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Cellino ritratta l’intervista a Report su Calciopoli, era un interlocuzione confidenziale e amichevole (C&F)

Nell’intervista su Calciopoli disse: «Avevo un contenitore con tutti i dossier: c’era chi era iscritto con una fideiussione falsa. Bruciammo tutto»

Cellino ritratta l’intervista a Report su Calciopoli, era un interlocuzione confidenziale e amichevole (C&F)
Db Ospitaletto (Bs) 07/09/2019 - amichevole / Brescia-Frosinone / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Marco Cellino

Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari e attuale presidente del Brescia, è sempre stato un personaggio del calcio italiano. Una delle sue ultime uscite a Report, quando durante un’intervista raccontò di aver bruciato faldoni e faldoni riferiti ai club di Serie A nell’ambito della vicenda Calciopoli. Quell’intervista di aprile ha indotto la Procura Federale della Figc ad aprire un’indagine.

Nel rispetto del personaggio, Cellino ha ritrattato ogni parola di quell’intervista durante un interrogatorio della Procura Figc. A riferirlo Calcio e Finanza:

Nel corso dell’indagine, l’ex presidente del Cagliari  fu anche interrogato dalla Procura della Fifc, visto che nel 2006 ricopriva la carica di vice presidente della Lega Serie A. In sede di interrogatorio, Cellino ha ampiamente ritrattato e rettificato le dichiarazioni diffuse dalla trasmissione televisiva, riferendo che non si era trattato di una “intervista” in senso proprio ma di una interlocuzione privata avvenuta in via del tutto confidenziale e amichevole con il giornalista, che gli aveva assicurato che le telecamere fossero spente. L’interrogato, a differenza di quanto sembra desumersi dall’intervista, ha inoltre escluso che siano stati bruciati documenti relativi a società calcistiche e che vi siano stati accessi della Guardia di Finanza presso la sede della Lega Serie A”.

Durante l’intervista di Daniele Autieri per Report, Cellino aveva dichiarato:

«Scesi in cortile, c’era un bidone di ferro, presi un po’ di trielina e poi ci ficcai dentro il faldone delle fideiussioni false. Il giorno dopo, quando arrivo la Guardia di Finanza perquisirono tutto, ma il faldone non c’era più. Insieme ad altri 7-8 presidenti, io ero il più giovane, cercavo di tenere la baracca in piedi. Ho iniziato a pulire tutte le schifezze che c’erano, non sapevo da dove iniziare. Avevo un contenitore con tutti i dossier: chi era iscritto con una fideiussione falsa, chi si scaricava come Irpef il trasporto… andammo nel piazzale giù di sotto, c’era un bidone di ferro e con trielina facemmo bruciare tutto. L’indomani la Finanza tornò e non trovò quel che cercava. E io non c’ero neanche».

Ogni illecito è finito in prescrizione

Un episodio singolare, quello avvenuto in Procura Figc, visto che ormai ogni illecito riferito alla vicenda del 2006 è finito in prescrizione. Conclude C&F:

Il procedimento disciplinare è stato quindi archiviato per intervenuta prescrizione con provvedimento del Procuratore Federale del 2 agosto 2023, su conforme parere della Procura Generale dello Sport presso il Coni del 22 agosto 2023“.

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