Battuta la tunisina Jabeur 6-4, 6-4. Per la prima volta nella storia di Wimbledon, a vincere il torneo è una tennista non testa di serie

A Wimbledon si è conclusa da poco la finale femminile tra Marketa Vondrousova e Ons Jabeur, rispettivamente numero 42 e numero 6 del mondo. Per la prima volta nella storia del torneo inglese, a vincere Wimbledon è una tennista non testa di serie. La ceca Vondrousova ha sconfitto la collega tunisina 6-4, 6-4.
Il Guardian commenta così la vittoria della numero 42:
“La ceca, non testa di serie, ha completato un match magico battendo Ons Jabeur 6-4, 6-4 e vincendo a Wimbledon per la prima volta un torneo del Grande Slam. Con la sua vittoria, Vondrousova è l’ultima nel flusso infinito di giocatrici ceche ad affermarsi ai vertici di questo sport e la terza campionessa ceca di Wimbledon. Numero 42, è la campionessa di Wimbledon con il ranking più basso da quando è stata introdotta la classifica Wta. Lo spettacolo, tuttavia, riguardava anche la Jabeur che si sgretolava sotto il peso dell’occasione“.
Sulla carta doveva essere una partita quasi scontata, senza dubbio emozionante, ma il successo della Vondrousova arriva grazie alle sue incredibili capacità mentali oltre che tecniche. Il match è iniziato con la Jabeur a condurre il gioco fino a portarsi sul 4-2:
“Vondrousova non si è scomposta. La difesa, l’intraprendenza e la capacità della ceca di tenere la palla bassa sull’erba scivolosa hanno rappresentato una sfida diversa per Jabeur. È diventato subito chiaro che Jabeur era in difficoltà. Mentre Vondrousova si aggrappava al match, recuperava e ribatteva costantemente palle scomode, gli errori di Jabeur cominciavano a susseguirsi. Dal 4-2 in suo favore, Jabeur ha concesso quattro game di fila per poi alla fine consegnare docilmente il primo set“.
Alla tennista nordafricana non è bastata nemmeno la sosta in bagno per riprendersi. Per un po’ è riuscita a tenere testa all’avversaria ma non a mantenere alta l’intensità del suo gioco. La Jabeur perde la seconda finale consecutiva mentre la Vondrousova entra nei libri di storia sportiva.