Il decreto di Abodi che istituisce la “Commissione” prevede anche “autonomia regolamentare e pieni poteri nei controlli e nella vigilanza”

Il CorSera scrive delle modifiche che Abodi, ministro dello Sport, apporterà al decreto che istituisce l’Authority tanto discussa nel mondo dello sport. Non sarà più un’Autorità ma una Commissione nominata dal parlamento.
Modifiche alla Commissione voluta da Abodi
Scrive il quotidiano:
“Si chiamerà «Commissione» e non più «Autorità», sulla scelta dei membri avrà un ruolo più importante il Parlamento, ma nella sostanza poco cambia rispetto al progetto iniziale. Venerdì prossimo il ministro dello Sport, Andrea Abodi, porterà in consiglio dei ministri il suo progetto di costituire un organismo indipendente «per la vigilanza economica e finanziaria sulle società sportive professionistiche».
Per assicurare sulla terzietà del governo rispetto alle vicende dello sport, che rivendica autonomia e indipendenza, ha modificato i criteri di nomina dei tre membri della Commissione. Saranno identici a quelle delle altre Autorità indipendenti, come l’Antitrust. La decisione sulla nomina sarà presa dalla Commissioni parlamentari competenti (sullo sport la Commissione cultura) con un voto a maggioranza qualificata dei due terzi”.
Infine la nuova Commissione sarà “dotata di autonomia regolamentare (scriverà sé stessa le sue regole), ed avrà pieni poteri di iniziativa nei controlli e nella vigilanza“. Nel decreto che Abodi presenterà in consiglio dei ministri “c’è anche la norma contro le candidature «facili» di Federazioni e enti territoriali ad ospitare gli eventi internazionali“.
Authority, «Non si torna indietro. Se il calcio è di tutti, allora ci vuole trasparenza»
Abodi, ministro per lo Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della settantaquattresima assemblea nazionale Federalberghi a Viareggio, in provincia di Lucca.
Il ministro ha parlato di nuovo dell’Authority per il controllo finanziario delle società professionistiche.
«Abbiamo parlato della questione Authority per i conti delle società sportive nel corso di un incontro proficuo, cordiale e collaborativo. Ora si tratta di fare tesoro di quel incontro. Una cosa è certa: si va avanti, indietro non si torna».