lauda»

Al Corsport: «Niki si fece mettere nella bara con la tuta della Ferrari. Schumacher era sempre avanti ma non era un uomo così forte, aveva bisogno di sostegno psicologico»

Montezemolo: «Mi dispiacque non vedere Elkann e nessuno della Ferrari al funerale di Niki Lauda»
Barcellona (Spagna) 13/05/2018 - gara F1 / foto Imago/Image Sport nella foto: Niki Lauda ONLY ITALY

Nell’intervista al Corriere dello Sport, a firma Giancarlo Dotto, Montezemolo parla anche della Ferrari e dei due piloti cui è stato più legato: Niki Lauda e Michael Schumacher.

«Gli unici con cui il rapporto è andato oltre. Con Niki, soprattutto. Insieme alla Ferrari, giovanissimi, io direttore sportivo, lui pilota sconosciuto. Ci siamo sentiti sempre da allora. L’ultima volta, due anni fa, cinque giorni prima che morisse. Mi dispiacque non vedere il presidente Elkann e nessuno della Ferrari al funerale. Niki si fece mettere nella bara con la tuta della Ferrari».

Il rapporto con Michael?

«Forte, ma meno stretto di quello con Niki. Veniva a casa mia d’estate con il figlioletto Miki, quello che ora fa il pilota, e lo copriva amorevolmente con la zanzariera. Era sempre avanti Michael. Fu lui a farmi scoprire Dubai venti anni fa. Faceva lì la preparazione d’inverno. Fuori dalle gare, Schumi non un uomo così forte, aveva bisogno di sostegno psicologico. L’incidente con Villeneuve lo fece soffrire molto. Lo rendeva unico la grandissima attenzione ai dettagli, come Niki Lauda. Era un vero uomo squadra. Vincesse o perdesse era sempre un “noi”, mai un “io”».

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