Il Corsport: mercato inadeguato al rafforzamento: il brasiliano è ordinato ma lento nei riflessi, lo svedese non è neanche l’ombra di Ndombele

Natan e Cajuste non sono giocatori adatti a una squadra che l’anno scorso ha fatto cento punti in serie A. Lo scrive Alessandro Barbano condirettore del Corriere dello Sport che ha fortemente criticato quello che lui ha definito catenaccio difensivo della squadra di Garcia a Berlino.
NATAN E CAJUSTE
A questa incompiutezza tattica si aggiungono limiti strutturali, frutto di una campagna acquisti inadeguata al rafforzamento. Né Natan, né Cajuste sono giocatori adatti a una squadra che l’anno scorso ha fatto cento punti in serie A. Il brasiliano è ordinato, tatticamente accorto, tecnicamente dotato, ma drammaticamente lento nei riflessi. Di fronte all’attaccante che lo punta e gli sposta la palla, non ha quasi mai la rapidità capace per opporre la sua gamba al tiro. In una difesa a 3 può beneficiare del raddoppio degli esterni e degli spazi più stretti, in una difesa a 4 con due centrali, come quella del Napoli, Natan mostra i suoi limiti.
Il francese (qui è un errore, Cajuste è svedese, ndr) non è neanche l’ombra di Ndombele, per inconsistenza agonistica e incompiutezza tattica. È un giocatore interessante, non un rincalzo di lusso. Il mercato non è lontano e la stagione non è perduta. Anzi, dopo questa vittoria, la qualificazione agli ottavi è più vicina. Ma il Napoli ha bisogno di rinforzi e di ritrovare il gioco, il gruppo, la voglia perduti. Altrimenti si va a sbattere.
GARCIA RESTA IN DISCUSSIONE (GAZZETTA)
La sua posizione resta in discussione. Vediamo quale Milan gli restituirà stasera il Psg.
Della partita la Gazzetta scrive:
Magari Garcia dirà ora che il primo tempo serviva a far sfogare e stancare l’Union. Non c’è controprova, di sicuro i berlinesi abbassano il ritmo, il pressing s’affievolisce e succede ben poco: a dirla tutta, soltanto il bellissimo gol di Jack che, giocando con continuità, non può che ritrovarsi. Il merito va condiviso con Mario Rui che ruba palla e con Kvara che s’inventa la discesa giusta. Ogni tanto il georgiano sembra volerli dribblare tutti, come in crisi d’astinenza: sta crescendo, ma forse questo Napoli non gli consentirà mai di avere gli spazi dell’anno scorso. Il gol mette il successo in cassaforte o quasi. Un mezzo rischio, su colpo di testa di Diogo Leite, e tanta copertura. L’Union in dieci minuti ne cambia cinque, passando al 4-2-3-1, ma invano.