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Il rischio è che l’Italia finisca in un’eterna illusione di rinascita, come una Biancaneve qualunque (Il Giornale)

Una Nazionale incastrata in un incantesimo che rischia di essere senza fine. L’unica consolazione è il centrocampo con Tonali e Barella

Il rischio è che l’Italia finisca in un’eterna illusione di rinascita, come una Biancaneve qualunque (Il Giornale)
Db Parigi (Francia) 06/09/2024 - Nations League / Francia-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Il rischio è che l’Italia finisca in un’eterna illusione di rinascita, come una Biancaneve qualunque

Scrive Il Giornale a proposito della Nazionale che ieri ha perso contro la Germania e del modo di considerare i giovani talenti (Musiale è nettamente più forte di Casadei, claro) nei due Paesi.

Il rischio è che l’Italia finisca in un’eterna illusione di rinascita, come una Biancaneve qualunque, non certo quella moderna creata dall’ipocrisia woke: una Nazionale incastrata in un incantesimo che rischia di essere senza fine. Dalla Francia in autunno alla Germania di ieri, due sconfitte a San Siro che ci riportano indietro, allo stato comatoso post-europeo. Ci vorrebbe il bacio di un principe. Le sembianze oggi possono essere solo quelle di Sandro Tonali.

D’altra parte nell’Italia Casadei è ancora a caccia del primo gettone azzurro, mentre il suo coetaneo Musiala è già una certezza per i panzer con quasi quaranta presenze. La sola consapevolezza Nazionale è che con Tonali e Barella abbiamo una mediana di dimensione mondiale, perché il vero obiettivo è tornare a giocare per la Coppa del mondo, cosa che non ci riesce da due edizioni, ma non siamo protagonisti addirittura dal trionfale 2006. 

Quando il gioco si fa un po’ più duro, l’Italia perde (il Napolista)

Non si può nemmeno dire che l’Italia abbia giocato male, anzi. Ma la differenza è innanzitutto psicologica, di atteggiamento. Nella prima delle due sfide di Nations League la Nazionale di Spalletti gioca con quell’ansia di dover recuperare il divario. Si applica. Produce gioco con intensità. Ma la qualità è quella che è, soprattutto davanti. Anche Raspadori, nella ripresa, si è divorato la rete del 2-1 (assist di Tonali). La Germania invece giochicchia, trotterella, produce la ragnatela di passaggi. Consapevole che prima o poi, il golletto lo segnerà. In questo caso i golletti. Due. Tutti e due su colpo di testa, nella ripresa, rimontando il gol di Tonali del primo tempo. Quasi come se fosse una formalità. Anche se non è stato proprio così.

Gli aspetti positivi ci sono. Tonali innanzitutto e sopra tutto e tutti. La Premier, quando hai le capacitò per riuscire a giocare, ti migliora. Tonali ha sfoderato una prestazione sontuosa. Non ha sbagliato quasi nulla. Ha segnato. Ha chiuso. Ha rilanciato l’azione. Ha servito assist. Nettamente il migliore degli azzurri.

I gol incassati sono arrivati entrambi su colpo di testa, entrambi su calcio da fermo. La difesa ovviamente perfettibili, soprattutto sul gol del pareggio. La Nazionale ha comunque mostrato tanti aspetti positivi. È un’altra squadra rispetto a quella inguardabile degli Europei. La Germania, probabilmente, nonostante le assenze e una formazione non pienamente comprensibile di Nagelsmann, ci è superiore. E infatti ha vinto 2-1 a Milano quasi col minimo sforzo. Il ritorno a Dortmund domenica sera. Paura nel finale per il ginocchio di Calafiori.

p.s. che vergogna i fischi all’inno della Germania. 

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