Per la Gazzetta. I giocatori potrebbero avere meno considerazione del tecnico che da inizio stagione è stato anche il volto della società nello spogliatoio.

Non credo alla dietrologia che Conte abbia mollato perché insoddisfatto dell’acquisto di Okafor (Capello)
Ecco uno stralcio dell’analisi di Fabio Capello per la Gazzetta dello Sport:
Il Napoli, invece, deve ritrovare la solidità che aveva contraddistinto il bel cammino dell’andata. Nelle ultime sei partite, gli azzurri hanno sempre incassato gol (nove reti subite): non è una statistica da squadra allenata da Conte, a dispetto del ritorno di Buongiorno dall’infortunio. In più, il mercato ha tolto all’attacco Kvaratskhelia, senza che sia stato sostituito a dovere. Conte non l’ha presa benissimo, anche se non credo alla dietrologia che abbia un po’ mollato perché insoddisfatto dell’acquisto di Okafor. Piuttosto i giocatori – soprattutto dopo l’infortunio di Neres – potrebbero avere un po’ meno considerazione del tecnico, che da inizio stagione è stato anche il volto della società all’interno dello spogliatoio. Occhio però a dare per morto il Napoli: una squadra che non crede a quello che sta facendo non gioca come nel primo tempo di Como.
Con De Laurentiis gli amori veri durano poco, più facile che si affezioni a Boldi che a Conte (Fabrizio Bocca)
L’afflosciamento del Napoli (tre pareggi consecutivi e un ko a Como) è dovuto più che altro a un’indigestione di emozioni e di fantasticherie. Nel senso c’è stato troppo Napoli prima per poter accettare che ci sia meno Napoli adesso.
Se poi ti metti Antonio Conte in casa è chiara l’accelerazione che vuoi dare, per cui quando la squadra incappa in un periodaccio viene giù l’intero castello. Che è una costruzione puramente immaginaria. E con questo non voglio sostenere gli alibi di Conte secondo cui a questo Napoli dovrebbe andar bene anche solo una misera Conference League.
Adesso, fino a quando questo sobbollire di frattaglie sensoriali riguarda tifosi, media e soprattutto social che tirano le somme con la calcolatrice senza fare sconti, e tutto quello che circonda la squadra, passi. Ma quando il sobbollimento investe direttamente presidente, allenatore e squadra beh allora la storia bisogna riscriverla.
Tra un Osimhen che è svanito e un Lukaku che arriva, tra un Kvaratskhelia che ti saluta e nessuno che lo sostituisce c’è comunque, sicuramente, un quadro mutato rispetto a qualche mese fa. Conte deve arrendersi a gestire le squadre secondo canoni diversi dai suoi e ormai inattuali, con De Laurentiis gli amori veri durano veramente poco ed è più facile che si affezioni a Massimo Boldi piuttosto che a uno come Antonio Conte, che obbedisce unicamente al suo professionismo e al suo stesso interesse. Per cui siamo sempre sul chi va là.
Detto questo l’ultimo Napoli conosciuto è stato quello disastroso dello scorso anno, il sorpasso dell’Inter non sopraggiunge per una evidente supremazia territoriale di Inzaghi & C, ma perché il Napoli stesso s’è martellato gli zebedei, c’è un punto di differenza e Napoli-Inter sta lì pronta a rimescolare la già citata frattaglia sensoriale.
Insomma, qui, adesso, ma che parlamme a fa’? (Pino Daniele)