“Il mostro di Capri” ultimo giallo storico dello scrittore-architetto partenopeo Diego Lama. Con un protagonista che usa l’arma del sarcasmo

La Napoli letteraria ha trovato il suo anti-Ricciardi nel commissario Veneruso protagonista dell’ultimo giallo storico dello scrittore-architetto partenopeo Diego Lama, “Il mostro di Capri (pagg. 424, euro 18; Mondadori)”. Se il Commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni porta avanti la sua missione di rendere umana l’azione della polizia in pieno Ventennio fascista, il suo contraltare agisce alla fine del 1800 in una Napoli che non ha ancora metabolizzato l’Unità d’Italia. Ricciardi è un bel romantico e malinconico innamorato di una donna che non riesce a fare sua per un passato che lo turba, mentre Veneruso è un uomo che non si piace e che non sa trattare con le donne belle, ma le cerca: anche se con esiti incerti. Il primo ama i suoi sottoposti ed ha fiducia nel genere umano, mentre il secondo considera la sua squadra in maniera quasi lombrosiana e sembra portare avanti una sua personale battaglia contro gli esseri umani. Ventennio vs Belle Époque, ma personaggi che si disegnano entrambi nella mente letteraria del lettore: De Giovanni con la sua lingua lieve – quasi assente – che lascia spazio ai personaggi ben delineati, Lama che invece lavora sulla lingua che si tiene anche con lo strumento del sarcasmo.
Nel suo ultimo libro il commissario Veneruso con Salvo Serra il suo agente più femminaro – giugno 1884 – si reca a Capri perché deve prendere in consegna un vecchio brigante Zapatano Cosimo, ma nel suo inconscio è ancora presente la risoluzione del delitto di Via Chiaia 116, dove una madre ha barbaramente trucidato le sue figlie… Perché “Veneruso credeva nei fantasmi, negli spettri e negli spiriti, nel malocchio, nelle fatture, nei maghi, nel potere delle cartomanti, nel diavolo e negli esorcismi, nelle maledizioni e nei mostri nascosti nelle grotte o nelle vecchie cantine, però simulava scetticismo: era un credulone che si fingeva un incredulone ed aveva fiducia anche nei sogni: pensava che significassero sempre e assolutamente qualcosa, qualcosa sfuggito all’attenzione diurna”. Ed un sogno premonitore 8 giorni prima il suo imbarco sulla Gaiola per raggiungere Capri gli aveva predetto per il massacro di Via Chiaia 116 una risoluzione diversa da quella lampante con confessione della madre. E la suocera-cartomante dell’imprenditore edile che sul vaporetto gli aveva predetto che con loro viaggiava un mostro? Due casi che solo chi comprerà il nuovo giallo storico di Lama – e sbarcherà con lui a Capri – potrà risolvere…