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Sinner perde anche perché non c’è il Var ma per fortuna il tennis non è il calcio

A Montecarlo va in finale Tsitsipas. Decisiva una chiamata sbagliata piuttosto evidebte, poi anche il calo fisico. Il greco è tornato ad alti livelli

Sinner perde anche perché non c’è il Var ma per fortuna il tennis non è il calcio
Italy's Jannik Sinner concentrates before a point against Denmark's Holger Rune during their Monte Carlo ATP Masters Series Tournament quarter final tennis match on the Rainier III court at the Monte Carlo Country Club in Monaco on April 12, 2024. (Photo by Valery HACHE / AFP)

Sinner perde anche perché non c’è il Var ma per fortuna il tennis non è il calcio

Sinner è fuori dal torneo di Montecarlo. In semifinale ci va il greco Tsitsipas che vince in tre set, 6-4 al terzo dov’era sotto 3-1 e poi 4-2. Sul 3-1 e palla break per Sinner, Tsitsipas commette doppio fallo ma la giudice arbitro (peraltro brava) non se ne accorge, non chiama la palla fuori, si gioca, il punto lo vince il greco. È il tennis, funziona così. A questo punto succede che Sinner va un po’ in crisi fisica, comincia a toccarsi la coscia, il ginocchio, chiede l’intervento del fisioterapista probabilmente per crampi. Una volta, poi una seconda al volo. Riesce persino a scherzare col fisioterapista. Ma l’inerzia della partita è cambiata. Nel calcio ci sarebbero polemiche infinite per quella palla. Il tennis per fortuna non è il calcio anche se ora con Sinner vagonate di incompetenti si sono dirottati sullo sport un tempo considerato borghese. Certo non abbiamo compreso perché a Montecarlo non c’è il falco. Senza la tecnologia, diventa complesso. Anche perché per i telespettatori c’è.

«Forse è la prima volta che nell’era tecnologica una chiamata sbagliata ha indirizzato la partita», è il commento di Paolo Bertolucci che si sofferma anche sulle condizioni fisiche del fuoriclasse azzurro. «Ora però il ragazzo va fermato e rimesso in sesto».

Fatto sta che Sinner è fuori. È stata una bella partita. Tsitsipas ha giocato molto bene, soprattutto il primo set in cui peraltro l’italiano ha risposto male. Sinner si è poi ripreso, è cresciuto, sembrava che stesse dominando e poi l’improvviso cambio di scenario. È la seconda sconfitta dell’anno dopo quella subita da Tsitsipas.

Nulla di irreparabile. Né si può vincere sempre. Positivo comunque il bilancio dell’esordio su terra rossa. E va salutato il ritorno del greco a discreti livelli dopo una lunga crisi (oggi è sceso al numero 12 del mondo).

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