Nel 2003, andò vicinissimo a ospitare la finale, poi vinse Valencia. Oggi come allora si torna a parlare di Bagnoli. Ospitò anche due tappe nel 2012 e 2013

L’America’s Cup cerca casa. La Nuova Zelanda non ospiterà l’edizione del 2027 per i costi troppo alti (75 milioni di dollari, circa 68 milioni di euro se considerati dollari americani). Per questo, avanzano le possibilità italiane, con Napoli e Cagliari in pole. Napoli quindi ci riprova. Ci andò vicinissimo nel 2003 quando poi la finale andò a Valencia. Oggi come allora si torna a parlare di Bagnoli.
Napoli e Cagliari potenziali candidate dell’America’s Cup
Secondo quanto riportato da Il Mesaaggero:
Emerge l’ipotesi italiana con Napoli e Cagliari come potenziali candidate a ospitare la Coppa. Per Napoli, uno dei campi di regata più belli del mondo, già sede dei Giochi del 1960 e di due tappe delle America’s Cup World Series nel 2012 e 2013, ci si chiede però, anche nei grandi Circoli di Santa Lucia ai quali nulla di ufficiale per ora risulta, se ci siano i fondi e i tempi tecnici per avere un’area, come potrebbe essere quella di Bagnoli, dove con la certezza richiesta da un evento del genere, si potrebbero realizzare entro il 2027 le grandi basi dei team.
Per Cagliari, altra location ideale per le regate, base di Luna Rossa e centro di allenamento della vela olimpica, poter avere la Coppa sarebbe un “risarcimento”, visto che nel 2020 un evento preparatorio di America’s Cup le fu scippato dal Covid. Su questa ipotesi dalla base della Luna al momento tutto tace, dicono di sapere solo quello che emerge sui media, e che aspettano le notizie ufficiali. Ma è noto che a Patrizio Bertelli, colui che con grande passione da oltre 20 anni guida le avventure di Luna Rossa, Cagliari e il suo campo di regata piacciono molto.
La competizione di vela ha liberalizzato lo spionaggio industriale
Lo racconta al Mundo Dan Bernasconi, direttore tecnico di Emirates Team New Zealand, i campioni in carica.
“I concorrenti lavorano duramente per due o tre anni prima dell’inizio della regata vera e propria. E, nonostante la gara abbia un grande seguito, e molti sono anche molto interessati agli aspetti più tecnici, c’era pochissimo accesso a ciò che le diverse squadre fanno per prepararsi. Volevamo colmare questa lacuna e centralizzare lo spionaggio con le squadre di ricognizione ufficiali, che lavorano per l’organo di governo, ci consente di fornire loro informazioni su base giornaliera”