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“El Viajero”, il viaggio musicale di Andrea Reale tra territori a Sud del mondo e contaminazioni di genere

L’ultimo concept album del pianista jazz pomiglianese. Otto tracce sognanti, tra cover e pezzi originali, che tengono assieme tanti Sud della nostra anima

“El Viajero”, il viaggio musicale di Andrea Reale tra territori a Sud del mondo e contaminazioni di genere
Una produzione tutta italiana quella legata a “El viajero” l’ultimo concept album del 38enne pianista jazz pomiglianese Andrea Reale, che accompagnato dal talento riconosciuto del batterista Enrico Tucci e dal bassista Danilo Sorrentino, amico di sempre, ci dona con il suo “Andrea Reale trio” 8 tracce sognanti, tra cover e pezzi originali, che tengono assieme tanti Sud del mondo e della nostra anima.
Un prodotto edito dall’etichetta indipendente romana Filibusta records (Fabio Lauteri e David Abraha) e che ha la grafica grigio-verde di Noemi Speciale.
Il viaggio a cui il giovane talento Andrea Rea allude è fatto di territori ma anche di contaminazioni di genere: c’è il Sudamerica di Carlos Aguirre, Martin Rojas, Hamilton De Hollanda, e la nostalgia di David Bowie. Un jazz molto pulito nell’esecuzione come i cieli estivi della sua Campania: nitidezza e ritmo che danno senso ad un viaggio di stile. Tre dei traccianti musicali inseriti nel cd sono composizioni originali dell’autore, un vero talento che ha vinto molti contest nel suo ambito e che collabora con i maggiori musicisti odierni.
«Suono da dieci anni con Stefano Di Battista – dice Rea – ed ho avuto la fortuna di collaborare con la voce di Dianne Reeves, la statunitense considerata una delle maggiori interpreti femminili di jazz nel mondo, con il bassista John Patitucci e con il trombettista Fabrizio Bosso».
Quali sono i tre brani originali inseriti nel cd?
«”El viajero”, lanciato il 21 di maggio, è un viaggio metaforico in tutti quei brani che hanno costituito la mia formazione come musicista ed autore. “Tale of freedom” invece è un brano che ho scritto durante il primo lockdown e che manifestava la mia voglia di libertà da cui è nata questa melodia. Il testo “Dillo” è una mia vecchia composizione incompleta più funky-soul con un sostrato gioioso che poi ho concluso prima dell’uscita dell’album».
Quale è stato il tuo percorso?
«Ho maturato la mia passione facendo lo staff vent’anni fa nelle prime edizioni di Pomigliano Jazz e proprio su quei palchi ho fatto le mie prime esibizioni. Poi mi sono spostato a Roma, ed ho girato come musicista anche a New York: ho vinto i miei primi contest insieme ad altri gruppi e come solista nel 2007 il prestigioso Massimo Urbani».
Da pochi giorni, ora, “El viajero” è stato inserito nella lista dei primi 100 album (Greatest jazz album) del Jazzit award 2021.
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