È lo sponsor perfetto dell’energy drink: mette le ali e segna di testa. Al momento di uscire ha ricordato ai tifosi del Tottenham che lui ha vinto una Premier, loro zero

Jamie Vardy is back. Il giocatore del Leicester ha marchiato il suo ritorno in Premier League come solo lui sa fare, “un ritorno memorabile prendendo in giro i tifosi del Tottenham mentre usciva dal campo“. Il Telegraph racconta di come per Vardy l’età sia solo un numero. Dopo un anno in Championship, seconda divisione inglese, è tornato in Premier con la stessa grinta di sempre. E su questo c’era pochi dubbi.
Ha segnato alla prima occasione utile dopo un anno nella Serie B inglese e ha strappato il pareggio al Tottenham. L’inglese è rientrato all’intervallo con una lattina di Red Bull in mano.
Vardy è lo sponsor perfetto della Red Bull
Nel caso di Vardy, il claim della famosa bevanda sembra piuttosto azzeccato. L’energy drink gli ha messo letteralmente le ali. Dopo 12 minuti dall’intervallo “l’attaccante ha segnato un gol con un colpo di testa sul secondo palo. Sembra proprio che la Red Bull gli avesse messo le ali“.
Ma Vardy non è uno che si accontenta di poco. A 11 minuti dalla fine, l’allenatore Cooper lo ha richiamato in panchina. Mentre usciva dal campo “ha risposto alle urla dei tifosi in trasferta indicando lo stemma della Premier League che aveva sul braccio e alzando un dito. Poi ha fatto rapidamente il segno dello zero e ha fatto un gesto verso i tifosi del Tottenham per confrontare le vittorie dei due club nei campionati“.
Ha ricordato agli ospiti la Premier vinta sotto la guida sapiente di Sir Claudio Ranieri nella stagione 2015/2016. “Vardy non aveva alcuna intenzione di lasciarglielo dimenticare“.
E per non farsi mancare nulla, si beccato anche con Cristian Romero. “Vardy ha affrontato il difensore del Tottenham Cristian Romero mentre usciva dal campo”. Al termine della partita sembrava piuttosto divertito:
«Ti prendi un po’ di bastonate durante la partita, ma fa parte del calcio. Va bene finché posso prenderle e restituirle».
E ha poi continuato:
«L’età la vedo solo come un numero. Finché continuerò a prendermi cura di me stesso e le mie gambe continueranno a sentirsi bene, allora andrò avanti finché sarà possibile. Non direi che sto facendo qualcosa di diverso in termini di gioco. Probabilmente mi sono adattato un po’ facendo drop-in, ma penso che la cosa principale sia che mi sto prendendo cura di me stesso in termini di recupero al massimo. Ero in forma smagliante fino a circa 65 minuti, a dire il vero!».