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Ibrahimovic non è mai stato capace di attenersi al copione aziendale del Milan (Telegraph)

“Non sorprende che ci siano problemi con RedBird. La partita tra Milan e Liverpool si giocherà sullo sfondo di queste tensioni”

Ibrahimovic non è mai stato capace di attenersi al copione aziendale del Milan (Telegraph)
Cm Torino 18/05/2024 - campionato di calcio serie A / Torino-Milan / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Zlatan Ibrahimovic

Il Telegraph non è affatto stupito della situazione in casa Milan con le tensioni tra Ibrahimovic e RedBird. Il quotidiano inglese commenta così i fatti riportate da Repubblica negli ultimi giorni:

“La partita del Milan con il Liverpool si giocherà sullo sfondo delle tensioni tra l’iconico ex giocatore e il gruppo di proprietà RedBird Capital – gli investitori che hanno anche un rapporto d’affari con il Fenway Sports Group – e si discute se l’influenza duratura dello svedese sia d’ispirazione o maligna.

Ibrahimovic è stato assunto dal Milan come consulente senior dallo scorso dicembre, e il fondatore di RedBird Gerry Cardinale ha inizialment riconosciuto il valore di una figura leggendaria che mantiene i rapporti con il club. «Abbiamo tutti avuto la fortuna di assistere alla grandezza di Zlatan come giocatore e al suo contributo nel condurre il Milan ai vertici della Serie A», aveva dichiarato Cardinale all’epoca.

Ibrahimovic, i problemi sorti durante l’estate

Non sorprende che ci siano problemi in paradiso. Il 42enne non è mai stato in grado di attenersi al copione aziendale di un impero commerciale ben curato, e i problemi sono sorti durante l’estate quando ha partecipato a un video con la star di YouTube IShowSpeed che includeva riferimenti omofobi. Da allora la RedBird sarebbe in “crisi”, combattuta tra il prendere le distanze da “uno dei giocatori di calcio più iconici che abbiano mai giocato”, come lo hanno descritto, e un ambasciatore che dovrebbe fornire il necessario messaggio on-brand adatto a un club del XXI secolo. Il quotidiano italiano La Repubblica ha suggerito che Cardinale e Ibrahimovic sono ai ferri corti su diverse questioni, con l’incarico dello svedese che sfuma i confini tra potere consultivo ed esecutivo”.

 

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