«Siamo in Champions non per la forza dell’organico. Per noi non è naturale andare agli ottavi». Il Corsport gli dà del piagnone

Sarri attacca l’ambiente Lazio: «perennemente insoddisfatti», il Corriere dello Sport gli dà del piagnone.
Ecco cosa scrive il Corsport.
L’aria del “Metropolitano” vibra dei lamenti di Sarri, sono culminati ieri nella frase «l’ambiente laziale è devastante, non il club in cui si sta benissimo, ma com’è contornato». Il predicatore Mau è meno divertente (in campo) e più irriverente (fuori). Ce l’ha con l’ambiente (concetto astratto) perché «vengono create aspettative che sono inarrivabili, questo crea frustrazione in tutti, in me no che ho un’età. Chi ha 20-25 anni fa fatica». Guida una Lazio che il presidente Lotito, a torto o ragione, considera “una Ferrari” e che continua ad affidare a lui non per vivacchiare. Più aspettativa di questa? Forse Sarri prima dovrebbe guardare dentro la Lazio.
Si meraviglia per le critiche, ha azzardato un paragone con l’ambiente romanista. Al Sarrismo s’è aggiunto il piagnonismo: «C’è un senso di insoddisfazione perenne. Si viene da tre vittorie e un pareggio, sembra un funerale. Sulla sponda opposta farebbero i fuochi d’artificio».
Parla di ambiente, non di tifoseria, per non sciupare l’affetto della gente: «Questo ambiente ha bisogno di calmarsi, non di incendiarsi, di diventare logico, se lo diventerà sarà anche ottimista. Altrimenti è difficile. Se ti aspetti cose astruse diventa tutto fuori luogo. Non parlo del nostro pubblico che risponde quasi sempre».
È sempre sulla difensiva, valorizza il suo lavoro. L’eterno deluso sembra Sarri: «Si sa tutti perché siamo arrivati secondi l’anno scorso, perché tre squadre sono rimaste in corsa Champions e ci siamo inseriti, non per la forza dell’organico. Questo prima o poi lo paghi».
E in Champions si santifica: «Abbiamo fatto un miracolo, gli ottavi non erano garantiti. Negli anni 2000 la Lazio è andata due volte agli ottavi. Il confronto con l’Atletico non regge, ma siamo qui e ce la giochiamo».
Tratto dal Messaggero.
Della Roma dice: «Qui si crea un’insoddisfazione perenne, mentre sulla sponda opposta con minori risultati fanno i fuochi d’artificio. Per noi non è naturale andare agli ottavi».