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«Mi avete promesso Gilmour, non potete darmi Arthur» il messaggio di Conte al Napoli

Il giornalista di Sky Modugno ai microfoni di Radio Marte: «Ora è difficile togliere Gilmour dall’undici titolare. Conte lo ha fortemente voluto»

«Mi avete promesso Gilmour, non potete darmi Arthur» il messaggio di Conte al Napoli
Mg Torino 21/09/2024 - campionato di calcio serie A / Juventus-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Billy Gilmour

Billy Gilmour è attualmente uno degli uomini più in forma del Napoli di Antonio Conte, e rappresenta sicuramente una delle tante scommesse vinte dal tecnico salentino. Come noto, infatti, è stato proprio l’ex Ct della Nazionale a volere fortemente l’approdo del centrocampista scozzese all’ombra del Vesuvio. Nelle ultime ore è emerso anche un retroscena a riguardo, svelato dal giornalista di Sky Francesco Modugno.

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Il retroscena di mercato

Modugno, intervenuto ai microfoni di Radio Marte, ha esordito sottolineando: «In questo momento Gilmour è un calciatore che è difficile togliere dall’undici titolare. Del resto, Conte ha fortemente voluto lo scozzese». Poi la rivelazione di mercato: «Quest’estate il Napoli aveva preso Arthur dalla Juventus. Conte, però, ha sempre indicato Gilmour come sua scelta. “Mi avete promesso Gilmour, non potete darmi Arthur”, era il discorso fatto dall’allenatore, grande estimatore del giocatore. Il giorno dopo il Napoli mollò il brasiliano e prese Gilmour. I fatti gli hanno dato ragione».

Infine, il noto giornalista si è soffermato sull’andamento altalenante della squadra azzurra in questo finale di stagione: «Il motivo del calo nel finale del Napoli è dovuto a vari elementi, anche per meriti degli avversari. E se fosse anche un fatto tecnico? Ovvero il Napoli, che è ovviamente una squadra forte altrimenti non sarebbe stata lassù, non ha la capacità di gestire tenendo palla, o nasconderla agli avversari, per addormentare la partita».

Gilmour riuscì nell’impresa di passare inosservato al murales di Maradona, ma ora non è più “uno qualunque” (The Athletic)

Billy Gilmour, nonostante sia partito come un sostituto nel Napoli, nelle ultime settimane ha dimostrato che può essere un elemento importante della squadra.

Gilmour riuscì nell’impresa di passare inosservato al murales di Maradona

The Athletic racconta che a ridosso delle feste natalizie è riuscito a mescolarsi nella folla dei Quartieri della città per andare a visitare il murales di Maradona con la sua famiglia:

Pochi giorni prima di Natale, Napoli è nella morsa di un boom turistico, con milioni di visitatori attirati in città da Elena Ferrante, Gomorra, Mare Fuori. La loro destinazione è sempre la stessa: in particolare la sera, la folla si appresta a visitare l’imponente murales di Diego Maradona. Stare pazientemente in fila non è, ovviamente, un’opzione per gli attuali giocatori del Napoli. Se desiderano rendere omaggio alla più grande icona del club, allora è necessario adottare misure speciali. Matteo Politano ha dichiarato: «Devi andare di notte. Ceni, aspetti un po’ e poi vai molto tardi, come le due o le tre del mattino». Ma questa “perla di saggezza” non era stata comunicata a Billy Gilmour, quando la sua famiglia è volata a Napoli a trovarlo qualche mese fa; voleva portarli a vedere il murales, ma sapeva di dover andare in incognito. 

«Era più facile perché era inverno. Avevo il cappuccio, gli occhiali da sole, una grande sciarpa. Ero molto coperto». È riuscito a raggiungere la piazza, a vedere come Napoli onora i suoi eroi, e a fuggire passando inosservato. Ma questo non è stato l’unico assaggio di Napoli per Gilmour. Si dice che la città non sia il luogo adatto per vivere una vita normale per i calciatori. Il club comunica ai calciatori che saranno assaliti dalla folla se appaiono in pubblico. Gilmour, però, ha scoperto che può riuscire ad evitare tutto ciò: «Si può uscire. Ti notano, ma è una bella cosa. La gente vuole solo congratularsi con te, per dirti di continuare a fare quello che stai facendo» ha assicurato. Lui e il collega scozzese Scott McTominay sono quasi inseparabili; abitano vicini e condividono uno chef privato. Sono riusciti a visitare qualche luogo simbolo della città. «La cultura, lo stile di vita, la città sono totalmente diversi dall’Inghilterra; potresti anche scoprire cose per cui non vuoi più tornare nel Regno Unito».

Gilmour non era considerato un tipico calciatore britannico, tanto che uno scout del Barcellona avrebbe voluto ingaggiarlo per la Masia. Ma il suo sogno era la Premier:

«È stato il mio primo sogno. Ma mi è sempre stato detto che il mio stile di gioco sarebbe stato adatto per l’estero. Graham Potter e Roberto De Zerbi hanno cambiato il mio modo di giocare, di vedere il calcio. Al Chelsea ero sempre considerato una riserva. Nella mia prima stagione a Brighton, stava succedendo lo stesso. Poiché giocavamo anche le coppe europee, ho iniziato a giocare tante partite, ero in forma e fiducioso. Ero al mio meglio». E ha attirato l’attenzione di Conte: le loro strade si erano brevemente incrociate in precedenza, quando Gilmour era nelle giovanili del Chelsea. Sei anni dopo, lo scozzese è diventato il prototipo di calciatore che si adattava meglio al profilo richiesto dal tecnico, un centrocampista con “personalità nel giocare palla”.

Ora per lo scozzese potrebbe diventare più difficile passare inosservato tra la folla della città. Conclude The Athletic:

Gilmour aveva chiamato Lewis Ferguson, capitano del Bologna, quando apprese dell’interesse del Napoli; e aveva parlato anche con McTominay. Nonostante abbia iniziato la stagione da sostituto di Lobotka, quando ne ha avuto la possibilità, si è sempre distinto. Conte ha suggerito che Gilmour potrebbe svolgere un ruolo più importante nelle prossime settimane. Ha dovuto aspettare le sue opportunità, ma nessuno dubita di lui. L’ex Brighton è riuscito a mescolarsi nella folla di Napoli prima di Natale, ma se aiuta il club a vincere un secondo scudetto in tre anni non c’è alcuna possibilità che continui a essere considerato uno qualunque tra la gente. 

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