Oggi in città l’evento pugilistico “Boxing Night” al palasport e “Auto e Moto d’Epoca” alla Fiera. Il caso di Theo e Reijnders che salteranno il Napoli

Bologna-Milan rinviata, Libero si chiede: campionato falsato?
Ecco cosa scrive il quotidiano Libero:
A questo punto ci si deve chiedere non “dove” si giocherà Bologna-Milan bensì “quando” si giocherà questa sfida rinviata ieri dopo l’inopinata ordinanza del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha vietato l’utilizzo dello stadio Dall’Ara. Impianto che avrebbe dovuto ospitare la partita oggi alle 18 ma che, essendo nel quartiere bolognese martoriato dal maltempo, è stato giudicato dal primo cittadino inadatto all’evento. E però si disputeranno regolarmente, in città, sia l’evento pugilistico “Boxing Night” al palasport che “Auto e Moto d’Epoca” alla Fiera.
Nel caos si è inserito anche il destino di Theo Hernandez e Tijjani Reijnders, squalificati per un turno e che avrebbero è dovuto scontare la pena contro il Bologna: salteranno, invece, la partita contro il Napoli. Campionato falsato?
Prima ipotesi: una data fra il 15 e il 22 dicembre, ovvero fra la 16esima e la 17esima giornata di A; oppure un mercoledì di febbraio se le due squadre non si qualificassero entrambi in Chamions o il 3 aprile anche se non sarebbero garantite le otto giornate di distanza tra andata e ritorno, previste dal regolamento. Il presidente di Lega, Casini, ha fatto una battuta: «Ci sarebbe il 25 dicembre…».
Casini (Lega Serie A) su Bologna-Milan: «Sorpresi dalla decisione del sindaco. Le porte chiuse potevano essere praticabili»
Lorenzo Casini, presidente di Lega Serie A, interviene in conferenza stampa dopo l’assemblea di Lega odierna, che tra le altre cose ha deciso il rinvio di Bologna-Milan. Le dichiarazioni di Casini riproposte da Tmw.
«L’ordine del giorno era ricco, abbiamo discusso le politiche federali, c’è una discussione frutto di discussioni tra Lega, Figc e altre componenti. L’assemblea ha apprezzato il lavoro svolto finora, ma ritiene che possano essere fatti passi in avanti per riconoscere l’importanza della Serie A nel sistema federale. È stato approvato il bilancio e sono stati discussi altri temi, come i calendari appesantiti. L’assemblea è durata un po’ di più perché abbiamo dovuto riunirci d’urgenza per rinviare Bologna-Milan».
Come si è arrivati a questo rinvio?
«Siamo rimasti sorpresi dall’ordinanza del sindaco, per due motivi. Generalmente queste decisioni sono prese dal prefetto, che provenisse dal sindaco ci ha sorpresi. Soprattutto, si è aperto un dialogo perché, se avete letto l’ordinanza, il presupposto è la presenza di 35 mila persone allo stadio. Si è tentato di interloquire col sindaco per poter giocare a porte chiuse, ma dal comune non c’è stata disponibilità su questo: la scelta è diventata se imporre un campo neutro a 24 ore di distanza, imponendolo alle due squadre, oppure se rispettare l’ordinanza di un’autorità riconosciuta dalla legge e rinviare la partita».
Può creare un precedente pericoloso?
«Beh, allora… detta così no. È sempre un equilibrio delicato fra tutela di interessi pubblici e tutela della regolarità del campionato. Quello che è certo è che in futuro dovremo essere tutti attenti e valutare ogni possibile alternativa, le porte chiuse potevano essere praticabili: è pur vero che poi la situazione nella regione, e in particolare a Bologna, è stata particolarmente difficile».
Una data?
«Al momento, calendario alla mano, il mese in cui sarà possibile recuperare la partita è febbraio. Ci sarebbe il giorno di Natale, come ipotesi, ma stiamo valutando. Spostare Verona-Milan? No, perché si entra in uno spostamento a catena. Come Lega, non possiamo fare molto».
Perché no al campo neutro?
«Non è prevista dal sistema, di fronte a un atto amministrativo che impedisce il raggiungimento dell’impianto per incolumità pubblica. Non è detto che non si possa fare, è da valutare in futuro. C’è una serie di decisioni che rischiavano di essere una serie di complicazioni».
Bologna e Milan sarebbero state d’accordo?
«Il Milan aveva dato disponibilità, per il Bologna sarebbe stato complicato».
Nei giorni scorsi non ci sono state interlocuzioni col sindaco?
«No. Da quello che abbiamo appreso ci sono stati danni ingenti anche vicino allo stadio. Riporto quello che abbiamo appreso, è una situazione cittadina che ha determinato questa decisione».
Casini ha commentato le parole di Scaroni dopo il rinvio:
«Nella misura in cui non ha valutato l’opzione porte chiuse, però a fronte di una non modifica dell’ordinanza non era possibile».
Sui calendari appesantiti cosa avete detto?
«Abbiamo solo fatto il punto a livello di leghe europee e mondiali, nonché sul possibile rafforzamento della posizione giuridica dei club in relazione all’incremento di partite delle nazionali. È stato una sorta di aggiornamento su queste tematiche».