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«Marquez? Ducati non lo voleva, è una scelta del team Gresini. Sarà un po’ più complicato» (Dall’Igna)

Dall’Igna, dg Ducati, a Repubblica: «Per Ducati è sicuramente meglio se vince Bagnaia: i nostri sponsor sono importanti»

«Marquez? Ducati non lo voleva, è una scelta del team Gresini. Sarà un po’ più complicato» (Dall’Igna)
Sachsenring (Germania) 14/07/2018 - qualifiche Moto GP / foto Panoramic/Insidefoto/Image Sport nella foto: Mark Marquez ONLY ITALY

«Marquez? Ducati non lo voleva, è una scelta del team Gresini. Sarà un po’ complicato». Sono le parole di Gigi Dall’Igna, dg Ducati Corse, a Repubblica. Che fanno il paio (quelle di Dall’Igna sono molto più pesanti) con quelle di Di Giannantonio ieri alla Gazzetta.

«Tra Bagnaia e Martin, a Valencia vincerà chi farà meno errori, chi sarà più fortunato. Il migliore. Se proprio devo sceglierne uno, dico Pecco: è il pilota ufficiale. Ma darò a entrambi le stesse opportunità».

Non solo Marquez Ducati.

Gigi Dall’Igna, dg Ducati Corse, alla vigilia dell’ultimo fine settimana di un’altra stagione dominata dai gioielli di Borgo Panigale.

Jorge ‘Martinator’ mugugna.
«Domenica gli è successo come a Pecco il giorno prima. Solo che è il momento topico, e si cade nell’equivoco: però non è per questo, o per la rottura di un motore, che si vince o si perde un campionato. La MotoGp non è una corsa di 100 metri. È una maratona di 9 mesi. A decidere sono gli errori commessi nel corso della stagione dai piloti, dalle squadre e dalla Ducati stessa. Ce ne sono stati tanti. I due hanno fatto cose bellissime, ma hanno pure molto da rimproverarsi».

Lei per chi tifa?
«Per Ducati è sicuramente meglio se vince Pecco: i nostri sponsor sono importanti, siamo legati da tante stagioni, c’è un rapporto fortissimo. Ma se metto da parte gli affari e penso all’aspetto umano, allora sono — devo essere —equidistante: abbiamo due bravi ragazzi sotto contratto con noi».

Da martedì Marc Marquez diventa un pilota Ducati. Incredibile, o no?

«Ducati non lo voleva. È il team Gresini che ha colto l’opportunità, e li capisco: avere un 8 volte campione del mondo per una squadra privata significa visibilità, la possibilità di trovare sponsor e una grande soddisfazione sportiva per chi ci mette tanta passione. Dovremo essere bravi a gestire una situazione un po’ più complicata. Ma siamo abituati a questo tipo di problematiche, abbiamo due piloti che si giocano il Mondiale. Non mi preoccupa se Marc conoscerà i nostri “segreti”: Zarco va in Honda, li potrà già raccontare. Sono più inquieto quando un nostro ingegnere viene messo sotto contratto da un’altra casa».

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