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Conceiçao: «Erano altri tempi quelli del Milan che voleva vincere la Champions, altri giocatori»

In conferenza: «Si reagisce solo vincendo, io non ci sto a perdere. Provo angoscia. Voglio una squadra che sappia cosa fare in campo»

Conceiçao: «Erano altri tempi quelli del Milan che voleva vincere la Champions, altri giocatori»
Db Milano 26/01/2025 - campionato di calcio serie A / Milan-Parma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Sergio Conceicao

Il tecnico del Milan Sergio Conceiçao è intervenuto pochi minuti fa in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro la Lazio.

Conceiçao: «Cambierò modulo, ci sto già lavorando»

Di seguito quanto dichiarato dal portoghese alla stampa:

Come si reagisce?

«Vincere, vincere, vincere, vincere, vincere. È questo che vogliamo. Siamo coscienti del momento, di quello che è accaduto sia per gli errori nostri sia per quello che non possiamo controllare. Non ci possiamo aggrappare alle sfortune, ma possiamo lavorare su quello che non va e sugli errori che facciamo. E portare i risultati.»

Il Milan lotterà fino alla fine?

«Il mio lavoro è trasmettere fuoco alla squadra, negli spogliatoi e sul campo. Io ci credo veramente. Un titolo lo abbiamo conquistato, possiamo svalorizzarlo, ma è un titolo. Ce n’è ancora uno: solo quattro squadre possono vincere la Coppa Italia e noi possiamo farlo. Possiamo migliorare nel gioco, essendo diversi tatticamente e con una certa disponibilità fisica. Poi serve la testa, con una mentalità che deve essere al mille per cento in tutti i secondi della partita. Dopo Zagabria, succede sempre qualcosa sui gol subiti.»

Perché la squadra non ha assorbito la sua mentalità?

«Io sono qua per lavorare e mettere a nudo il mio orgoglio e la voglia di vincere. Nessuno mi ha dato niente, l’ho conquistato tutto con il lavoro. Il Milan è un grandissimo club, ma erano altri tempi quelli della Champions come obiettivo chiaro e preciso. Altri giocatori, altro ambiente e altra atmosfera. Ma io capisco la fame dei tifosi. I giocatori hanno la stessa fame? Ogni persona ha il suo carattere”

Perché i giocatori non la seguono?

«Io ho visto cose positive nel primo tempo a Bologna. Abbiamo preso un gol che non ci sta, c’è un fallo di mano. Non ci dobbiamo aggrappare a quello. Poi non siamo stati all’altezza dopo questo episodio. Ci serve più leggerezza, più equilibrio.»

Tutti stanno dando il 100%?

«Il preparatore fisico mi dice che i dati sono al 100%, ma io voglio che sia il 150%. Probabilmente in tutti i momenti bisogna andare oltre. Se noi vogliamo giocare in un certo modo servono cambi di ritmo, accelerazioni, sprint. Il gol alla Juve in Supercoppa ci è andata bene, andava tutto bene in quel momento.»

Reijnders e Pulisic stanno rendendo meno…

«Reijnders ha fatto gol a Torino e lui è sempre molto presente nella costruzione. È vero che sta giocando un po’ più basso, ma si sta muovendo bene. Tutti possono dare di più, anche io. Su Pulisic, a Bologna il dottore mi ha detto che non poteva iniziare la partita la mattina stessa. E io devo trovare la soluzione in quel momento. Joao Felix non doveva giocare titolare. Pulisic ha un piccolo problema fisico e dobbiamo gestirlo e si vede nella sua freschezza.»

Il parere su Joao Felix.

«Il fatto che dovesse andare in panchina a Bologna fa parte anche della strategia. Lui è molto bravo tra le linee. Secondo me tocca troppo volte il pallone e si sposta in zona dove non deve, perché abbiamo bisogno di una seconda punta e non di un centrocampista difensivo. Lui deve essere decisivo: non si deve trovare lontano dalla porta, ma cercare di fare la differenza negli ultimi 30 metri.»

Cosa mai non sei riuscito a trasmettere ai giocatori come avevi fatto al Nantes?

«L’ho fatto non solo in Francia ma anche in Portogallo, subentrando a campionato in corso. Ma è tutto diverso, non meglio né peggio, solo diverso.»

Che ricordi ha della Lazio?

«Bei ricordi, ma è il passato. Domani sarà un avversario: partita difficile con una squadra forte davanti a noi, Baroni sta facendo un lavoro di qualità.»

Come si spiega una prestazione differente tra Torino e Bologna?

«Sono partite diverse. Volevamo fare di più, più gol e su questo stiamo lavorando. Dopo la Lazio abbiamo due partite in due settimane e lavoreremo su certe cose su cui non abbiamo mai lavorato. Il nostro inizio di stagione è contro la Lazio.»

Vuole un gioco con diversi lanci lunghi?

«Leao forse non si è spiegato bene dopo il Bologna... Il gol arriva su uno dei momenti di gioco in cui avevamo palla bassa e il Bologna ci veniva a uomo: dobbiamo sfruttare lo spazio per creare l’inserimento di altri giocatori. Poi in altre situazioni chiediamo altre cose alla squadra. Sono momenti diversi su cui lavoriamo, ma non è che vogliamo giocare sempre così. Leao ha parlato in modo specifico di quel momento di gioco.»

Sul modulo work in progress:

«Qua si parla di calcio. Per il tempo che ho a disposizione io voglio sicuramente lavorare per giocare in un altro modo, da martedì comincerò a lavorare sul campo e non solo sulla lavagna. Lavorerò su un altro sistema senza dubbio. Nel mio passato ho giocato 4-3-3, 4-4-2, 4-2-3-1, 3-5-2, 3-4-3, i giocatori si devono sentire a loro agio con e senza palla. Dobbiamo definire le nostre zone sugli avversari per sapere quando e dove pressare: si lavora sul campo. Sicuramente lavorerò, se avrò il tempo… È una battuta, sto scherzando. Ma per gli allenatori è così, è normale, fa parte della vita, non ho problemi.»

C’è una domanda che non ti abbiamo fatto e che avresti voluto che ti facessimo?

«La mia amarezza quando le cose non vanno bene… Io non ci sto a perdere. La mia angoscia è la stessa dei tifosi. Il mio sfogo dopo Bologna è collegata a questa voglia di vincere e di far bene qua.»

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