Intervistato dall’Ansa, l’ex capitano della Roma ci ha anche tenuto a precisare: «Se mi arrivasse una richiesta da parte di un organo competente per non partecipare all’evento di Mosca non esiterei un momento a fare un passo indietro»

Francesco Totti sarà a Mosca il prossimo 8 aprile. L’ex capitano della Roma prenderà parte all’International Rb award, evento organizzato da un portale che si occupa di sport e scommesse che lo vedrà protagonista in quanto testimonial di Betsson Sport. A confermarlo è stato il diretto interessato ai microfoni dell’Ansa.
«Io non sono un politico né un diplomatico, ma un uomo di sport che ne promuove i valori in giro per il mondo», ha esordito Totti. «L’ho sempre fatto: prima come calciatore e adesso in una nuova veste. Da anni vado in tutti i Paesi in cui mi invitano a parlare di sport e non avrei problemi ad andare a Kiev, per le stesse finalità», ha sottolineato. «Detto questo, se mi arrivasse una richiesta da parte di un organo competente per non partecipare all’evento di Mosca non esiterei un momento a fare un passo indietro», ha precisato il campione del mondo 2006.
Lo ricordiamo, il discusso evento a cui parteciperà l’ex attaccante giallorosso è denominato “L’imperatore sta andando alla terza Roma”. Uno slogan che ha suscitato lo sdegno della politica italiana e infinite polemiche sui social.
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Feltri: «Totti segna un bel gol andando a Mosca. Chi lo insulta capisce poco di politica, diplomazia e di guerra e pace»
La presenza dell’’ex capitano della Roma Francesco Totti in Russia per l’International RB Award, ha sollevato non poche polemiche in Italia, ma anche in Ucraina dove hanno scritto che “S’è venduto per i rubli”. Vittorio Feltri sulle pagine del Giornale risponde alla lettera di un lettore che chiede un suo parere
“Gentile Direttore Feltri, cosa ne pensa della scelta di Francesco Totti di partecipare in qualità di ospite d’onore all’International RB Award, che si terrà a Mosca il prossimo 8 aprile? Gli utenti dei social network, tra cui parecchi tifosi, stanno criticando in modo aspro il capitano, accusato di essere putiniano, quindi fascista e nazista, e anche a favore della Russia e della guerra contro l’Ucraina. Mi sembra al quanto esagerato. E a lei?”
La risposta di Feltri che difende Totti:
“Al campione Francesco Totti viene applicato il medesimo trattamento riservato a chiunque non si pieghi al dettato politicamente corretto, il quale impone che ci si inchini davanti al presidente Zelensky, onorandolo come si deve ad una vittima universale, e che, di contro, si adoperino ferocia, sdegno e riprovazione nei riguardi del presidente Putin. Peccato che questo atteggiamento non abbia prodotto nulla di buono in questi tre anni e che di certo non ha agevolato la pace, che si costruisce necessariamente mediante il confronto, l’apertura, il dialogo, non di sicuro attraverso l’ostracizzazione, l’isolamento, l’esclusione, le sanzioni, gli insulti”.
“Perché mai l’ex calciatore non dovrebbe recarsi a Mosca per prendere parte in qualità di ospite ad una manifestazione sportiva alla quale nel 2020 hanno partecipato altri suoi colleghi? I sedicenti pacifisti risponderanno che erano altri tempi, che nel 2020 Putin non aveva aggredito ancora l’Ucraina. Va bene. Ma i tempi sono nuovi anche ora, procediamo verso la fine delle ostilità, oggi Trump e Putin si sentiranno al telefono per parlare di distensione, tregua, negoziato, parecchi passi sono stati compiuti in tale senso nelle ultime settimane e seguitare a mantenere un comportamento negativo e astioso verso la Russia danneggia l’Europa, che non dovrebbe essere esclusa dalle trattative di pace ma che pure si sta autosabotando, facendo sì che siano altri a trattare e decidere su questioni che pure ci riguardano da vicino”.
“Non mi sembra una mossa molto intelligente da parte degli europei, italiani inclusi. Io vedo con favore la scelta di Totti di partecipare a tale evento, andando a Mosca ufficialmente, non dico come ambasciatore di pace, ma di sicuro quello che arriverà dall’Italia sarà un messaggio e un segnale di disgelo, anche perché Totti è un simbolo nazionale. Insomma, er Pupone segna un bel gol. E quanti lo stanno insultando sulla rete ne capiscono poco di politica, di diplomazia, di relazioni internazionali e anche di guerra e pace”.