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Marquez: «Vincere non è una cosa normale, a volte mi chiedo perché vado avanti»

Al Telegraph: “Dopo tutti gli infortuni e quattro o cinque lunghe operazioni al braccio, ora se vinco, è come un regalo”

Marquez: «Vincere non è una cosa normale, a volte mi chiedo perché vado avanti»
Gresini Racing MotoGP's Spanish rider Marc Marquez is pictured prior a practice session of the German Motorcycle Grand Prix at the Sachsenring racetrack in Hohenstein-Ernstthal, eastern Germany, on July 5, 2024. (Photo by Radek Mica / AFP)

Marc Márquez ha compiuto 32 anni la scorsa settimana, e dice che adesso ha imparato il valore degli infortuni. Ci ha messo appena 62 gare vinte e sei mondiali di MotoGP. Quest’anno avrà la moto da corsa più veloce e più potente del pianeta: la Ducati Desmosedici GP25 che potrebbe consentire di arrivare ai sette Mondiali di Valentino Rossi.  “A volte mi chiedo anche perché continuo ad andare avanti”, dice intervistato dal Telegraph. “Ma le moto sono la mia passione. Se mi chiedi qual è il mio hobby, rispondo ‘moto’. Guidare moto è il mio più grande hobby ed è diventato il mio lavoro”.

“Sulla moto, mi assumo ogni volta il rischio totale perché è il mio lavoro. Quando cadi, quando scivoli lungo la pista, pensi solo a raggiungere la moto di scorta ai box. A volte capisci l’incidente, a volte no. Ma non abbiamo paura di cadere. Se capisci l’incidente, ad esempio hai frenato troppo tardi e sai perché sei caduto, puoi spingere di nuovo subito“.

“Cinque anni fa, prima degli infortuni, vincere era la cosa normale. Ora mi rendo conto che vincere non è una cosa normale. Dopo tutti gli infortuni e quattro o cinque lunghe operazioni al braccio, ora se vinco, è come un regalo. Ho avuto una grande carriera, e ora sono tornato a spingermi oltre i limiti per cercare di migliorare. L’anno scorso ho fatto la cosa più difficile della mia carriera ed è stato tornare da quegli infortuni e vincere di nuovo con Gresini”.

“L’ambizione è sempre quella di vincere. Cerchi di essere più veloce e migliorare, sempre. Ma prima se non vincevo nel weekend, ero di cattivo umore per due o tre giorni dopo. Ora, se non vinco, dico OK, ho provato al 100 percento e ho spinto molto forte. Se vinco, festeggio. Se non vinco, allora il lunedì è solo un altro giorno”.

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