La sentenza del gup di Roma. La Procura aveva sollecitato per 1 anno e 4 mesi. Secondo l’accusa del nuotatore, la donna sarebbe arrivata anche a minacciarlo di morte.

Il nuotatore paralimpico Manuel Bortuzzo aveva denunciato l’ex fidanzata Lulù Salassiè per stalking. I due si erano conosciuti nella casa del Grande Fratello nel 2021.
Secondo l’accusa di Bortuzzo, la donna sarebbe arrivata anche a minacciarlo di morte.
Oggi è arrivata la sentenza, riportata da Rai News, secondo cui:
il gup di Roma, dopo il processo con rito abbreviato, ha condannato a un anno e otto mesi, pena sospesa, Lucrezia Hailé Selassiè, sedicente principessa etiope, accusata di stalking ai danni Manuel Bortuzzo. La procura aveva sollecitato una condanna a un anno e quattro mesi.
«Lulù fece irruzione in camera e aggredì Bortuzzo, Manuel cercava di proteggersi il viso»
Nell’aprile del 2024 a Madeira si consuma l’ultimo atto: quello che spinge Bortuzzo a denunciare. Dopo avere fatto scivolare una busta sotto la porta della camera d’albergo dell’ex, mentre Manuel era a fare alcune gare, invitandolo nella sua stanza, Lulù aveva atteso invano. «Nel pomeriggio – ha riferito Morelli a verbale – mentre stavamo riposando ho sentito bussare con insistenza alla porta e ho visto che era la Salassiè: sosteneva di avere avuto un permesso dal presidente per vedere Manuel». Ma l’atleta sì era rifiutato di farla entrare «La Salassiè – ha spiegato ancora il capitano della nazionale paralimpica di nuoto – ha continuato a insistere nel bussare alla porta. Sono stato io a consigliare a Bortuzzo di farla entrare per chiarire la situazione anche per far sì che non disturbasse gli altri atleti».
Ed è a questo punto che la situazione precipita: «Bortuzzo ha aperto la porta per dirle che non aveva intenzione di parlare con lei e che non avevano più nulla da dirsi. Lei invece è entrata in stanza e si è posizionata all’interno del bagno. Bortuzzo ha cercato di farla uscire dalla camera. Poi li ho sentiti discutere ad alta voce e infine ho sentito il rumore degli schiaffi. Mi sono avvicinato e ho visto Manuel che si stava proteggendo il viso con le braccia ed aveva la guancia arrossata. Poi lui è riuscito a spingerla fuori dalla porta. Ma la Salassiè ha ripreso a bussare e a urlare: non sapevamo cosa fare. A quel punto Manuel ha riaperto la porta per dirle di smettere. Con lei c’era anche la sorella. Entrambe hanno cercato di entrare, ma Manuel è riuscito a bloccarle».