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Nel Napoli è successo qualcosa con quel gol di Angeliño, non è più stato lo stesso Napoli

L’imprevedibilità del calcio è una scienza perfetta e il febbraio del Napoli lo conferma. Tra mercato e infortuni la squadra ha perso tranquillità

Nel Napoli è successo qualcosa con quel gol di Angeliño, non è più stato lo stesso Napoli
As Roma 30/01/2025 - Europa League / Roma-Eintracht Francoforte / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: esultanza gol Angelino

Febbraio per il Napoli è quel combinato disposto che spiega come l’imprevedibilità del calcio sia una scienza perfetta. Dopo Napoli-Juve con la squadra a mille è successo qualcosa che è iniziato al 93° di Roma-Napoli quando Angeliño ha segnato il gol del pari. Mercato con l’amaro in bocca, sequenza di infortuni in ruoli chiave, episodi sfortunati e arbitrali hanno creato una sorta di down psicologico nei secondi tempi, proprio dove il Napoli andava fortissimo. E lo ha ribadito anche Antonio Conte nel dopo partita: “persa fame e cattiveria”.

Raspadori e Spinazzola lo hanno detto bene nel dopo gara di Como: è un problema mentale. La squadra ha perso quella capacità di aumentare concentrazione e rabbia quando la gara impone di essere aggredita. Roma, Udinese, Lazio e oggi il Napoli prima butta via il predominio di campo non segnando il secondo gol e poi li prende nel momento clou o nel finale regalandoli all’avversario con errori, imprecisioni e disattenzioni.

Quale tranquillità si è persa se fisicamente la squadra sembra star bene come dimostra anche Billing che alla prima è entrato in campo con personalità? C’è sicuramente l’effetto panchina dopo gli infortuni. Prima senza Kvara entrava Neres, ora senza il brasiliano si cambia modulo. Idem in difesa dove il doppio out Olivera-Spinazzola è stato pagato nelle due gare precedenti. Okafor ha giocato manciate di minuti anche se sembra poter essere un’alternativa a sinistra, Ngonge è un fantasma quando ha la possibilità di giocarsi 15 minuti come oggi.

Però come ha sottolineato il coach british-pugliese non si possono cercare alibi e nemmeno bisogna abbattersi. Se Atene piange (Napoli), Sparta non ride (Inter) e sabato sarà gara vera con i nerazzurri che col Genoa hanno vinto solo grazie a un autogol e staranno tra la gara di Coppa Italia e quella di Champions. La strada è lunga, due punti o un punto sotto cambia poco: conta la testa, capire che nonostante tutto questo campionato è tutto da giocare.

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