Buongiorno è difensore moderno, veloce e rapido di pensiero, un centrale implacabile che partecipa alla manovra. Da Ancelotti in poi nessuno ha mai rinunciato a Di Lorenzo

Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport elogia le prestazioni di Buongiorno e Di Lorenzo, due difensori del Napoli che fanno molto più che difendere. Buongiorno è il prototipo del centrale moderno, degno erede di Koulibaly e Kim. Di Lorenzo invece è un esterno a cui nessun allenatore passato da Napoli ha mai rinunciato.
“Giovanni Di Lorenzo e Alessandro Buongiorno, però, sono molto più di un’etichetta: sono calciatori che incidono e decidono in difesa e in attacco. Sono uomini totali, simboli di un calcio che non conosce confini: due fasi, le mani ovunque”.
Buongiorno erede di Koulibaly e Kim
Mandarini su Buongiorno
Buongiorno, in questo Napoli, rappresenta invece un po’ quello che in passato sono stati Koulibaly e Kim: difensore centrale straripante, esplosivo, i boati del popolo a ogni intervento. Forza fisica e senso dell’anticipo. E il recupero alto, offensivo: uno dei principi fondamentali del gioco di Conte; uno degli elementi fruttati finora una quindicina di gol. L’ultimo, dicevamo, domenica contro il Milan: Buongiorno che martella Abraham, che lo pedina fino alla trequarti avversaria, che riconquista e accende Gilmour. Un difensore moderno, veloce di gambe e rapido di pensiero, un centrale implacabile che però partecipa alla manovra.
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Nessun allenatore ha mai rinunciato a Di Lorenzo
Sul Corriere dello Sport si legge anche:
Perché gli allenatori non rinunciano mai a lui? È stato così da Ancelotti in poi, il suo primo tecnico nel Napoli, ed è stato così anche in questa stagione: trenta volte titolare, trenta volte dall’inizio alla fine. Mai sostituito: 2.700 minuti accumulati come solo i difensori centrali N’Dicka, Baschirotto e Luperto e i portieri Svilar e Falcone. Ruoli e consegne diversi, Di Lorenzo fa avanti e indietro a destra. Copre e attacca: ha firmato 3 assist, 3 gol e ha propiziato un’autorete contro il Verona (di Montipò). È un leader, è una marcia in più su una fascia recitata a memoria insieme con Politano: uno va dentro e l’altro affonda, crossa, taglia. Una filastrocca.