«Con lui a Napoli c’è di nuovo entusiasmo. Calzona? Mi colpisce il suo modo di motivare la Slovacchia, usa sempre parole giuste in campo e fuori»

Hamsik: «L’arrivo di Conte a Napoli significa che gli errori sono stati capiti». Lo dice in un’intervista a Repubblica a firma Marco Azzi.
Hamsik: «Significa che gli errori sono stati capiti. Conte ha personalità, è una scelta giustissima. La società gli darà una squadra forte, per tornare subito in Champions. Non so con quale modulo giocherà il Napoli, sono curioso pure io».Può ripetere i risultati di Spalletti?
«Non si sa mai, parlerà il campo, però ho condiviso la scelta di Conte: con lui a Napoli c’è di nuovo entusiasmo».Spalletti in Nazionale come lo vede, invece?
«Nella sua carriera Spalletti è sempre stato forte e preparatissimo, non fallirà. L’Italia ha un girone tosto, ma nei grandi tornei va spesso avanti. È tra le favorite e può me può difendere il titolo, anche se è un gradino sotto Inghilterra e Francia».
«Un calo ci poteva stare, il Napoli veniva da una stagione pazzesca: lo scudetto e il miglior calcio d’Europa. Ma non sono riusciti a limitare i danni».Puntare su Calzona (ct della Slovacchia) è stata una buona idea.
Hamsik: «Mi colpisce il suo modo di motivare la squadra, usa sempre parole giuste in campo e fuori. Avevo lavorato con lui a Napoli quando era il vice di Sarri e tatticamente gli assomiglia. Per questo posso aiutarlo, conosco bene il suo modo di giocare. La Slovacchia di Calzona ha un’ottima preparazione e ha sempre un atteggiamento propositivo: è una squadra che non pensa solo a difendersi».
Hamsik: «Mi rivedo in Zielinski, è un talento puro, un grandissimo giocatore. L’Inter fa un grande affare» (aprile)
Francesco Modugno ha intervistato per Sky Marek Hamsik, storico capitano del Napoli, nei giorni scorsi al centro di alcune voci che lo inserivano nello staff del nuovo allenatore Francesco Calzona. Hamsik già collabora con mister Calzona nella nazionale slovacca. Le dichiarazioni di Hamsik.
«Lo scudetto non l’ho sentito mio, ma della città che se lo merita»
Modugno: «520 presenze con la maglia del Napoli, 120 gol. Solo Mertens ti ha superato…»
Hamsik: «Molto orgoglioso, si vede che la gente di vuole bene».
M: «L’anno scorso il Napoli ha vinto lo scudetto, lo senti tuo? A voi mancava solo quello…»
H: «Non l’ho sentito mio, ma l’ho sentito per la città che se lo merita. L’ultimo anno di Sarri è stato un peccato. Quella squadra meritava, per il calcio espresso e per l’emozione che dava a tutti».
M: «Sei un simbolo di fedeltà alla maglia. C’è però una squadra che ti ha tentato?»
H: «Il Milan di Allegri mi stava tentando, il mediatore era Raiola. Alla fine non si è fatto niente».
M: «Una parola per ogni allenatore che hai avuto…»
H: «Reja, fiducia perché era il mio primo anno in Serie A. Mazzarri, con lui ho fatto il salto di qualità. Benitez favoloso, con lui però non mi sono espresso al massimo. Sarri, esplosione totale, da parte mia penso di aver fatto il miglior calcio. Ancelotti, incredibile, fuori dalla portata di tutti».
M: «Cosa è accaduto quest’anno al Napoli?»
H: «Tante cose insieme quest’anno, forse un cambio di allenatore non programmato. Il Napoli è quasi però la stessa squadra dell’anno scorso, mi dispiace vederla in questa situazione ma c’è sempre la qualità per risalire. Spero che combatta per Champions e per le zone alte della classifica».
M: «Torna Osimhen in squadra…»
H: «Osimhen è uno dei più forti che c’è in giro, sia fisicamente che tatticamente, anche per voglia di fare gol. Ha il sangue napoletano. Dispiace che può andar via, ma sappiamo il calcio di oggi com’è. Crea tanto movimento e ci sono tante richieste. Non è facile trattenere campioni ma il Napoli ha sempre avuto centravanti incredibili, troverà in caso il sostituto adatto».
M: «E Kvara?»
H: «Kvara ti fa sognare. Ancora di più a Napoli, la gente vuole vedere queste giocate. Noi abbiamo avuto Lavezzi. Lobotka è un grande, un pilastro del Napoli e della Slovacchia. Mi rivedo in Zielinski, per me è un talento puro e un grandissimo giocatore. L’Inter fa un grande affare».
M: «Tu, Lavezzi e Cavani, il trio delle meraviglie…»
H: «Con Cavani e Lavezzi ci siamo trovati a meraviglia. In qualsiasi momento potevamo fare la giocata e Edi (cavani, ndr) la metteva sempre dentro. Anche con Higuain, qualsiasi cosa mischi era tanta roba. Il mio gol più bello per importanza è quello di coppa itala all’Olimpico, il 2-0 contro la Juve. Per bellezza contr la Sampdoria, un cost to cost fino in porta, neanche si può raccontare. Ho fatto 70 mertri di campo palla al piede».
M: «In campionato chi vince?»
H: «In campionato penso che l’Inter arriverà in fondo, la grandissima sorpresa di quest’anno è Bologna. Thiago motta ha fatto un grande lavoro e penso sarà il prossimo mister per qualche grande squadra qui in Italia. Poi speriamo che il Napoli tornerà in vetta».
M: «Come ti vedi nel futuro?»
H: «In futuro voglio fare l’allenatore, adesso sto allenando nella mia Accademy in Slovacchia e mi piace tanto. Anche per quello ho scelto di rimanere nello staff della Slovacchia e poi vicino a Calzona posso ancora crescere».
M: «Che storia sarebbe ritornare a Napoli come allenatore?»
H: «Sarebbe incredibile, ho visto già l’entusiasmo crescere mentre arrivavo qui. È bellissimo vedere queste cose, che la gente ti vuole tantissimo bene. Napoli per me rappresenta una seconda casa, metà della mia vita, metà dei miei amici. Una parte di me è di Napoli».