C’era anche una clausola di cautela a favore del Milan legata agli sviluppi del processo Prisma e divieti stringenti per il dirigente per evitare l’attenzione della procura federale

Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, i motivi per cui il Milan ha eseguito una brusca inversione di marcia su Paratici è da rintracciare nelle pieghe dell’inchiesta Prisma. L’ex ds della Juventus doveva diventare dirigente del Milan nella prossima stagione, ma alcune valutazione hanno portato Furlani a cambiare idea. Il perché lo spiega, o prova a farlo, il Corriere della Sera.
Fino alla fine della squalifica non avrebbe potuto avere alcun contatto con i tesserati
Sul Corriere della Sera infatti si legge:
“Due gli ostacoli: in primis, l’inserimento nel contratto di una clausola di cautela a favore del Milan legata agli sviluppi del processo Prisma; in seconda battuta, i divieti stringenti per il dirigente da rispettare fino al termine dell’inibizione, per evitare di richiamare l’attenzione della procura federale. In caso di contatti con tesserati o con agenti sportivi o di ingresso nello spogliatoio sarebbe scattata una nuova squalifica, con ricadute anche sul club. Non è un caso che giovedì il Milan si sia informato con il presidente federale Gravina sui rischi di un eventuale ingaggio. E ora il popolo rossonero si chiede: dunque, a chi verrà affidato il delicato incarico di rilanciare il Milan?”
Milan, occhio a Sarri per la panchina. Paratici? È una situazione delicata (Pedullà)
Sono ore frenetiche in casa Milan, dove continua la ricerca del nuovo direttore sportivo per rilanciare il progetto rossonero. Negli ultimi giorni era molto quotato il nome di Fabio Paratici, ma sembrerebbe che l’approdo dell’ex Juventus in Lombardia non sia destinato a concretizzarsi. E allora, quali sono le piste alternative percorribili? Tramite il proprio sito ufficiale, il noto esperto di calciomercato Alfredo Pedullà ha fatto il punto della situazione, lasciandosi andare anche ad una indiscrezione riguardante la panchina.
Fabio Paratici e il Milan: abbiamo poco da dichiarare, nel senso che mai lo abbiamo mandato con certezza sulla poltrona di direttore sportivo del Milan. Abbiamo sempre chiesto di aspettare per capire, all’interno di una situazione molto delicata. Le spiegazioni devono darle quelli che lo avevano dato al 100 per 100, meglio (o peggio) ancora, ben oltre la vicenda squalifica della serie “arriva sicuro”. Invece no perché il Milan – tra le altre cose – ha pensato “come facciamo a impostare una trattativa che il direttore sportivo fino a luglio non può seguire”?. Già erano circolate voci di incontri tra Paratici e agenti, che non ci permettiamo di smentire ma che sintetizzavano l’aria… E adesso?”, sottolinea Pedullà.
E adesso, se davvero il Milan dovesse abbandonare la pista Paratici, verranno tirati in ballo nuovi profili. “Per esempio quello di Tony D’Amico, raccontato già a fine febbraio. D’Amico ha fatto bene a Bergamo, ha un contratto, ma il suo futuro dipende da Gasperini: se l’allenatore rinnovasse (come raccontato in un video di due giorni fa, è l’ambizione di Antonio Percassi e vedremo gli sviluppi), D’Amico potrebbe diventare nuovamente un candidato per il Milan. Senza dimenticare che erano stati fatti (non da Furlani) passi verso Tare e che può emergere un nuovo candidato”, scrive il giornalista.
Infine, l’indiscrezione riguardante la figura del prossimo allenatore, qualora Conceiçao dovesse lasciare Milanello anzitempo. “Nel casting per la panchina dopo mille nomi fatti (non da noi), occhio a non escludere Maurizio Sarri oggi non considerato da alcun tipo di casting”, conclude Pedullà.