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Bonucci: «Alla Juve ho subito mobbing. La dirigenza ha dovuto rispettare le decisioni di qualcun altro»

Al podcast Bsmt. Non cita mai Allegri. «Potevo andare contro la Juve. Poi ho capito che la rabbia era verso chi mia aveva messo fuori rosa, non verso il club»

Bonucci: «Alla Juve ho subito mobbing. La dirigenza ha dovuto rispettare le decisioni di qualcun altro»
Db Torino 21/12/2021 - campionato di calcio serie A / Juventus-Cagliari / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Leonardo Bonucci

Bonucci ha rilasciato una lunga intervista al podcast Bsmt nella quale ha parlato del suo addio alla Juventus. L’ex difensore della nazionale ha confessato i motivi del suo addio, ha spiegato il ruolo di Giuntoli e perché aveva pensato di avviare una battaglia legale contro il club.

Bonucci: «Giuntoli non poteva fare diversamente. Qualcuno aveva deciso così»

Le sue parole:

«Il mio addio alla Juventus è stato un gioco di potere, un torto da parte di un singolo: c’è stato del mobbing. Ho visto giocatori che hanno meno di me ricevere il giusto tributo dalla Juve. Io sono dovuto andare via, quasi scappando, perché qualcuno aveva deciso così».

Bonucci sul ruolo di Giuntoli:

«Giuntoli, che era appena arrivato e non poteva fare diversamente, mi ha detto: “Guarda, non sei più nei piani, sei fuori rosa”. Io mi allenavo con i ragazzi che tornavano da prestiti e infortuni. Mi dicevo: “ma com’è possibile?” Io ho anteposto la Juve a mia moglie, ai miei figli e al mio benessere».

Il passaggio al Milan:

«Quando sono andato al Milan, l’ho fatto per non essere un problema nello spogliatoio. Per tutto quello che era successo negli ultimi sei mesi della stagione precedente, io dovevo andare via. Sarei stato deleterio».

«Potevo andare contro la Juventus, forte del contratto. Ma in quella dirigenza c’erano persone nuove, che hanno dovuto seguire la scia delle decisioni prese da qualcun altro. Poi mi sono fermato e ho capito che il problema non era la Juventus. Non era giusto fare una battaglia che avrei vinto… Perché ho vissuto mobbing. Cosa mi avrebbe dato? Nulla. La rabbia che provavo era verso chi mia aveva messo fuori rosa, non verso la Juventus», la conclusione Bonucci.

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