ilNapolista

Irma Testa: «Il pugilato è un’arte, uno sport elegante, non è solo schizzi di sangue e rotture di naso»

Al Messaggero: «Per fare una boxe tecnica si deve danzare: chi può riuscirsi meglio di una donna? Immobile? Torre Annunziata è fiera di lui».

Irma Testa: «Il pugilato è un’arte, uno sport elegante, non è solo schizzi di sangue e rotture di naso»
Bronze medallist Italy's Irma Testa poses on the podium with her medal after the women's feather (54-57kg) boxing final bout during the Tokyo 2020 Olympic Games at the Kokugikan Arena in Tokyo on August 3, 2021. (Photo by Luis ROBAYO / POOL / AFP)

Il Messaggero intervista Irma Testa. A soli 25 anni, l’atleta delle Fiamme Oro ha già due Olimpiadi alle spalle, con un bronzo epocale, quello di Tokyo, prima medaglia italiana nel pugilato femminile ai Giochi. Un mese fa, a Nuova
Delhi la Testa si è messa al collo l’oro mondiale nei 57 kg.

Irma Testa parla della crescita vertiginosa del pugilato olimpico femminile:

«Questa crescita è collegata al miglioramento dell’intero sport femminile in Italia: alle ultime Olimpiadi le atlete donne erano quasi quante gli uomini. E poi noi boxeur abbiamo cominciato a vincere tanto: quando si parla di pugilato olimpico, adesso, si parla di donne, perché siamo quelle che portano risultati importanti. In questo modo i tabù cadono. Il pugilato è uno sport molto elegante, non è solo schizzi di sangue e rotture di naso. E’ un’arte, per fare una boxe tecnica si deve danzare: chi può riuscirsi meglio di una donna?».

La Testa parla di quanto è importante lavorare per migliorarsi, sempre.

«Dopo 12 anni che faccio pugilato e 10 che è il mio lavoro a tutti gli effetti, cerco di migliorare sempre i miei errori. Ho capito dopo questo Mondiale che ci sono ancora delle cose da perfezionare, e devo fare quello per arrivare a Parigi più forte rispetto a prima. Ad esempio, lavorando sul pugilato alla breve distanza. Mi ci sono impegnata sei mesi, e ora quando un’avversaria mi si avvicina so mettere colpi efficaci».

Irma Testa è di Torre Annunziata, luogo di nascita di Ciro Immobile. Le viene chiesto se vuole mandare un saluto all’attaccante della Lazio, reduce da un incidente di auto.

«Mi sono informata subito e ho visto che per fortuna non è successo nulla di grave. Lui è un campione, un bomber in campo e fuori dal campo. Quello che fa lui è gioia per una città intera. Il fatto che Torre Annunziata al mattino si svegli e sappia che c’è qualcuno di cui andare fiera è bellissimo».

 

ilnapolista © riproduzione riservata