E’ finita 4-1, ma “al Brasile è andata persino bene. Con Messi in campo, la sensazione è che il Brasile ne avrebbe presi sette”

Tutti gli aggettivi peggiori vanno bene per descrivere la goleada che “il Brasile ha ingoiato, gol dopo gol (fino a quattro), in un Monumental che ha mostrato al mondo chi sono i veri campioni: l’Argentina. Il 4-1 dell'”umiliazione” che oggi trionfa su tutti i giornali sportivi del mondo consente all’Argentina di andare ai Mondiali, e al Brasile di andare a nascondersi.
Lo traduce molto bene il tono dell’articolo che Marca dedica alla partita. “Che batosta, per Dio!”, scrive il quotidiano spagnolo.
“Che errore di valutazione da parte di Romário e Raphinha. Hanno scaldato il clima senza considerare tre cose ovvie: che avrebbero giocato al Mas Monumental; che avrebbero affrontato la miglior Nazionale del mondo; e che loro, i brasiliani, tolto il trio Raphinha-Vini-Rodrygo, erano tra i peggiori della storia moderna della loro Nazionale”.
“L’Argentina, già qualificata prima ancora di scendere in campo, è entrata con un solo obiettivo: demolire il Brasile (per citare Raphinha, “apalizar”). Al 12’ era già 2-0, al 37’ i verdeoro avevano già incassato tre gol (se Pelé potesse vedere questo scempio…). E per fortuna loro che “Cuti” Romero ha regalato il 2-1 con un errore di leggerezza. Il massacro era già scritto nella storia”.
“Da lì, la partita si è infiammata. Fallo su Raphinha, rissa con Tagliafico, cartellini gialli a pioggia. La tensione era palpabile. Il Brasile non aveva paura di perdere (quello era già scontato), ma di prendere una cinquina. Durante l’intervallo, è stato tolto Rodrygo (che non aveva nemmeno giocato male), e la ripresa è iniziata in modo più equilibrato. Ma la tragedia per il Brasile era nell’aria, si sentiva fin da Rio. Vinicius ha provato a metterci qualcosa in più, ma anche lui si è perso nel nulla cosmico della sua squadra”.
Con il 4-1, “al Brasile è andata persino bene, perché l’Argentina avrebbe potuto farne cinque nel finale. Ah, e tutto questo senza Messi. Con Leo in campo, la sensazione è che sarebbero stati sette”.