A Sky: «Vincere la Coppa numero 15 è bello ma non è importante il numero. Il desiderio è sempre quello di passare queste serate qua. Stanotte non si dorme»

Carlo Ancelotti lo ha fatto ancora. Ha vinto l’ennesima Champions, la quinta della sua carriera su sei finali disputate. Il Real ha vinto la quindicesima Coppa dei Campioni della sua storia. Le sue parole a Sky Sport al termine della partita.
Le parole di Ancelotti dopo la vittoria della sua quinta Champions
Ancelotti intervistato a Sky:
«Vincere la quindicesima Champions è bello ma non è importante la quantità. Il desiderio è sempre quello di passare queste serate qua. Mi togliete il canto con i miei tifosi. Sembra un sogno, la seconda tappa qui al Real sembra un sogno. speriamo di non svegliarci. A Perez mi ha detto pensiamo alla numero sedici. Lui è la chiave di tutto questo, oggi supera Bernabeu. Tanti complimenti a lui che è un grande presidente. Kross mi ha detto grazie di tutto, lascia dopo questa partita. Credo sia difficile lasciare ed è difficile da accettare però lascia alzando una Coppa dei Campionai. Stanotte non si dorme».
Non è nella storia del calcio, è la storia del calcio
Carlo Ancelotti, semplicemente il più grande di tutti. Le Champions passano a cinque. Carlo Ancelotti non è nella storia del calcio. È la storia del calcio. Cinque Champions e nel regno dell’ignoranza calcistica (Napoli) c’è qualcuno che ancora parla. Ha perso una sola finale, quella maledetta a Istanbul. Poi le ha vinte tutte. Come stasera contro l’ottimo Borussia Dortmund di Terzic allenatore intelligente e quindi non dogmatico.
Ha vinto il Madrid dopo un primo tempo irriconoscibile. Non sembrava una squadra di Ancelotti. Pressing alto e si faceva prendere d’infilata come un Italiano qualsiasi. Il Dio del calcio ha capito che sono stati 45 minuti di confusione. Vanno perdonati a un uomo che la sa lunga, che ha un approccio olistico al pallone. Che non abbraccia la tecnicalità, per lui al fondo c’è sempre l’uomo. E non a caso stasera la finale l’ha decisa un gregario, se così possiamo chiamare Carvajal l’anima madridista. Perché in campo servono cuore e huevos. Le geometrie e le statistiche le lasciamo agli esperti. A chi sa solo di calcio e quindi – Jose’ insegna – non sa nulla di calcio.
Ancelotti è patrimonio dell’umanità. Il suo stampino ahinoi sembra essere andato perduto. Ma non disperiamo. Siamo certi che quest’ondata di calcio che prescinde dal risultato, e quindi dalla vita, passerà. Intanto lui ha alzato la quinta Champions. Se le merita tutte. E’ un gigante che a Napoli abbiamo avuto la fortuna di vedere all’opera. Anche se per troppo poco.
Un ultimo pensiero al ct Spalletti che al Corriere della Sera con una caduta di stile degna di lui ha recentemente accostato Ancelotti alla fortuna e anche a presunti errori arbitrali per la semifinale con il Bayern. Come disse il poeta, rosicar mi è dolce in questo mar.