«Dopo la Juve ci abbiamo messo 3-4 ore da Capodichino al centro sportivo. Quando ho rivisto la colonna sonora del film con Geolier mi è sembrato di vivere un film, ma in realtà l’ho vissuta veramente perché ero proprio dentro quel pullman»

Tommaso Bianchini, responsabile marketing del Napoli, ha rilasciato un’intervista alla Ipe Business School, in cui ha raccontato anche alcuni aneddoti legati alla sua esperienza in azzurro
Un aneddoto che ti viene in mente nella tua vita napoletana.
«Di aneddoti ce ne sono giornalieri: quello che ti racconto che più mi è rimasto nel cuore è stato sicuramente Juventus-Napoli l’anno scudetto, 0-1 Raspadori al 90º. Partiamo in aereo, arriviamo a Capodichino: non so, ci sono stati 10.000 persone, non lo so quante persone c’erano, ci abbiamo messo tipo 3-4 ore da Capodichino al centro sportivo, con centinaia di motorini che ci inseguivano dietro, che sono anche nel film fra l’altro. Quando ho rivisto la colonna sonora del film con Geolier, che è tutta ripresa dal pullman, cioè ti dico mi è sembrato di vivere un film, ma in realtà l’ho vissuta veramente perché ero proprio dentro quel pullman. Quindi questo è il mio ricordo dello scudetto più bello».
Praticamente non sai quando finisce il sogno equando comincia la realtà.
«Era tutto un misto, poi erano le due di notte, avevamo fatto il viaggio, eravamo tutti rintronati. Osimhen che è salito sul tetto, vederlo proprio dal vivo che ti sale la scaletta. Che poi ho provato anche in qualche modo timido a dirgli Victor non so se è il caso ma voglio dire a quel punto…».