Per il presidente della Federcalcio (e membro Uefa) “il calcio può ancora fare da collante tra i popoli”. Mica si può fermare per un’invasione militare

“Ho visto che l’Ucraina ha sospeso i suoi campionati e questo non è bel segnale, né un bel messaggio”. Gabriele Gravina è il presidente della Federcalcio in Italia e membro del Comitato Esecutivo dell’Uefa, e quindi non sorprende che nella sua visione del mondo il calcio non si debba fermare nemmeno sotto le bombe. D’altra parte l’Uefa lo ha portato avanti in piena pandemia, quindi che sarà mai un’invasione militare.
Commentando l’attacco russo in Ucraina, quindi, Gravina dice che la sospensione del campionato “non è un bel segnale”, e nemmeno “un bel messaggio”. Perché “lo sport può essere portatore di pace. Lo è sempre stato, lo dice la storia”.
“L’auspicio – continua – è che lo sport e in modo particolare il calcio, possa ancora una volta dimostrare quanto sia fondamentale la sua forza dirompente per essere collante tra i popoli e per riuscire ad abbattere le barriere e diffondere la pace”.