Finora è stato solo un’alternativa, soprattutto perché non dava garanzie tattiche in fase di non possesso. Ora serve fantasia in attacco

Neres in panchina è un lusso per questo Napoli (Corsport)
Scrive il Corriere dello Sport con Pasquale Salvione:
Le difficoltà impongono anche delle riflessioni a Conte: tenere ancora fuori un giocatore estroso e imprevedibile come Neres forse è un lusso che questa squadra non può più permettersi. Finora è stato solo un’alternativa, soprattutto perché non dava garanzie tattiche in fase di non possesso. Ora però c’è bisogno di valutare con attenzione: forse è arrivato il momento di perdere qualcosa in copertura e aggiungere fantasia in attacco. Il brasiliano (già 3 assist finora) imporrebbe evidentemente una rivisitazione della fase difensiva, ma potrebbe essere un’arma importante nella zona in cui il Napoli sta soffrendo di più. Di sicuro l’allenatore ha le spalle larghe e l’esperienza giusta per valutare i tempi e i modi per intervenire. La sconfitta con la Lazio, anche se amarissima, non pregiudica niente. Il Napoli resta lì, aggrappato alla sua classifica, con un calendario che ora si fa meno complicato e il vantaggio di giocare una volta a settimana. La nottata passerà subito, c’è da giurarci. Conte sveglierà tutti all’alba.
Neres: «Sono timido, non mi piace parlare troppo. I miei idoli? Messi, Ronaldinho e Neymar»
David Neres, nuovo acquisto del Napoli, ha partecipato all’intervista one-to-one ai canali ufficiali del club nell’iniziativa “From Napoli to the world” che ha coinvolto tutti i nuovi acquisti azzurri di quest’anno.
Di seguito le dichiarazioni complete:
«Ho avuto un’infanzia felice, mi piaceva giocare con gli amici all’aria aperta, correvo molto e giocavo sempre a calcio. I vari Ronaldinho, Messi e Neymar sono diventati i miei idoli calcistici. Mi sono avvicinato al calcio già da quando nel 2002 il Brasile ha conquistato il Mondiale. Non ricordo tutto alla perfezione, ma ricordo la finale, il gol su punizione di Ronaldinho contro l’Inghilterra. Ricordo anche il 2005 quando il San Paolo vinse il Mondiale per Club. Anche quello è stato un grande momento per me. Come nel 2002, non ricordo tutto, ma ricordo che la mia squadra del cuore si era laureata campione.»
Sul primo gol col Napoli:
«La prima volta che ho fatto gol con il Napoli non ho neppure sentito il mio nome perché ero molto emozionato, ma quando ho capito che stavano gridando il mio nome è stata una sensazione davvero bella. Allo stadio c’erano mia moglie e mia figlia. Per me essere un calciatore significa cercare sempre di migliorare rispetto al giorno prima e dare sempre il 100%. Non ho un sogno in particolare, ma cerco sempre di migliorarmi rispetto al giorno prima. Cercherò sempre di dare il 100% in campo e fuori. Spero che riusciremo a raggiungere molti traguardi importanti sia quest’anno che nelle prossime stagioni.»
Sulle sue serie tv preferite e i suoi idoli:
«Mi piace guardare qualche serie tv: Prison Break, il Trono di Spade e Breaking Bad sono le mie preferite. Come altri sport mi piace il basket e il football americano. Li seguo ma non sono bravo. Vorrei provare. Non ho una squadra preferita, mi piacciono alcuni giocatori come Kyrie Irving, LeBron James. I migliori, quindi. In passato ho provato col tennis. Se lo facessi, penso che Penso sarei un buon giocatore.
Sul suo carattere:
«Sono timido. Soprattutto quando parlo, non mi piace parlare molto. Mi sento molto più a mio agio in campo. Lingua? Sto imparando, ma è ancora un po’ difficile, so dire ‘come stai?’ e alcuni giorni della settimana.»