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Non è importante vincere, ma come lo si fa: “The way back” su Netflix

Un film natalizio, ma non superficiale, con Ben Affleck. Il regista Gavin O’ Connor sa rendere perfettamente il senso dell’opera con inquadrature distopiche

Non è importante vincere, ma come lo si fa: “The way back” su Netflix

Tra poche ore è Natale e si avrà più tempo per vedersi un film, e per chi non ha tempo o voglia di andare nelle sale consigliamo “Tornare a vincere (The way back)” – su Netflix – un dramma che lambisce il mondo del basket. Jack Cunningham (Ben Affleck) è un tornitore in un cantiere navale ed è alcolizzato: vive solo, lontano dalla moglie Angela (Janina Zione Gavankar) e ha un passato di campione di basket a livello di High School. C’è un dolore tremendo nella sua vita che non riesce a dire e quindi passa il suo tempo, occupandolo, per non pensare. Il suo vecchio assistente spirituale della “Bishop”, Edward Divine (John Aylward), lo chiama ad allenare la sua ex squadra che è quella con il record più basso nella Conference. Accetta e cerca di ripulirsi portando i ragazzi al cambiamento: “perché bisogna trasformare i nostri punti deboli in forza”. Ma il rinnovo del suo dolore rivissuto per una coppia di amici lo rigetta nella disperazione e nell’alcool.

“The way back” è un film molto più natalizio di tanti mielosi cinepanettoni perché insegna – come la favola greca – che tutto quello che abbiamo vissuto nel passato – di negativo a o positivo – non si perde e dipende solo dalle nostre decisioni come vivere il presente che verrà. Il regista Gavin O’ Connor sa rendere tutto questo con inquadrature distopiche che ben s’integrano con le musiche minimali ma funzionali di Rob Simonsen. Non è importante vincere, ma come lo si fa ed in forza del miglioramento frutto del lavoro e dei dettagli.

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