Repubblica e Corsera raccontano il “fuoco amico” in Commissione Bilancio: alla fine passa la linea Giorgetti

La “lunga notte” di Claudio Lotito in Commissione Bilancio viene raccontata sia dal Corriere della Sera che da Repubblica. Con toni diversi ma la sostanza è la stessa: per il presidente della Lazio senatore di Forza Italia sta arrivando una sconfitta politica pesante. riguarda il Decreto Crescita, la norma che permette alle società di calcio di risparmiare sullo stipendio lordo dei dipendenti che rientrano in Italia dopo un soggiorno all’estero di almeno due anni.
Il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario all’Economia Federico Freni, stanno spingendo per rivedere in toto il Decreto Crescita, anche per il calcio. A Lotito lo comunicano domenica sera, appena dopo che la Lazio ha perso dall’Inter. In Commissione Bilancio i lavori vanno avanti fino alle 7 del mattino. Lotito si appisola più volte, scrive il Corsera. All’alba la battaglia è persa: il Decreto Crescita per i calciatori non sarà più valido.
Ecco come la racconta Repubblica: “La Penelope della manovra appare al Senato nel pieno della notte da tregenda. Si autodenuncia, Claudio Lotito. Sbuffa, davanti alla sala Koch. Dentro i colleghi senatori della commissione Bilancio votano gli emendamenti alla Finanziaria. Lui, guadagnato un divanetto in pelle, sfodera un tono di sfida: “Che senso ha votare così? Non passa niente, non ti danno niente, ma io un segnale a loro gliel’ho dato”. Al governo che il suo partito, Forza Italia, sostiene. Ma nella lunga notte della legge di bilancio a Palazzo Madama, gli azzurri si fanno pungolo. Sbottano, pretendono. E disfano la tela”.
“Quello del patron della Lazio è un assillo più che un segnale: il taglio alle agevolazioni per i calciatori, recita la richiesta, deve essere rinviato al 2028. Un ritornello che ripete fino alle tre e mezza di notte, quando la commissione è intenta a bocciare, uno dopo l’altro, gli emendamenti delle opposizioni. Ma l’assalto si frantuma contro il muro del governo”.