Giacomino Raspadori si ambienta, Olivera lotta con caparbietà. Lindstrom, non è mai la volta buona, diciamo non ancora

Le pagelle di Salernitana-Napoli 0-2 a cura di Fabrizio d’Esposito e Ilaria Puglia.
MERET. Ordunque, Ilaria cara: il Napoli in terra d’Arechi fa l’ennesima fiera dello spreco e il giovane Meret non vive un’impicciata partita d’ansia. Tranne forse all’8’ quando preferisce respingere e non parare quell’innocua cabeza granata. Tutto qui – 6
La porta inviolata senza che Meret viva alcun affanno è una buona notizia. Quella un po’ meno buona, che con Meret, però, non c’entra niente, è che avremmo potuto e dovuto segnare almeno due gol in più (almeno) – 6
DI LORENZO. Benché ultima in classifica, la Salernitana made in Pippo s’intorcina in una disastrosa e recidiva costruzione dal basso e agli azzurri non resta che trovare il momento giusto per approfittarne. E così l’Eurocapitano trova varchi liberi finanche al centro, non solo dalle sue parti. A caldo, dopo la partita, lui e pure Lobo citano la sacra parola del tricolore: parliamone a freddo dopo l’Inter (e l’Atalanta) – 6
L’ammonizione, però, da uno generalmente lucido come è lui, non te l’aspetti – 6
RRAHMANI. Dopo lo choc casalingo coi rossoneri, stavolta Amir si perde Pirola in avvio, ma finisce lì per fortuna – 6
Troppi lanci lunghi: per come la vedo io denotano poca serenità – 6
OSTIGARD. Attento e aggressivo allo stesso tempo, il vichingo volante è (forse) l’unica certezza che abbiamo nel ruolo di centrale difensivo – 6,5
Si propone in modo incisivo e prepotente su tutti i palloni che gli passano attorno e di testa le prende tutte – 7
OLIVERA. Nella palestra dell’ardimento azzurro modello gruppo Tnt, l’uruguagio assicura una copertura cento volte più efficace di quella dell’attuale Marittiello. E in questi tempi grami del garcismo mitigato dalla presenza di Adl non è poco. Una curiosità: i due gol del Napoli originano da due suoi interventi a rischio – 6,5
Bello soprattutto l’intervento da cui nasce la palla del secondo gol: ha lottato con caparbietà – 7
ANGUISSA. Zambo ritorna con una chioma per metà bionda e lì al centro l’evanescenza granata favorisce il suo rientro tra palle recuperate e aggressioni varie – 6
Sembra un po’ svogliato o supponente, forse perché rientra da un infortunio e non è ancora al massimo. Sta di fatto che, dopo un primo tempo sufficiente, cala vistosamente nella ripresa – 5,5
LOBOTKA. La partita ideale per ritrovare il Robotka in nuce, quello che fa il Grande Architetto dell’Universo in campo – 7
Mette ordine in campo, smista decine di palloni e partecipa al gol di Raspadori con una palla deliziosa. Un’ottima partita – 7
ZIELINSKI. Il Napoli dà subito il verso giusto a questo derby marittimo e il Senatore Piotr va alla ricerca di un posto giusto soprattutto nella trequarti avversaria ma ci riesce raramente. In ogni caso al 60’ ingarra un tiro respinto dal salernitan-messicano – 6
Meno continuità delle ultime partite, ma mostra comunque delle perle tecniche che sono il suo marchio di fabbrica. Peccato che in un paio di occasioni i compagni non abbiano saputo sfruttare i suoi assist e peccato soprattutto per quel tiro con cui avrebbe potuto fare gol – 6
CAJUSTE dall’86’. Senza voto
Senza voto
POLITANO. E’ certamente in una forma magnifica ma il suo contributo alla fiera dello spreco è notevolissimo, ergo cito l’unica cosa concreta di Na-Politano: l’assist per lo zero a uno di Raspad’Oro. Tra l’altro la ridondante accademia offensiva rischia di fare danni quando i granata ripartono – 6,5
Non inizia in modo esplosivo, poi mostra quanto è in forma. Un palo e la solita intesa perfetta con Di Lorenzo – 6,5
LINDSTROM dal 77’. L’enigma danese continua. Alla prossima puntata, Ilaria – senza voto
Gli arriva palla e pensi: “dai che è la volta buona”. Ma non è (ancora) mai la volta buona – senza voto
RASPADORI. Alcuni dialoghi con Na-Politano sono di somma bellezza, come quello del primo gol. Più passa il tempo e più Giacomino s’ambienta. Straordinaria anche l’azione con cui poteva raddoppiare al 41’, dopo un duetto tra il Che Kvara e il solito Na-Politano – 7
Raspadori si ambienta e Garcia, con le sue parole (il problema Osimhen e il 4-3-3) ci fa cadere le braccia ancora più giù – 8
SIMEONE dal 68’. Ancora una volta si affanna per ritrovare la vena perduta del gol. Però è un minatore generoso e testardo, il momento suo arriverà, almeno così speriamo – 6
A furia di provare a convincere Garcia perde in sicurezza e vanifica un contropiede della squadra. Ed è un peccato – 5
KVARATSKHELIA. Attacca a ripetizione, in tutte le varianti possibili. Solo per questo non andrebbe mai sostituito. Invece… – 7
Anche perché incute paura nelle difese avversarie ogni volta che gli capita il pallone tra i piedi – 7
ELMAS dal 68’. Un quarto d’ora inconsistente, fatto più che altro di passaggetti all’indietro. Indi, a sorpresa, il gol che chiude la partita. Tanto di cappello al Macedone del Nord – 6,5
Un gol bellissimo, tra l’altro, che ha inseguito, voluto e ottenuto – 7
GARCIA E DE LAURENTIIS. Il Napoli ricomincia da Salerno e vince. Non era scontato. Ora l’Empoli e poi Bergamo. La regola del due, regola base dello stop and go azzurro sarà rispettata anche questa volta? Vediamo. Perdipiù oggi pomeriggio in alcune fasi della partita, il suicidio salernitano ha fatto saltare ogni schema di gioco anche agli azzurri, che già quest’anno ne hanno uno solo, d’antan ed elementare. Detto questo il furbo Garcia parla in conferenza stampa di lotta Champions a differenza del capitano e di Lobo che citano lo scudetto. Forse il consiglio dei saggi la pensa diversamente. Chissà. Su tutto e su tutti poi l’ombra lunga e padronale di Adl, assiso in tribuna accanto al presidente indagato (accusa di corruzione per un’assunzione alla sua ex università telematica) della Salernitana. Ogni marcia comincia sempre con un passo. Quest’anno ne abbiamo avviate parecchie poi interrotte. Riproviamoci: Union, Empoli, Atalanta e Inter. La prima, a Salerno, è andata – 6
Non fa danni, se non vogliamo considerare il momento in cui parla davanti alle telecamere – 6
ARBITRO RAPUANO. Bravissimo a non fischiare il fuorigioco di Olivera quando segna Giacomino – 7