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Bollettieri: «Il padre di Agassi era un grandissimo stronzo»

I ricordi sul Corriere della Sera: «Il bambino era speciale. Ma era già ferito dentro dalle angherie e gli abusi psicologici del padre»

Bollettieri: «Il padre di Agassi era un grandissimo stronzo»
(FILES) This file photo taken on March 23, 2010 shows legendary tennis coach Nick Bollettieri at Crandon Park Tennis Center in Key Biscayne. - Legendary tennis coach Nick Bollettieri, who helped develop superstars such as Andre Agassi and Maria Sharapova, has died aged 91, the IMG Academy announced in a statement on December 5, 2022. (Photo by Marc SEROTA / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP)

Bollettieri che parla di Agassi. A ricordarlo è Marco Imarisio che sul Corriere della Sera ricorda il suo incontro a Milano col grande allenatore di tennis recentemente scomparso. Bollettieri amava parlare di tutti i suoi tennisti, tranne uno. Come scrive Imarisio.

Tutti tranne uno. Il più amato. Andreino Agassi, che nella sua celebrata autobiografia, quell’Open che gareggia per il titolo di miglior libro mai scritto sul tennis, gli aveva riservato parole come scudisciate sulla pelle viva, dipingendo quel centro sportivo come «un campo di prigionia nobilitato, e neanche poi tanto», si era fatto beffe del suo presunto umanesimo rivelando quanto fosse ridotto a Bradenton lo spazio per lo studio e la scuola, e in ultima analisi lo accusò di essere diventato famoso sfruttando la sua fama.

Bollettieri ha sempre detto di non avere mai letto quel libro. Ed è sempre stato evidente che si trattava di una bugia. Lo sapeva quasi a memoria, invece, almeno nell’ampia parte che lo riguardava. Così, nel circolo milanese che lo ospitava (…) una volta soli arrivò il momento di fargli quella domanda. Sui padri, e sui figli. Sul suo Agassi.

che ti racconti le solite cose o ti dico la verità?» Prego, la seconda. «Il padre di Andre era un grandissimo stronzo, una persona che non mi è mai piaciuta. Mi chiamò alle tre di notte. Ho un figlio di dieci anni che alleno da solo e non ho più un dollaro in tasca, mi può aiutare? Gli dissi di portarmelo e se mi fosse piaciuto gli avrei fatto il cinquanta per cento di sconto sulla retta annuale. Ci palleggiai cinque minuti. E decisi che non avrebbe pagato nulla. Il bambino era speciale. Ma era già ferito dentro, questo lo capii molto dopo. Le angherie e gli abusi psicologici del padre avevano già creato un solco troppo profondo nella sua testa. Anche adesso che ha una famiglia tutta sua, Andre rimane sempre quel ragazzo interrotto pieno di paure. Quel che scrive non conta, perché è ancora oggi insicuro, potrebbe cambiare idea come una foglia al vento».

A riprova di una sofferenza non ancora lenita dal tempo, chiese più volte di ammorbidire il concetto al momento di scrivere.

(…) E in fondo anche il kid di Las Vegas non ha mai perdonato al suo secondo padre di averlo lasciato per strada alla prima difficoltà, scegliendo altri talenti, altri futuri campioni con i quali mettersi addosso nuove medaglie. Love means zero, è il titolo del documentario dedicato nel 2018 al vecchio Nick. L’amore non significa nulla, siamo qui per i soldi, si chiama professionismo. Lui era il primo a saperlo, il resto è stato cinema. Bollettieri si è spento a novantuno anni nel suo letto, dopo aver flirtato a parole con l’illusione dell’immortalità, che tanto lo intrigava. Agassi, il suo ragazzo, il suo dolore, gli ha dedicato un tweet di ringraziamento, dicendo che aveva insegnato a lui e a molti altri come la vita possa essere vissuta al massimo. Il testo era lungo una riga e mezzo, al massimo due.

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