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Conte: «Ci siamo meritati di giocare un top match ma non deve metterci pressione»

In conferenza: «Agosto mese difficile, febbraio una passeggiata. Sostituto Anguissa? Ho ancora 24 ore per decidere. Non si può pensare di non avere infortuni durante l’anno»

Conte: «Ci siamo meritati di giocare un top match ma non deve metterci pressione»
Ni Napoli 25/01/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Juventus / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Il tecnico del Napoli Antonio Conte in conferenza stampa per presentare la sfida di campionato contro l’Inter, in programma domani, sabato 1 marzo, alle 18.

La conferenza di Conte

Domani partita scudetto?

«Al di là della classifica mi sarei aspettato in questo periodo un Napoli che dopo sette mesi inizia a prendere forma. Trovarci in quella posizione di classifica ci riempie di orgoglio ma, come ho detto ai ragazzi, ma non deve metterci pressione, a volte può essere positiva ed altre negativa. Per questo ribatto con i calciatori dicendo gustiamoci questo momento, questa classifica ce la siamo meritata col lavoro».

Partita come può essere per la corsa scudetto?

«Io parlo in generale. Dico che è una partita influente sulla classifica, ci sono tre punti e sappiamo benissimo che vicino ci sono tantissime squadre. L’influenze della partita può essere sotto questo punto di vista».

Già domani si aspetta una nuova Primavera? Su cosa ha lavorato maggiormente?

«Agosto mese difficile, febbraio una passeggiata. Facciamo rotazioni sempre dopo le partite. Impari molto di più da una sconfitta che dalla vittoria. Abbiamo analizzato il perché, perché quel secondo tempo contro il Como. Bisognava analizzarlo perché nel percorso di crescita tutto va valutato. Loro sanno che mi sono molto arrabbiato, erano arrabbiati anche loro perché il secondo tempo di come non è stato al nostro livello, nel primo tempo praticamente stavamo dominando. Abbiamo sudato tutte le partite. Noi quello che dobbiamo capire è che dobbiamo stare sempre sul pezzo».

Più pressioni a Como perché l’Inter è più attrezzata ed ha quasi l’obbligo di vincere. 

«I miei giocatori non devono ragionare in base alle pressioni, se sulla carta sono più o meno forti o se hanno ambizioni ogni anno diverse. Noi cerchiamo di crescere anche da questo punto di vista ponendoci l’obiettivo di fare sempre il massimo. A volte ci riusciamo meno, ma come dico sempre, l’importante uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. Se ci hanno battuto è perché gli altri hanno dimostrato di essere più bravi. Il calcio è uno sport, si può vincere o perdere. Ma anche nella sconfitta, che bisogna sempre odiare, bisogna essere sconfitti nella giusta maniera, perché gli altri hanno dimostrato di essere più bravi. Con il Como abbiamo qualcosa da recriminare, con i ragazzi ne abbiamo parlato perché abbiamo un rapporto molto schietto e sincero. Abbiamo questa partita, ci siamo meritati di giocare un top match. Quindi ce la dobbiamo godere mettendo tutto quello che abbiamo fatto e alla fine vedremo chi sarà stato più bravo».

Il sostituto di Anguissa:

«Un dubbio che mi porto da tutta la settimana. Ho ancora 24 ore per decidere. Una domanda giusta. Ci vuole tecnica e fisicità, sono giuste e opinabili come scelte. Cercheremo di fare la scelta migliore, cercando di trovare una soluzione sempre. Gli infortuni fanno parte del percorso di un campionato, c’è chi magari sopperisce in maniera un po’ più facile, altre squadre hanno più difficoltà. Però la soluzione bisogna trovarla. La vedrete domani in campo».

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Le condizioni di Olivera  e Spinazzola. Pesa più l’assenza di Neres o di Anguissa?

«Spinazzola ha fatto tutta la partita con il Como, in settimana l’abbiamo gestito. Olivera ha avuto un problema più serio anche perché era recidivo. Sta lavorando per rientrare in forma, entrambi a disposizione. Vedremo quali saranno le scelte più opportune. Devo pensare anche al proseguo del campionato e cercare di non fare danni fisici. Sarebbe duro se ci fosse una ricaduta o forzare situazioni. Anguissa e Neres sono importanti, ma come sempre dette la nostra forza è la squadra, il collettivo. Anche in questa situazione, cercheremo di sopperire. La cosa curiosa è che avevano finito la partita senza problemi, hanno accusato il problema muscolare il giorno dopo».

Cosa è successo con gli infortuni?

«La risposta nel calcio è difficile. Uno può pensare tante cose. In tante mie conferenze, io vi ho detto che fino ad ora siamo stati bravi e fortunati a non avere infortuni. Ma non puoi pensare che non li abbiamo durante l’anno. Può capitare il periodo dove sei più sfortunato e magari hai infortuni tutti in un settore. Questo destabilizza tante situazioni a livello di sistema, di gioco. Devi essere bravo a trovare soluzioni cercando di valorizzare giocatori poco utilizzati come Raspadori. Lui in questo momento è al centro della situazione. Sfortuna, l’infortunio fa parte del gioco. Se vedete, siamo la terza squadra che ha subito meno infortuni. In tutta la mia carriera ho avuto pochissimi infortuni, significa che la metodologia funziona. Negli infortuni è giusto andare a vedere la carriera di un giocatore anche».

La posizione di Raspadori:

«Per quello che vedo io, Jack ha la possibilità di essere una seconda punta, un trequartista e può essere anche un interno di centrocampo offensivo, con più qualità dei tre. Lui ha qualità che gli permetto di interpretare questo ruolo di mezz’ala, corre più di 12 kilometri durante la partita. Non è un esterno, significa metterlo in difficoltà. Penso che ogni allenatore debba cercare di rispettare le caratteristiche del proprio calciatore. Farlo giocare per dargli il contentino e metterlo fuori posizione, fa brutta figura lui e la squadra può sentire il contraccolpo. Per me era l’alternativa ad Anguissa o McTominay, quando dovevamo alzare la qualità».

Cosa può dare Billing:

«Ha una grande struttura fisica, buona tecnica. Sono contento che ha avuto la possibilità di giocare. Quando non inizi la stagione, arrivi a metà gennaio, ti ritrovi in una situazione di difficoltà. Affronti una nuova metodologia e una nuova situazione tecnico tattica. Ti devi ambientare, penso che la partita contro il Como sia servita a lui per entrare sempre di più in questo discorso. Oggi lui è un giocatore a tutti gli effetti su cui io non sono preoccupato nel farlo giocare dall’inizio. Ragazzo serio, ha assimilato delle cose».

 

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