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Sacchi: «L’Inter fa poco pressing e potrebbe andare in inferiorità numerica in mezzo»

Alla Gazzetta: «Quando il mio Milan affrontava Maradona e Careca mi preoccupavo di non far arrivare il pallone a loro due, chiedevo un pressing organizzato»

Sacchi: «L’Inter fa poco pressing e potrebbe andare in inferiorità numerica in mezzo»
Db Reggio Emilia 06/02/2016 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Arrigo Sacchi

Alla Gazzetta dello Sport l’analisi di Sacchi sulla finale di Champions League tra Manchester City e Inter. La paura più grande di nome fa Haaland ma, come è risaputo, Guardiola ha disposizione giocatori di altissimo livello.

Anche Sacchi avverte sul centrocampo dei Citizens:

«Ci vorrebbe un fucile… A parte gli scherzi, bisogna tenere conto del fatto che il City gioca con due ali e un centravanti, e De Bruyne che spesso gli si avvicina, mentre l’Inter ha una difesa a cinque, formata da due laterali e tre centrali. Il che significa che spesso i nerazzurri andranno in inferiorità numerica in mezzo al campo».

Parlando con parole calcistiche:

«E’ semplice. I due terzini si occuperanno delle due ali di Guardiola, mentre per il solo Haaland ci saranno ben tre difensori centrali. Ciò vuol dire che, se uno dei tre non accorcia su De Bruyne o sulla mezzala che s’inserisce, il City avrà uno o due uomini in più in mezzo al campo dove potrà fare il solito possesso-palla. In pratica, con il 5-3-2, perché la difesa di Simone Inzaghi è a cinque e non a tre, si perdono degli elementi in fase di costruzione o di pressing alto».

Sacchi non ha la soluzione in tasca, ma qualche suggerimento all’Inter sì:

«Questione non semplice. Quando il mio Milan affrontava il Napoli con Maradona e Careca mi preoccupavo di non far arrivare il pallone a questi due fuoriclasse e quindi chiedevo un pressing organizzato sul portatore di palla. L’Inter, però, di pressing ne fa poco. Credo che imposterà una partita basata sull’attenzione difensiva e sulle rapide ripartenze».

Non esiste quindi una formula magica per battere il City, dipende da diversi fattori. In definitiva, l’Inter non deve lasciare il pallino del gioco a Guardiola che in questa stagione è  tornato a far muovere i suoi senza palla.

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