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Il Napoli ha imparato la lezione del Villarreal

Ajax e Liverpool vivranno anche momenti no, ma tre anni fa venimmo maltrattati dal Barcellona più scarso di sempre. Tante cose sono cambiate

Il Napoli ha imparato la lezione del Villarreal
Amsterdam (Olanda) 04/10/2022 - Champions League / Ajax-Napoli / foto Imago/Image Sport nella foto: esultanza gol Giacomo Raspadori ONLY ITALY

Che un giornale prestigioso come The Athletic scriva che la storia degli azzurri può cambiare per sempre o che il Napoli diventi per i bookmakers la settima squadra favorita per la vittoria finale della Champions League (sì, avete letto bene, della C h a m p i o n s  L e a g u e) è motivo di grande soddisfazione per chi da anni sostiene che l’Europa sia il viatico per le emozioni più belle che il calcio sa regalare. L’anno scorso scrivevamo che bisognava prendere esempio dal Villarreal. Ebbene, non è dato sapere se gli azzurri arriveranno fino in fondo nella massima competizione europea, però qualche partita in più da raccontare ai nipoti ce l’hanno già regalata.

A nessuno, dunque, verrebbe neanche lontanamente in testa di minimizzare le straordinarie vittorie europee del Napoli di Spalletti. Sono serate che passeranno alla storia. Qualcuno, semmai, ha fatto sommessamente notare che l’Ajax e il Liverpool quest’anno non danno esattamente l’impressione di essere delle macchine da guerra. Il Liverpool, dopo la faticosa conferma di Klopp (che aveva dei dubbi sulla sua permanenza) e la cessione di Mané, vive una fase di risacca. Dopo otto giornate di Premier ristagna già – con una partita in meno – a undici lunghezze dal Manchester City di Super Haaland, capolista. L’Ajax ha fatto una rivoluzione, salutando ten Hag e alcuni dei protagonisti del vecchio corso, Antony su tutti. E dopo un inizio scoppiettante ha cominciato ad avvertire alcuni sintomi preoccupanti: qualcosa non va, è evidente. Ecco, queste poche righe hanno l’obiettivo di chiarire con forza che questo – tutto questo – non toglie nulla, ma proprio nulla, all’impresa del Napoli, che resta ciclopica. E che resta ciclopica per una serie di motivi.

Il primo è che anche il Napoli (e non solo l’Ajax e il Liverpool) ha cambiato tantissimo. In meglio, senza dubbio, ma che fosse in meglio qualche settimana fa si poteva soltanto ipotizzare (ed eravamo in pochi a farlo). Si scriveva che era una squadra con zero esperienza. Pochi immaginavano che avesse la personalità per imporre il suo gioco anche su campi di squadre così prestigiose. È successo.

Il secondo è che molto spesso in Champions non vale quello che vale nei campionati. Soprattutto se non si tratta di corazzate. Lo stesso Villarreal dell’anno scorso è arrivato settimo in Liga, ma è una squadra che ha sviluppato negli ultimi anni un’ottima tradizione europea, guidata da un allenatore come Emery che fuori dai confini nazionali è uno specialista. Non sta dunque scritto da nessuna parte che al rendimento altalenante del Liverpool (e recentemente dell’Ajax) in campionato dovesse corrispondere un rendimento altalenante in Champions. E infatti i Reds hanno perso a Napoli ma poi hanno vinto due partite di fila. Guardate il Bayern di quest’anno: in Germania si parla di una squadra in crisi, che prima di questo weekend non vinceva in Bundes da metà agosto. Tuttavia Nagelsmann ha stracciato l’Inter, s’è sbarazzato del Barcellona e ha travolto il Viktoria Plzen senza ricevuta di ritorno. L’Europa è un altro mondo.

Il terzo – quello che più ci interessa in questa sede – è che il Napoli non ci ha abituati a questa voracità. Negli anni passati è sempre venuto meno negli snodi chiave, proprio quando ci si aspettava qualcosa di più. Al momento di azzannare una preda morente, al momento di cogliere l’occasione, gli azzurri tante volte hanno nascosto gli artigli. Questo è sempre valso ancora di più in Europa. Ma ce lo siamo forse scordati che l‘ultimo Napoli a partecipare alla Champions, che superò brillantemente i gironi con Ancelotti, venne letteralmente strapazzato – sulla panchina c’era Gattuso – dal Barcellona più scarso della storia recente? Non è che perse, venne proprio archiviato in quattro e quattr’otto. E ce lo siamo forse dimenticato che lo stesso Barcellona, che era (sì) in ripresa ma che veniva da un inizio di stagione a dir poco deprimente sia venuto non più di sei o sette mesi fa a fare 2 gol in 13 minuti al Diego Armando Maradona, chiudendo subito il discorso qualificazione agli ottavi di Europa League? In mezzo ai due Barcellona c’è un’altra eliminazione europea, lo sappiamo, ma cerchiamo di rimuoverla da un po’. È quella subita dal Granada. Ora milita nella Serie B spagnola.

Insomma, se pure l’Ajax e il Liverpool fossero bestie morenti (e soprattutto nel secondo caso ne siamo tutt’altro che convinti), siete proprio sicuri che il Napoli del passato avrebbe avuto spalle tanto larghe da aiutarle a metter fine all’agonia? 

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