Il responsabile dello staff medico del Napoli al CorSport: «Dopo l’Udinese abbiamo fornito ai calciatori piani personalizzati fisici e alimentari»

Il responsabile dello staff medico del Napoli, il dottor Raffaele Canonico, racconta al Corriere dello Sport i metodi del club per prevenire gli infortuni in una stagione stressante come questa, in cui le squadre di Serie A devono fare i conti con il Mondiale in Qatar.
Canonico spiega che al termine della prima fase di campionato lo staff del Napoli ha stabilito piani fisici ed alimentati personalizzati per i calciatori.
«I calciatori, dopo l’Udinese, hanno ricevuto piani personalizzati fisici e alimentari, così da non perdere completamente la condizione. Come dice Spalletti: la sosta è benedetta, non pericolosa. Ora si continuerà semplicemente il lavoro cominciato in estate».
Canonico è responsabile del settore medico del Napoli dal 2019, ma è nel club da 18 anni. Racconta che dal 2020, anno del Covid, le cose sono cambiate, in termini di preparazione e infortuni.
«Dal 2020 è cambiato tutto: i livelli di stress psicofisico delle stagioni post Covid sono cresciuti in maniera esponenziale tra la compressione dei calendari e il Mondiale. I giocatori non sono macchine e certi ritmi hanno aumentato gli infortuni. Traumatici e muscolari: è inevitabile, mica uno scandalo. Anche i tempi di recupero non sono adeguati».
Ecco perché la prevenzione è fondamentale.
«A volte i calciatori più impiegati saltano certe esercitazioni e le partitelle. Si recupera proprio negli allenamenti: è scientificamente dimostrato che alla quarta partita consecutiva il rischio cresce di pari passo con la fatica».
Canonico spiega come si combatte la fatica nel Napoli.
«Tecniche posturali e manuali. Massaggi. Criosauna dopo le sedute e vasche di acqua fredda dopo le partite. Shock termico con acqua calda e molto fredda durante la settimana. E poi regimi di nutrizione specifici e integrazione per il recupero muscolare con i frutti rossi, una serie di integratori naturali e il cioccolato fondente dopo le gare».
La sosta per Mondiale può aver interrotto la magia del Napoli?
«La squadra è arrivata spremuta a novembre. È un anno unico nel suo genere, ma il mister e il suo staff hanno un’esperienza incredibile e in Russia hanno già gestito situazioni simili. Lavoriamo in totale osmosi».
I calciatori sono differenti: c’è chi non ha mai smesso di giocare, come quelli impegnati nel Mondiale, ma anche chi tornerà in campo dopo 53 giorni di pausa.
«Per questo motivo con i preparatori Sinatti e Cacciapuoti e con il nutrizionista Rufolo abbiamo studiato programmi individuali. Personalmente ho sentito i ragazzi ogni giorno. Anche quelli in Qatar. Kim, ad esempio, ha giocato la seconda in Corea perché poteva. Clinicamente e psicologicamente».
Canonico parla della tournée in Turchia.
«Anche ad Antalya i piani saranno ad hoc: basati sullo storico degli ultimi mesi, cioè sugli infortuni e i fastidi. Sarà una preparazione alla ripresa delle attività, non un ritiro modello estivo. Lo stop reale non è andato oltre i 15 giorni. Con il mio vice, il dottor De Luca, coordineremo i test e l’elaborazione dei dati, ma è fondamentale l’interazione. La comunicazione costante con gli atleti: i loro feedback aiutano a comprendere e prevenire».
Canonico dà qualche informazione sulle condizioni dei due infortunati del Napoli: Kvara e Rrahmani.
«Kvara è già rientrato in gruppo, la lombalgia è passata. Anche Osimhen ha smaltito un trauma alla zona lombare. Rrahmani procede spedito: puntiamo a riaverlo il 4 gennaio con l’Inter».