Il Messaggero: negli scontri tra società e calciatori tornano sempre in ballo i rinnovi o gli adeguamenti. Sei senatori avevano chiesto a Sarri di restare.

Maurizio Sarri si è dimesso dall’incarico di tecnico della Lazio. Il Messaggero ha raccontato quanto accaduto in seguito:
Fabiani ha comunicato la decisione del tecnico ai giocatori, che con una delegazione di sei senatori, hanno provato a trattenerlo: «Mister, siamo al tuo fianco».
Lazio, polemiche sul ritiro. Romagnoli: «Non ci vado. Mandami pure via»
Il presidente Claudio Lotito aveva proposto il ritiro alla squadra, ma i senatori non erano d’accordo. Il quotidiano continua:
Basta recite da oratorio, come quelle successive a cena nel confronto con Lotito: accuse reciproche per l’accaduto, toni alti di Hysaj e Luis Alberto, poi ancora bagarre sul ritiro. Lunedì notte c’era stato un battibecco furioso, Romagnoli aveva risposto così all’annuncio del ritiro: «Non ci vado. Mandami pure via. Non mi hai dato le mille cose che mi avevi promesso». In ogni scontro, tornano sempre in ballo i rinnovi o adeguamenti di stipendi. Immobile era nervosissimo con Martusciello dopo il cambio con Castellanos.
Anche la situazione economica dello staff non è messa bene
Il Messaggero: Lotito e Fabiani si erano interrogati sino all’una di notte, lunedì nella pancia dell’Olimpico. La società continuava a ritenere Sarri il meno responsabile del crollo, non voleva darla vinta a chi remava contro all’interno e all’esterno, e oltretutto non intravedeva valide alternative possibili in panchina, in questo momento. Sarri ha colto il club in contro tempo ieri pomeriggio. Nella notte si era confrontato nella sua villa all’Olgiata sino alle 3 con il suo staff tecnico (che attende mensilità pregresse e premi Champions non ancora pagati, prima di seguirlo sull’addio), aveva già deciso ieri mattina di fare un passo indietro.
Nessuno ci credeva, cantastorie negavano tutto prima di rimanere di stucco e urlare allo scoop. Poco dopo l’ora di pranzo Mau si è presentato a Formello con le dimissioni in mano. La Lazio ha provato invano a respingerle, ha capito che accoglierle era l’unico rimedio per provare a dare un senso a questa stagione sino a maggio. Sarri ieri se n’è andato come è arrivato, alle 17 sul lato passeggero di una Porsche nera, la tuta della Lazio e l’ultima sigaretta spenta al tramonto. Tutto in fumo.