ilNapolista

Alla Juventus è l’ora del si salvi chi può. Giuntoli & Co. si nascondono, Agnelli parlava dopo i disastri (Damascelli)

Venuto a mancare il capo, quello vero, c’è che si nasconde nel canneto. Oggi Thiago Motta continuerà nelle sue divertenti posture da museo delle cere

Alla Juventus è l’ora del si salvi chi può. Giuntoli & Co. si nascondono, Agnelli parlava dopo i disastri (Damascelli)
Juventus FC President Andrea Agnelli reacts during the final of the Italian Cup (Coppa Italia) football match Atalanta vs Juventus on May 19, 2021 at the Citta del Tricolore stadium in Reggio Emilia. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)

Alla Juventus, dopo l’eliminazione in Champions tira l’aria del si salvi chi può, secondo Tony Damascelli. Sulle pagine de Il Giornale scrive che:

A casa Juventus tira un’aria che non si dice. È il momento del si salvi chi può, ognuno tenta di scaricare sul vicino di posta colpe e responsabilità.  

Venuto a mancare il capo, quello vero, non di ruolo ma di carisma, personalità, autorevolezza, c’è che si nasconde nel canneto, chi, per astuzia, si chiama fuori da ogni responsabilità, chi si isola nel silenzio, totale: è una cripto-Juventus, non identificata come è accaduto per un secolo, nel bene e nel male, comunque pronta a difendersi dinanzi a critiche e attacchi.

L’assenza della voce di un dirigente nel dopo Psv è la migliore didascalia a questa improbabile situazione e ricordo che, nei minuti successivi alle sconfitte con il Real Madrid e con il Maccabi, Andrea Agnelli si era presentato in tv come primo responsabile. L’attuale ad del club (Scanavino, ndr) e il capo dell’area sportiva (Giuntoli, ndr) hanno scelto di restare nel retrobottega, sono loro a dovere rispondere all’azionista di riferimento e ai tifosi ma probabilmente godono della copertura proprio di John Elkann. Si può già prevedere che nella conferenza di oggi, Thiago Motta caccerà qualunque ombra e continuerà nelle sue divertenti posture ed espressioni ideali per il museo di madame Tussauds, così citerà per nome di battesimo i suoi dipendenti, come si usa tra amici. Chissà se farà lo stesso con Maurizio, Cristiano, Francesco, Giorgio, per non dire John.

Leggi anche: La Juventus come il Pd. Le malelingue dello spogliatoio definiscono Thiago Motta il Guardiola di Bologna

 

ilnapolista © riproduzione riservata